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Il caso

Droga al Bodoni, il direttore risponde

09 marzo 2017, 06:02

Droga al Bodoni, il direttore risponde

Gentile Direttore,
leggendo l’articolo comparso sul suo quotidiano con il titolo “Droga nei bagni del Bodoni” , ci sentiamo colpiti, indignati e se vuole anche un po’ feriti. Siamo dispiaciuti perché combattiamo, ormai da 5 anni, contro i pregiudizi di chi crede che l’istituto tecnico ITES Bodoni sia una scuola di serie B. Ad oggi, chiediamo a Lei di dedicarci uno spazio per far sentire la nostra voce, una voce ad oggi un po’ rabbiosa! (…) Ci permetta però, di esprimere il nostro dissenso, non sul contenuto indiscutibile chiaramente, ma sul titolo, che ancora per una volta, fa di tutta l’erba un fascio.
Anna Rizzoli, Marta Donnici, Chiara Nastro


Gentile direttore,
sono una docente del Bodoni e Le chiedo  la cortesia di ascoltare il mio dispiacere.
Per cinque parole in un titolo. Sparato a pagina 10 della Gazzetta del 4 marzo.
(…) Quelle cinque parole sono una fucilata alla schiena di noi tutti, esclusi gli imbecilli di turno, naturalmente. Come sempre anonimi e impuniti. E questo non lo posso accettare. (…)
Claudia  Delmaestro


Gentile Direttore,
siamo due studentesse, Laura e Valentina, che frequentano l'ultimo anno di studi all'istituto tecnico economico "G. Bodoni". Sabato mattina abbiamo letto l'articolo riguardante il ritrovamento di droga nei nostri bagni e ci siamo rimaste male!
Secondo noi questo articolo ha fatto passare la nostra scuola come un istituto di "tossicodipendenti", quando, in realtà qui ci sono ragazzi che vogliono solo costruire solide basi per il proprio futuro. Siamo consapevoli che la Gazzetta abbia fatto il proprio lavoro pubblicando l'articolo e denunciando questo fatto. Ma, poiché questi controlli anche in altre scuole sono risultati positivi, non riteniamo giusto che solo per il nostro istituto il fatto sia stato messo in evidenza con un titolo pesante e diffamatorio. 
Laura Pistore, Valentina Masci


Egregio direttore,
frequento il quinto anno all’ I.T.E. G.B. Bodoni, venerdì 3 marzo durante l’intervallo sono venuti i carabinieri con i cani anti-droga. Tutti gli studenti erano curiosi di vedere i cani, che al Bodoni non sono mai venuti, e nel frattempo si è alzata una leggera aria polemica perché nella mia scuola il problema della droga non è grave come in altre scuole e quindi la domanda sorge spontanea: “Perché le forze dell’ordine non vanno a controllare nelle scuole dove, si sa, il problema è molto più grave?”. (…) Il giorno dopo sul vostro giornale viene pubblicato l’articolo intitolato “Droga nel bagno del Bodoni” come se nella scuola che frequento il problema fosse gravissimo. Il titolo, non il contenuto, francamente mi ha offeso e credo che abbiate tenuto un comportamento scorretto ed inaccettabile nei confronti del Bodoni. (…)
Giorgio Reale


Egregio Direttore;
sono uno studente del Bodoni al quinto anno (…) non ho potuto evitare di fermare gli occhi su un titolo tanto diretto quanto raro e inaspettato: “Droga nei bagni del Bodoni (…) Mi chiedo se il titolo sia posto ad arrecare un danno d’immagine al Bodoni, ma poi penso che la Gazzetta di Parma non ne abbia alcun interesse. (…)
Mi considero personalmente offeso, perché l’oltraggio ricade direttamente su di me e sui miei compagni di scuola.
Samuel Longo 5ªA e studente del Bodoni


Egregio direttore.
Buongiorno.
Sono Gianmarco, uno studente dell’I.T.E. Bodoni e frequento il quinto anno, corso A, indirizzo sistemi informativi aziendali. (…) Ho letto il giornale sabato 4 Marzo. A malincuore ho trovato un articolo di mezza pagina che parla del Bodoni, dal titolo: “Droga nei bagni del Bodoni”. Leggendo questo mi sono sentito molto offeso, perché trapela l’idea che questa scuola sia ‘immersa nella droga’. (…) Questo trattamento non è stato riservato a tutte le scuole, bensì, solo alla nostra. Lo trovo molto scorretto (…)
Gianmarco Fortes


Signor direttore Michele Brambilla,
Le scriviamo in riferimento all’articolo che lei ha pubblicato sulla Gazzetta il giorno 4 marzo 2017 con il titolo “Droga nel bagno del Bodoni”. Noi siamo studentesse dell’ITE Bodoni e ci sentiamo molto offese dalla scelta del titolo, che suona come un’accusa nei confronti della scuola. (…) Ci pare che sia stato riservato alla nostra scuola un trattamento diverso rispetto agli altri istituti già sottoposti a perquisizione.
Rosita e Chiara


Gentile Direttore,
siamo due ragazze dell'Istituto Tecnico Bodoni. (…) Siamo certe che il Bodoni non sia stato il primo Istituto soggetto a controlli e che non sarà l'ultimo a subirli. Sicuramente il ritrovamento di sostanze è avvenuto  in quasi tutti gli Istituti cittadini, eppure leggendo altri articoli pubblicati sull'argomento abbiamo notato che nessuno  ha subito lo stesso trattamento diffamatorio toccato al Bodoni. (…)  Il titolo conferito all'articolo ai nostri occhi è una pugnalata, e pensiamo che esso potrebbe contribuire a creare l'immagine del Bodoni come una scuola frequentata da ragazzi che fanno prevalentemente uso di sostanze, ma non è assolutamente così!!! Sicuramente ci sarà qualche balordo nella scuola, ma la stragrande maggioranza di noi vive la scuola con serietà ed impegno e vive la propria vita come ragazzi sani e puliti.
Sara Musiari e Alessia Iorio


Egregio Direttore,
In quanto alunni dell’Istituto ITES Bodoni, vorremmo farle presente che la pubblicazione dell’articolo inerente al ritrovamento di sostanze stupefacenti all’interno di un bagno della scuola, ha provocato in me e nei miei compagni indignazione. Secondo noi non il contenuto, ma il titolo dell’articolo che ci riguarda arreca un grave danno di immagine alla scuola. (…) Siamo consapevoli che come testata giornalistica voi abbiate svolto il vostro lavoro, però il trattamento a noi riservato dovrebbe essere il medesimo di quello che riservate a tutti gli Istituti.
Alunni ITES Bodoni: Manghi M. Manushi E.


Egregio Direttore, 
siamo quattro studenti dell'istituto ITE Bodoni, siamo molto amareggiati riguardo al titolo "Droga nei bagni del Bodoni".  (…) Abbiamo provato grande rabbia sabato mattina nel vedere quanto esso non fosse coerente con il testo dell'articolo stesso.
Artificio Allan, Emiljan Manushi, Nicholas Silva, Kevin Sinchi


Gentile Direttore,
scrivo questo breve lettera a nome degli studenti del Bodoni che si sentono offesi, insultati e screditati  dall’articolo uscito sabato sulla Gazzetta della nostra città. (…) Noi e la nostra Preside in prima persona abbiamo deciso di accettare l’intervento dei cani antidroga perché vogliamo contrastare questo fenomeno crescente nella nostra penisola. Noi bodoniani ci abbiamo messo la faccia mentre altre scuole non hanno neanche accettato l’intervento dei cani, con lo scopo di mascherare questo fenomeno e non, mi scusi il termine, sputtanarsi. (…) Mi fa rabbia e disprezzo vedere che la Gazzetta si sia approfittata della nostra volontà di cambiamento solo per far notizia screditandoci con un titolo che definirei qualunquista a dir poco “Droga nel bagno del Bodoni”. Siamo stati puniti e screditati noi… alcuni dei pochi che ci mettono la faccia.
(lettera non firmata)


Direttore Brambilla,
venga al Bodoni per un saluto! Studenti, insegnanti e personale non docente avrebbero bisogno di parole di stima! Grazie
Giuliana Baldon


  La risposta del direttore  

Cari professori e carissimi ragazzi,
mi avete scritto moltissime lettere, e capirete senz’altro perché ho dovuto tagliarle. L’essenziale, comunque, c’è tutto. E, vi dico francamente, è proprio quell’essenziale che mi sorprende, Perché voi, tutti, esprimete i seguenti concetti: 1) l’articolo è corretto ma il titolo no; 2) è vero che è stata trovata droga nei bagni della scuola ma questo non vuol dire che la nostra sia una scuola di drogati, anzi, la stragrande maggioranza è composta da ragazzi che hanno solo voglia di crescere e di studiare; 3) hanno fatto i controlli in tante scuole ma la Gazzetta ha parlato solo del Bodoni.

Cerco di rispondervi punto per punto:

1) Ma scusate, nell’articolo si dice che i carabinieri hanno trovato della droga nei bagni della vostra scuola, quale altro titolo si poteva fare? Dov’è la non corrispondenza fra articolo e titolo?

2) Ma cari ragazzi, chi ha detto o fatto pensare che il Bodoni sia una scuola di drogati? Il titolo riferisce un fatto oggettivo e circoscritto, non dà certo un giudizio generalizzato. Chi fa pensare che ci sia una “colpa” della scuola?

3) Il terzo punto è quello che mi sconvolge di più. Ma chi vi ha messo in testa che la Gazzetta ha dato notizia solo dei controlli al Bodoni? O peggio ancora: chi vi ha messo in testa che altre scuole non hanno dato il permesso ai carabinieri di entrare con i cani?

Guardate la raccolta della Gazzetta: già lo stesso 4 marzo diamo notizia di controlli eseguiti anche in un’altra scuola (citata pure nel titolo: il Bocchialini); e sono settimane che diamo notizia, puntualmente, di tutti – tutti! – i controlli che le forze dell’ordine fanno nelle scuole. Scuole che sono state tutte – tutte! – nominate, anche nei titoli. Quanto alla storia delle scuole che non permetterebbero i controlli, sappiate che è una balla colossale, perché nessuno, neanche un preside, può opporsi all’ingresso dei carabinieri con i cani, in nessun locale e in nessuna aula. Sarebbe grave se fosse stato qualche adulto – genitore o professore – ad alimentare in voi questi complessi di persecuzione.

Cari ragazzi, io vi dico solo una cosa, e vi assicuro che ve la dico con il cuore, perché ho anch’io figli della vostra età. Vi dico che se seguiamo con tanta attenzione queste iniziative dei carabinieri, non è per vendere qualche copia in più: notizie di questo genere non ne portano mezza. Ve lo posso dimostrare facendovi vedere i nostri conteggi quotidiani.

Se abbiamo tanto a cuore queste notizie è solo perché abbiamo a cuore il vostro futuro. Noi siamo preoccupati perché c’è tutta una cultura che vi fa credere che in fondo farsi una canna non fa poi così male, che è roba “leggera”, tipo un bicchiere di vino. E vi vogliamo far capire (noi della Gazzetta e i carabinieri) che il problema vero non è neanche se ci sono reati o no, il problema vero è che la droga fa male comunque, farebbe male anche se diventasse legale; vi vogliamo far capire che i benpensanti della liberalizzazione vi stanno imbrogliando, perché tutti gli psichiatri del mondo sanno che non esistono droghe leggere e conoscono bene i rischi di escalation provocati da cattive abitudini. Vi vogliamo far capire insomma che non dovete indignarvi con chi fa i controlli o i titoli sui giornali, ma con chi minimizza, con chi cerca di spacciarvi del veleno, legale o illegale che sia, sempre veleno resta. Sono loro i vostri veri nemici, gli spacciatori di droga e di menzogne. Per quel che mi riguarda, non ho alcuna posizione ideologica da difendere, parlo solo da padre preoccupato. Qualcuno di voi mi ha detto che anche i suoi genitori erano indignati con la Gazzetta. Ecco, fate leggere queste righe anche ai vostri genitori.

Un abbraccio a tutti.

Michele Brambilla

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