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Viabilità

«Un progetto per rendere sicura la Massese»

02 marzo 2017, 06:01

«Un progetto per rendere sicura la Massese»

Enrico Gotti

«Non possiamo rinunciare a mettere in sicurezza la strada massese, dobbiamo trovare le risorse. Questa strada provinciale è una priorità», sostiene Amilcare Bodria, vicepresidente della provincia di Parma e sindaco di Tizzano. La Provincia, insieme al Comune di Langhirano, e a tutti i Comuni della montagna attraversati dall’arteria che da Parma conduce al passo del Lagastrello, in queste settimane hanno lavorato a uno studio di fattibilità per mettere al sicuro pedoni e automobilisti.

C’è un progetto, da 2,7 milioni di euro, che verrà presentato alla Regione Emilia-Romagna, per intervenire su tratti del Comune di Langhirano, in particolare in tre punti critici: l’incrocio a Torrechiara, con la strada per la Badia di Santa Maria della Neve, la svolta per Vidiana e Casatico, accanto al rettilineo di Cascinapiano, e l’incrocio per Riano e Cozzano. In tutti questi tre punti l’idea è di realizzare rotonde, che possano rallentare la velocità delle auto e diminuire i rischi.

Oltre a questi interventi, su cui è in corso la ricerca di finanziamenti, c’è l’obiettivo – in questo caso il costo è di gran lunga minore - di intervenire anche nei tratti di montagna della strada provinciale massese: a Carpaneto, Lagrimone, Ranzano, Palanzano, Monchio, per quanto riguarda la segnaletica verticale e gli attraversamenti pedonali, poiché in molti casi le strisce sono sparite, anche se ancora segnalate dai cartelli. È passato un mese e mezzo dalla morte del diciassettenne Filippo Ricotti, travolto da un’auto sulla strada massese, a Cascinapiano, all’altezza dell’incrocio con Vidiana e Casatico, prima che potesse prendere l’autobus per andare a scuola. In quel tratto di strada i residenti avevano chiesto da anni strisce pedonali e illuminazione.

Il Comune di Langhirano aveva fatto richiesta di nulla osta alla provincia, a cui compete il tratto di strada, per disegnare le strisce per terra, ma la provincia considerava controproducente segnalare l’attraversamento pedonale in un pezzo di strada in cui le auto sfrecciano ad alta velocità. Dopo l’incidente c’erano state reciproche accuse fra i due enti sulla responsabilità sugli interventi di sicurezza della strada.

Dopo di allora, senza fare annunci, i rappresentanti del municipio di Langhirano e la Provincia si sono incontrati diverse volte, per confrontarsi e arrivare ad un piano per aumentare la sicurezza per pedoni e automobilisti in quel tratto di arteria di traffico.

«Comuni e Provincia si sono incontrati tre volte in queste settimane – dice Amilcare Bodria –. Lunedì ci sarà un altro appuntamento e poi incontreremo Raffaele Donini, assessore ai Trasporti e alle infrastrutture dell’Emilia-Romagna». «Nella bassa parmense, con la Tibre, ci sono state misure compensative, nuove infrastrutture, qui da noi, la strada Massese è da 150 anni la stessa - sostiene il vicepresidente della Provincia –. La strada Massese è una priorità, è un elemento indispensabile per lo sviluppo e per migliorare le condizioni di questi territori, sia per chi ci abita, per chi vuole conoscere questi luoghi, per le aziende, che lavorano prodotti tipici, sia per tutti quelli che devono fruire dei servizi della città. Bisogna migliorare la sicurezza della sede viaria e ridurre i tempi di percorrenza. Per fare questo, un progetto strategico a lungo termine è quello di realizzare una nuova strada, alternativa, che passa da Capoponte a Langhirano lungo il torrente, e poi ad Alberi e Panocchia, perché quella che già esiste non è ampliabile - è il pensiero di Bodria -. Per migliorare la sicurezza, bisogna partire dai punti più critici, che sono nel Comune di Langhirano, e bisogna fare in modo che ci sia un limite di velocità di 50 chilometri all’ora su questa strada, da Pilastro a Capoponte».

Gli amministratori

Non ci sono ancora decisioni e soluzioni definitive, ma è in atto una ricerca – di idee e di fondi - per mettere al sicuro la strada Massese»: così il sindaco di Langhirano, Giordano Bricoli. «Stiamo predisponendo uno studio di fattibilità insieme alla Provincia. C’è la volontà di cercare di risolvere il problema, ci vogliono tanti soldi e cercheremo di trovare i soldi per farlo». L’amministrazione langhiranese sta lavorando insieme ad altri comuni attraversati da un itinerario lungo oltre 68 chilometri, da Parma al passo del Lagastrello. Si è parlato di questo studio di fattibilità, con interventi da 2,7 milioni di euro, anche durante l’incontro autoconvocato da un gruppo di residenti di Torrechiara, giovedì 23 febbraio, sul tema della sicurezza delle strade, al quale ha partecipato il sindaco di Langhirano, insieme all’assessore Mauro Lamoretti e all’ingegnere Michele Giordani, responsabile del settore gestione del territorio del Comune di Langhirano.

I residenti di Torrechiara hanno segnalato, in quell’occasione, alcuni problemi, hanno chiesto di migliorare la sicurezza dei pedoni, immaginando un collegamento da percorrere a piedi lungo il canale di San Michele, per unire Pilastro a Langhirano. Hanno chiesto di mettere in sicurezza l’incrocio con strada della Badia, a Torrechiara, sulla strada massese, considerato dagli abitanti uno degli snodi più pericolosi del territorio. «Ci siamo fatti carico di tenere le fila della questione e di provare ad accedere a finanziamenti della regione – dichiara Gianpaolo Serpagli, delegato alla viabilità per la provincia di Parma, che avverte però sulle risicate risorse regionali a disposizione su nuovi interventi sulle strade –. Per il 2017 ci sono 6 milioni di euro per tutta l’Emilia-Romagna. Bisogna impegnarsi a portare a casa i lavori, abbiamo fatto un piano, che invieremo alla Regione nei prossimi giorni». E. G.

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