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Spettacoli

Auguri per i 70 anni di Gianni Bella. Mengoli: "Ha lottato contro la malattia"

14 marzo 2017, 06:00

Auguri per i 70 anni di Gianni Bella. Mengoli:

Vanni Buttasi

Da «Montagne verdi» a «Rinascimento». Ha scritto con Bigazzi e Mogol, le sue canzoni sono state interpretate, oltre che da lui e dalla sorella Marcella, anche da Gianni Morandi, Ornella Vanoni e Adriano Celentano. Ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo, ha vinto il Festivalbar nel 1976 con «Non si può morire dentro» ed è stato una presenza fissa al Disco per l'estate.

Gianni Bella, uno degli autori più apprezzati della musica leggera italiana, compie oggi 70 anni e li festeggia a Catania, sua città natale, con la famiglia - la moglie Paola e le figlie Chiara e Nazarena -, alla presenza della sorella Marcella e dell'amico di sempre Mogol, anche se una parte del cuore, però, batte a Montechiarugolo, dove risiede da molti anni. Le sue canzoni sono diventate, nel corso degli anni, un elemento fisso della nostra memoria. Gianni è un profondo conoscitore delle armonie necessarie alla bellezza della canzone. Oggi, proprio in occasione dei suoi settant'anni, a proposito della condizione della canzone italiana, tramite la figlia Chiara, ci fa avere una riflessione: «La musica è sovralimentata e le proposte non brillano in originalità. Un autore deve essere riconoscibile fra i tanti. Il mio invito ai giovani musicisti è di rendere unico il loro messaggio». E, proprio lui, nel corso della carriera, è stato un grande innovatore della musica pop quando ha deciso di applicarsi nella composizione di un'opera lirica: «La Capinera» con testi di Mogol e arrangiamenti di Geoff Westley. Il melodramma ha raccolto positivi consensi, diventando da subito un punto di riferimento, grazie alle musiche e ai recitativi di Gianni Bella, che ha costruito l'incontro tra il romanzo di Giovanni Verga e la lirica. In questa giornata di festa sono tanti gli amici che vogliono sottolineare il loro rapporto artistico e umano con Gianni. A cominciare proprio da Mario Biondi, che durante il concerto agli Arcimboldi, a Milano, alla presenza della sorella Marcella, ha avuto parole toccanti per Gianni, che è stato uno dei suoi mentori. Un momento di grande commozione, sottolineato dagli applausi del pubblico. E la stessa Marcella ha detto del fratello: «Innamorato della musica, così è stato Gianni fin da bambino, che della musica ha fatto lo scopo della vita. “Passione e musica” è il titolo della canzone del mio ultimo album che gli ho dedicato per celebrare questo rapporto fortissimo che mio fratello ha sempre avuto con la musica».

Anche Mogol a proposito dell'amico dice: «Gianni è un genio musicale come ne esistono pochi».

«Ho conosciuto Gianni - rimarca con affetto un altro Gianni, Morandi - quando Mogol, Mingardi, io e lui abbiamo deciso di fondare la Nazionale cantanti. E' nato così un vincolo d'amicizia rafforzato poi nello spogliatoio, prima e dopo le partite benefiche. Ma con Gianni questo rapporto è andato oltre perché quando sono ritornato sulle scene, negli anni '80, ho cantato proprio una canzone sua e di Mogol, “Marinaio”. Ci tengo a sottolinearlo: ricordo con immenso piacere e tanta emozione quando a Sanremo nel 2011 ho interpretato “Rinascimento”, sempre scritta da lui con Mogol. Una canzone raffinata, che ti invita a riflettere. La Nazionale cantanti ha rafforzato la nostra amicizia per questo sono stato spesso a casa sua, a Montechiarugolo. Insomma, è un grande artista, che scrive musica con una visione internazionale».

Anche Paolo Mengoli, cantante che nei primi anni della Nazionale è stato una presenza fissa, ha parole di grande stima per Gianni: «Nella situazione in cui si è venuto a trovare, per la malattia, ha uno spirito straordinario. Riesce a comunicare con l'espressione del viso, degli occhi». Dopo un momento di commozione, Mengoli parla di calcio e di canzoni: «Era un'ala destra scattante, molto rapido. Lui si definiva “Ala di pollo”. Sono stati tanti i momenti bellissimi durante le partite benefiche che abbiamo disputato in giro per l'Italia. Canzoni? Quella che lo identifica è “Non si può morire dentro”, ma non vanno dimenticate “L'ultima poesia” con Marcella e “L'emozione non ha voce”, cantata da Adriano Celentano, di una bellezza straordinaria».

«Nei primi anni della Nazionale cantanti - ricorda Mario Lavezzi - è stato una presenza fondamentale, con il suo spirito goliardico. L'avevo conosciuto, quando non era ancora diventato cantautore, alla Cgd: mi è spiaciuto molto non avere scritto niente insieme a lui. Certo sono stato molto contento quando mi hanno invitato a “Una serata Bella”, su Retequattro, in cui abbiamo cantato molte sue canzoni. Tra le sue composizioni, la mia preferita è “L'arcobaleno”, un pezzo che avrei scritto volentieri». Anche Gianluca Pecchini, general manager della Nazionale cantanti, ha numerosi ricordi delle partite vissute con Gianni Bella: «E' stato tra i fondatori della nostra squadra, ha portato nell'ambiente una grande ventata di simpatia. Ha sempre dato la propria disponibilità e il proprio sostegno al nostro progetto benefico. Con lui e con la sua famiglia, ho un profondo legame di amicizia: spesso sono stato nella sua casa di Montechiarugolo. Sono stati importanti per lui, prima il connubio con Bigazzi e poi quello con Mogol. La collaborazione con quest'ultimo ha regalato grandi successi ad Adriano Celentano. E' un grande artista».

Luca Barbarossa, presidente dell'Associazione nazionale cantanti, ricorda l'incontro a metà degli anni '80: «Alle nostre partite ha sempre portato una ventata d'entusiasmo, con quel suo carattere solare. Ci siamo divertiti molto, mi spiace di non avere mai lavorato con lui ma ci ha uniti il messaggio di solidarietà che abbiamo diffuso in giro per l'Italia. Nella mia trasmissione Radio2 Social Club, sulla Rai, durante un evento legato alla carriera di Mogol, ho cantato “L'emozione non ha voce”, uno dei tanti brani di successo scritti da Giulio e musicati da Gianni».