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IL CASO

Sorbolo, contro furti e degrado il controllo si fa correndo

Nasce il progetto «Arrestiamoli»: lo sperimentano il sindaco e due runner

di Cristian Calestani -

26 febbraio 2017, 16:11

Sorbolo, contro furti e degrado il controllo si fa correndo

«Invece di “andare in oca” quando si esce per una corsa o una camminata, chiederemo ai cittadini di guardarsi intorno e, di fronte a qualcosa di sospetto, di segnalare la situazione sul mio cellulare». Ha fondamenta semplici il progetto «Arrestiamoli» che il sindaco di Sorbolo Nicola Cesari sta sperimentando da alcuni giorni con un paio di concittadini - la 58enne Valeria Zavaroni e il 50enne Alessandro Clivio - e che ha già permesso di fornire utili elementi per le indagini delle forze dell’ordine.

La formula al momento coinvolge due amanti del running, come lo stesso sindaco, che sono chiamati a segnalare direttamente sul suo cellulare persone o situazioni sospette: un sistema potenzialmente sostenibile in un paese di 9.500 abitanti come Sorbolo.

Di fronte a casi evidentemente gravi la priorità resterà, tassativamente, quella della chiamata al 112, ma per altre segnalazioni «minori» è il sindaco in prima persona ad essere pronto a «scendere in pista» per un sopralluogo o per gestire il tutto in stretto contatto con la stazione dei carabinieri di Sorbolo.

«Il progetto - spiega Cesari - è ancora in fase sperimentale. Io e gli altri due runners coinvolti stiamo cercando di capire come strutturare al meglio l’iniziativa in vista di quello che sarà un vero e proprio protocollo di riferimento. Non istituiremo delle ronde perché l’obiettivo del cittadino non sarà la caccia al ladro. Chi aderirà al progetto continuerà ad avere come obiettivo primario la corsa salutare in serata o, più semplicemente, la passeggiata con il proprio cane. Quello che chiederemo sarà di tenere gli occhi aperti mentre si farà tutto questo. Non chiederemo a nessuno di intervenire in prima persona o di scattare una foto al sospettato, ma semplicemente di segnalare con un messaggio whatsapp le situazioni che possono sembrare poco chiare. Si è scelto di non istituire una chat pubblica comune, come già previsto in altri paesi, perché spesso le segnalazioni finiscono per degenerare e creare inutili allarmismi a fronte di situazioni non pericolose. In questo caso la segnalazione arriverà a me in prima persona che potrò gestire il tutto con le forze dell’ordine».

Il progetto sta piacendo e stanno già arrivando i primi sostenitori. Un’associazione del paese potrebbe fare da capofila, mentre alcune aziende si sono offerte di sponsorizzare la pettorina catarifrangente con numero progressivo dotata del marchio «Arrestiamoli» e il portacellulare da legare al braccio con lo stemma del Comune che renderanno riconoscibili i collaboratori del progetto. Ad incentivare il tutto ci sarà anche un meccanismo a premi.

«Chi garantirà il maggior numero di “servizi di controllo”, che potranno essere monitorati in base ad un apposito database che archivierà i report di ciascun collaboratore del progetto - spiega il sindaco -, potrà ricevere dei piccoli premi come omaggi per una visita dal fisioterapista, dall’osteopata, dal personal trainer o da altri professionisti del territorio che hanno già dato la loro disponibilità. Sarà un modo per incentivare anche l’educazione alla salute. Il sistema a premi sarà legato solo al numero di servizi e non alla quantità di segnalazioni per evitare episodi di esaltazione o di falso allarme».

«Arrestiamoli» fa parte di un pacchetto di iniziative legate alla sicurezza che sarà presentato ufficialmente tra aprile e maggio e che comprenderà altre azioni contro il bullismo, un corso di autodifesa per le donne e pratiche efficaci contro le truffe. In previsione anche l’installazione di nuove telecamere Ocr, ossia dotate della tecnologia per il riconoscimento delle targhe.