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Corcagnano, prendere il bus? Si rischia la vita

17 marzo 2017, 06:03

Corcagnano, prendere il bus? Si rischia la vita

Enrico Gotti

Corcagnano: le auto sfrecciano all’ingresso del paese, il cartello indica le strisce pedonali ma dall’asfalto sono scomparse.

I ragazzi in fila indiana camminano sul ciglio della strada per arrivare alla pensilina.

Alle 7 di mattina di giovedì erano in quattordici ad aspettare l’autobus. Prima erano ancora di più, ma in questi mesi c’è chi ha deciso di non venire più, dopo l’incidente di Cascinapiano a Langhirano del 17 gennaio scorso, davanti alla fermata dell’autobus, dove ha perso la vita Filippo Ricotti, studente diciassettenne.

«Da quando è successo l’incidente di Langhirano ho deciso di non portare più qui mia figlia a prendere l’autobus. - dice Cosimo Macchittella, papà di una ragazza che studia in seconda liceo a Parma – ora la porto nella fermata in fondo, nel paese, e così fa anche un’amica di mia figlia. Visto quello che è successo a Cascinapiano, perché non si fa qualcosa? Bisogna mettere le strisce, mettere un lampione in più. Tutti i ragazzi che sono qui, che vengono qui per salire sull’autobus, camminano sul ciglio della strada, perché vengono dal paese. Ora c’è luce, ma di inverno qui è buio pesto e camminano senza che li si veda. Non c’è la luce neanche sopra la fermata. Non vedi nulla. Le macchine, in uscita o in entrata del paese, arrivano forte. È pericoloso. Tanti genitori dicono: dobbiamo far qualcosa. C’è chi vuole fare una petizione».

Durante il giorno, la fermata del “7” in via Langhirano, davanti alla zona artigianale di Corcagnano, è vuota. Gli unici ad utilizzarla sono gli studenti che alla mattina devono andare a scuola a Parma, arrivano qui perché è più vicina a casa, o anche per prendere posto a sedere sull’autobus, per salire prima, rispetto alla fermata in centro a Corcagnano, davanti al semaforo del paese.

Tanti arrivano a piedi, il marciapiede è solo da una parte della strada, quella dal lato opposto della fermata, e mancano le strisce pedonali per l’attraversamento. Alcuni genitori li portano in macchina fino davanti alla piazzola tep, si fermano con le quattro frecce. La pensilina è invasa dai rami, che si fanno strada in basso, e ha un vetro scheggiato, ma niente al confronto di altre fermate di bus e pullman sulla strada massese, in equilibrio sui fossi, o accanto ai guardrail. Il problema è però arrivarci – sostiene il papà della studentessa, che oltre all’illuminazione e alle strisce, per avere più sicurezza, lancia un’altra proposta: «Far salire i ragazzi anche quando l’autobus è nel capolinea. Sarebbe utile per tutti. L’autobus si ferma al capolinea, nel quartiere artigianale di via Monte Aquila, ma non è autorizzato a prendere i ragazzi. È un controsenso».