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Litiga con una ragazza e aggredisce un capotreno

07 febbraio 2017, 06:01

Litiga con una ragazza e aggredisce un capotreno

Per lui, come per tanti altri sbandati, la stazione deve essere un luogo d'arrivo. Dopo le migliaia di chilometri (macinati a piedi, in treno e sui mezzi «di sfortuna» dei trafficanti di esseri umani), un immigrato asiatico deve aver deciso che Parma sarebbe stata la sua ultima «fermata». Per partenze sulla linea dei guai, per il registro degli indagati. Questo è quanto accaduto a un pachistano ventiduenne che prima ha avuto un diverbio con una ragazza parmigiana, per poi riversare la propria rabbia su un capotreno. Raggiunto e identificato dalla Polizia ferroviaria, il giovane è stato denunciato per minacce e per percosse a pubblico ufficiale.

Il problema dev'essere stato nel risveglio. Erano le sei del mattino, infatti, quando l'immigrato è stato visto litigare in maniera particolarmente accesa con la parmigiana su un binario della stazione. Difficile non essere incuriositi dai decibel della voce, difficile non rendersi conto di quanto stesse avvenendo. Così, un capotreno si è avvicinato, nel timore che il 22enne dalle parole passasse ai fatti. L'intervento ha fatto sì che le attenzioni (e la rabbia) dello straniero si concentrassero sul ferroviere: sono subito volate parole grosse. A quel punto, è stato l'ingresso in scena di altri extracomunitari a riportare alla calma il pachistano: gli amici lo hanno preso e lo hanno allontanato. Così, la ragazza se n'è andata per i fatti suoi e il capotreno è salito sul regionale con il quale doveva partire.

Ma la calma era solo apparente. Un quarto d'ora dopo, il giovane è tornato a cercare il ferroviere che in quel momento era affacciato a una delle porte di un vagone. Ripresa e in breve esaurita la litania di insulti e minacce, il pachistano ha provato anche a sferrare calci contro colui che aveva osato dirgli di smettere di aggredire la ragazza. Per fortuna, la posizione non era delle più agevoli (i calci tirati dal basso hanno meno probabilità di raggiungere il bersaglio): il capotreno è stato solo sfiorato.

Comunque, consumata la propria vendetta, lo straniero si è allontanato. Mentre la persona al centro delle sue «gentili attenzioni» ha richiesto l'intervento della Polfer. A quel punto, oltre alle immagini delle telecamere di sicurezza, è entrato in scena il fiuto dei poliziotti. Il ventiduenne è stato raggiunto e accompagnato in ufficio. Privo di documenti (ma provvisto di permesso di soggiorno), è stato identificato grazie ai rilievi fotodattiloscopici. r.c.

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