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Ponte Verdi, le Province si scontrano sulla chiusura

14 aprile 2017, 07:02

Ponte Verdi, le Province si scontrano sulla chiusura

Pierluigi Dallapina

Il ponte Verdi, che collega Roccabianca e San Daniele Po, ha bisogno di lavori urgenti, e su questo sia la Provincia di Parma che quella di Cremona sono d’accordo, ma i due enti non la vedono allo stesso modo quando si parla delle modalità di intervento. Da una parte, infatti, c’è la Provincia di Cremona intenzionata a chiudere totalmente il ponte alla circolazione per un periodo di 60 giorni, cioè dal 2 maggio al 30 giugno, per consentire la manutenzione dell’infrastruttura, nella parte di propria competenza.

Dall’altra parte c’è la Provincia di Parma che, proprio ieri, è tornata a chiedere all’ente lombardo di evitare lo stop al traffico per non creare pesanti disagi ai pendolari proponendo, come alternativa, l’apertura del ponte in base ad alcune fasce orarie.

Nella lettera firmata dal presidente Filippo Fritelli, e dal delegato alla Viabilità, Gianpaolo Serpagli, viene ribadita la proposta di lasciare il ponte percorribile dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, cioè nelle due fasce orarie più utilizzate dai pendolari.

Questa idea, viene ricordato, era stata caldeggiata dai sindaci di tre Comuni, Polesine-Zibello, San Daniele Po e Roccabianca, ma la Provincia di Cremona aveva risposto che si trattava di un’ipotesi impraticabile, in quanto la tipologia di lavori da eseguire lungo la carreggiata, unita al numero degli operai necessari al cantiere, sarebbe stata incompatibile con il transito di auto e camion.

Nello specifico, l’intervento di manutenzione riguarda la sostituzione dei giunti di dilatazione (per questo sarà necessario demolire parte della carreggiata) ed il ripristino dei cordoli laterali. Consapevoli dell’entità dei lavori, a Parma la pensano diversamente rispetto ai colleghi cremonesi, ed è per questo che in Provincia hanno preso carta e penna per ripetere il no alla chiusura totale e sostenere la necessità di tenere aperto il ponte «Giuseppe Verdi» nelle due fasce orarie indicate.

L’urgenza di un intervento in grado di ripristinare l’infrastruttura che si trova in località Ragazzola è ben evidente alle due Province e anche alle associazioni di categoria, che proprio a fine marzo avevano inviato una lettera al presidente della Regione Emilia Romagna e a quello della Regione Lombardia, sollecitando una informazione sullo «stato di salute» del ponte e una sua messa in sicurezza, in quanto è un collegamento fondamentale per consentire ai carichi particolarmente pesanti di attraversare le due sponde del Po.

Per poter intervenire sulla parte di propria competenza, la Provincia di Parma sta ancora attendendo il finanziamento regionale pari ad un milione di euro che servirà per sostituire le sei travi più ammalorate. Una riqualificazione più estesa, stando alle stime dell’ente, richiederebbe una spesa di circa 10 milioni di euro.

Al fine di velocizzare le procedure di finanziamento, almeno per quanto riguarda le somme necessarie per realizzare un primo intervento urgente, lo scorso 20 marzo Fritelli e Serpagli avevano inviato una richiesta scritta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ma per il momento stanno ancora attendendo una risposta.

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