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Fede

Viaggio nel cattolicesimo, la mappa delle diocesi

27 marzo 2017, 08:01

Viaggio nel cattolicesimo, la mappa delle diocesi

Luca Molinari

La riforma delle parrocchie della diocesi di Parma è partita nel giugno 2012. Le 309 esistenti, pur mantenendo la propria identità (anche giuridica), sono state raggruppate in 56 “nuove parrocchie”.

Il vescovo Enrico Solmi, subito dopo l’avvio della “riforma”, ha nominato i parroci moderatori (ossia i coordinatori) delle “nuove parrocchie” in cui è stata suddivisa la diocesi. Il nuovo assetto diocesano ha infatti previsto una completa rivisitazione delle comunità tradizionali, ora chiamate a fare rete tra loro, integrandosi a vicenda. L’importante novità è accompagnata dalla prima visita pastorale (tutt’ora in corso) del vescovo Solmi. Le “nuove parrocchie” si stanno inoltre dotando di un proprio nome “sulla base della tradizione e della spiritualità che le caratterizzano”, ma anche di una bacheca e di uno spazio su internet in cui illustrare chiaramente da chi sono composte, gli orari delle messe e altre informazioni utili per i fedeli. I nomi sono stati scelti sia ascoltando i fedeli, sia tenendo conto delle tradizioni e dei carismi delle singole comunità.

Molte “nuove parrocchie” sono state dedicate alla Madonna. Altre invece a santi e beati legati al nostro tempo come Madre di Teresa di Calcutta e Papa Paolo VI. Diverse infine le realtà che devono ancora decidere o comunicare ufficialmente alla diocesi il nuovo nome scelto. I parroci moderatori in molti casi (soprattutto in città) non sono gli unici sacerdoti presenti nella “nuova parrocchia”. A loro sono infatti affiancati dei vicari o, più semplicemente, i parroci delle singole comunità che compongono la “nuova parrocchia”. In alcuni casi inoltre la vita delle singole parrocchie è sostenuta dal servizio svolto dai religiosi presenti nelle varie zone del territorio.

La scelta di rinnovare le parrocchie è stata dettata da vari motivi, in primis la crisi delle vocazioni. Non si tratta però di una semplice “razionalizzazione”, ma di una concezione nuova di queste realtà. Alcune comunità, da tempo collaborano su alcuni aspetti della vita pastorale e ora sono chiamate a una più intensa integrazione. Le “nuove parrocchie” sono infatti una rete di più comunità guidate da un sacerdote moderatore, devono avere un economo e un unico consiglio pastorale (l’organismo che porta avanti la vita della parrocchia) e per gli affari economici (composto da esperti in questioni amministrative). Accanto alla figura del moderatore è prevista la presenza di figure “ministeriali” (altri sacerdoti, diaconi, religiosi, sposi, ministri istituiti, laici) con il compito di condurre la comunità al suo fianco.

DAL 1970 OLTRE 200 SACERDOTI IN MENO

Il clero delle diocesi di Parma e Fidenza è sempre più multietnico. Simile la situazione anche nella vicina diocesi di Piacenza. Sono in costante aumento i sacerdoti stranieri - attualmente una quindicina - attivi nelle parrocchie del nostro territorio e provengono da ogni parte del mondo. La maggior parte di loro arriva dall’Africa e dal Sudamerica, ma sono presenti anche polacchi, pakistani e siriani. I sacerdoti di casa nostra infatti sono sempre meno e hanno un’età media che, nel caso della diocesi di Parma, sfiora i settant’anni. La crisi delle vocazioni non permette un ricambio generazionale - i seminaristi sono in tutto una decina - e provoca un calo costante del numero dei sacerdoti da ormai quarant’anni. In particolare, nella diocesi di Parma i sacerdoti attuali (circa 130), sono oltre 200 in meno rispetto ai 348 del 1970. Non solo. Oggi ci sono la metà dei preti rispetto all’inizio degli anni Ottanta e circa 50 sacerdoti in meno rispetto a una decina di anni fa. Un calo vertiginoso che non accenna da arrestarsi, ma che è andato riducendo a partire dal 2008. Oltre al numero complessivo, un altro dato significativo sono le classi d’età in cui è suddiviso il presbiterio parmense. Al momento quasi il 60% dei sacerdoti ha un’età compresa tra i 70 e gli 89 anni e meno di uno su quattro non ha ancora compiuto sessant’anni. La percentuale più bassa è, purtroppo, quella che riguarda i giovani: soltanto il 4,25% dei preti ha meno di 40 anni e pochissimi scendono sotto la soglia dei 30 anni. Da qui la sempre maggiore importanza dei sacerdoti stranieri, divenuti ormai una presenza stabile e fondamentale per portare avanti le attività nelle varie parrocchie. Il primo sacerdote straniero ad arrivare nella diocesi di Parma è stato don Paul Isaac (Pakistan), attuale parroco di Vicofertile, arrivato dieci anni fa. Il sacerdote del Congo don Crispino Ngala, attuale parroco di Vigatto, è stato invece il primo sacerdote straniero messo, di fatto, alla guida di una comunità parrocchiale della nostra diocesi (Cristo Risorto, sei anni fa).

Anche la presenza dei religiosi è fondamentale per la vita di numerose parrocchie e chiese della diocesi. Alcune congregazioni gestiscono alcuni tra i più importanti conventi, istituti e comunità parrocchiali del nostro territorio. Tra queste, i Frati Minori dell’Annunziata, i Frati Minori Conventuali (San Francesco), i Salesiani, i Betharramiti e gli Stimmatini. L.M.

LA DIOCESI DI FIDENZA

La diocesi di Fidenza è divisa in quattro vicariati: quello di Fidenza, quello di Salsomaggiore Terme, quello della Bassa Parmense e quello della Bassa Piacentina. Ogni vicariato è guidato da un vicario foraneo, punto di riferimento per gli altri sacerdoti e parrocchie presenti nei singoli territori in cui è stata suddivisa la diocesi. Attualmente le parrocchie sono una settantina, guidate da una sessantina di parroci. Dal 1601, anno dell’istituzione della diocesi, ad oggi si sono succeduti 34 vescovi. Don Ovidio Vezzoli, che ha recentemente ricevuto la nomina da papa Francesco e designato a succedere a Carlo Mazza sarà il trentacinquesimo. Il nuovo vescovo è un bresciano di 61 anni.

Monsignor Mazza, che ha compiuto 75 anni il 7 gennaio scorso e che ha accettato l’onere di reggere la diocesi fino all'insediamento del successore, previsto entro la fine del mese di luglio, ha proseguito il cammino tracciato dai suoi predecessori nelle sfide che vengono da una società sempre più complessa ed incerta nell’adesione alle semplici espressioni di vita sorrette dagli ideali cristiani. Lo stesso monsignor Mazza nei mesi scorsi aveva inoltre messo fine alla discussione sull’ipotizzato accorpamento di Fidenza alla diocesi vicine. «Il vescovo se ne andrà – ha dichiarato in più occasioni - ma la diocesi rimarrà». La dichiarazione di monsignor Mazza aveva tranquillizzato gli animi dei fidentini, preoccupati per il destino della propria diocesi.

La recente comunicazione ufficiale della nomina del sessantunenne don Ovidio Vezzoli a vescovo di Fidenza ha fugato ogni dubbio. L.M.

LA DIOCESI DI PIACENZA

La diocesi di Piacenza - Bobbio, guidata dal vescovo Gianni Ambrosio, è divisa in vicariati e unità pastorali. La zona della Valtaro e della Valceno (che fa parte della nostra Provincia) è inserita nel settimo vicariato, composto da tre unità pastorali. La prima è guidata dal moderatore don Bruno Cardinali e comprende le seguenti parrocchie: Bedonia, Alpe, Setterone, Barbigarezza, Carniglia, Caneso, Casa Fazzi, Strepeto, Casale, Strela, Casaleto, Illica, Cereseto, Nociveglia, Santa Maria del Taro, Montarsiccio, Calice, Ruso, Casalporino, Tornolo, Tarsogno, Spora, Tasola, Romezzano, Isola, Masanti, Scopolo, Cornolo, Compiano, Chiesola. La seconda unità pastorale ha come riferimento il parroco moderatore don Angelo Busi ed è così composta: Borgotaro, Pieve di Campi, Montegroppo, Campi, Pontolo, Roppo e Boschetto, Porcigatone, Folta e Tombeto, San Pietro in Canalvona, Martino di Rivosecco, Caffaraccia, Mariano, Brunelli, Gusaliggio, San Siro, Branzone, Odogno, Tiedoli, San Vincenzo, San Quirico, Cacciarasca, San Martino Valmozzola, Rovinaglia. La terza e ultima unità pastorale è guidata dal moderatore don Luigino Pini e comprende: Bardi, Grezzo, Boccolo Tassi, Casanova Val Ceno, Comune Stradella, San Giustina Val Lecca, Rocca Nuova, Rocca Varsi, Credarola, Gravago, Pione, Varsi, Costageminiana, Pessola, Contile, Pietrarada, Specchio, Tosca, Vianino.

La diocesi di Piacenza è particolarmente estesa (superficie 3.670 kmq) e comprende alcuni territori di diverse province: Parma, Genova e Pavia. I due terzi della diocesi sono distribuiti in zone collinari e di montagna. Sono presenti oltre 300 sacerdoti diocesani, 54 sacerdoti religiosi e un totale di 422 parrocchie. L.M.

LA DIOCESI DI MASSA E PONTREMOLI

Alla diocesi di Massa Carrara - Pontremoli (guidata dal vescovo Giovanni Santucci), appartengono Albareto e le frazioni di Buzzò e Gotra. Le ragioni della frammentazione delle parrocchie sono da ricercarsi nelle vicissitudini storiche che hanno coinvolto soprattutto le zone appenniniche. La chiesa di Santa Maria Assunta di Albareto, attualmente in provincia di Parma, viene menzionata per la prima volta nell’atto di fondazione - 27 maggio 884 - come oggetto di donazione da parte del conte di Lucca Adalberto I, al monastero benedettino di San Caprasio di Aulla. Albareto era compreso nel territorio dell’allora diocesi di Luni. Gotra invece fu sotto le dipendenze della diocesi di Brugnato, fino a quando il Papa, come effetto della supplica appoggiata dalla duchessa Maria Luisa di Borbone, reggente di Parma e Piacenza, non ne concesse l’aggregazione alla diocesi di Pontremoli (nella foto la cattedrale) nel 1854, insieme con Buzzò. L.M.

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