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INTERVISTA

Pizzarotti: «I 247 punti del mio programma»

22 aprile 2017, 07:03

Pizzarotti: «I 247 punti del mio programma»

Gian Luca Zurlini

«Una città in cammino»_ è questo lo slogan scelto dal sindaco Federico Pizzarotti per caratterizzare la copertina del libretto in cui vengono racchiusi i 247 punti del suo programma elettorale. Un programma che il primo cittadino e gli esponenti di «Effetto Parma» presenteranno ufficialmente oggi pomeriggio ma che il sindaco ha accettato di illustrare in anteprima alla «Gazzetta» nelle sue linee essenziali.

Signor sindaco, partiamo dall'inizio. Perché ha scelto questo slogan per il suo programma?

Il motivo è molto semplice: perché esemplifica il percorso di Parma, una città che quando l'abbiamo presa in carico era a rischio default e che ora può guardare al futuro con rinnovata fiducia e va verso nuovi traguardi, come dice un'altra frase che compare sulla copertina del nostro programma.

Quali sono i punti principali?

In totale sono 247 quelli che indichiamo, proprio per coprire tutta l'attività amministrativa. Ma sono tre i punti-cardine ai quali è ispirato: le persone, lo sviluppo della città e la Parma del futuro. Ogni tema, poi, è suddiviso in due parti: i progetti in corso di avvio o completamento, e questa è la Parma in cammino, e i nuovi obiettivi che ci poniamo per il prossimo mandato, che sono appunto i futuri traguardi.

Quale sarà la filosofia della sua campagna elettorale?

Ispirarmi ai contenuti, e a proposte concrete e fattibili con le risorse e le possibilità che il comune di Parma ha a disposizione. E mi auguro che anche i miei avversari entrino nel merito e abbandonino i facili slogan, formulando proposte concrete che, almeno finora, non ho ancora visto, anche se la vera campagna non è iniziata.

Prima di entrare nel merito dei programmi le chiedo perché finora non ha partecipato a confronti con gli altri candidati.

Non c'è nessun timore da parte mia. Semplicemente sono ancora assorbito da molti impegni amministrativi e quindi preferisco in questa fase non togliere tempo alla mia attività da sindaco. Ma non ho intenzione di sottrarmi ai confronti.

La accusano di avere accumulato un «tesoretto» per poterlo spendere in campagna elettorale.

Chi dice questo non conosce i meccanismi contabili del Comune. Non c'è nessun «tesoretto» accumulato. Il punto è che, dopo aver dedicato più della metà del nostro mandato a ripianare i debiti ereditati dal passato e a investire i fondi disponibili per completare interventi come stazione e scuola europea, ora finalmente possiamo scegliere come impiegarli. Il vero «tesoretto» è la libertà di poter utilizzare i soldi disponibili senza fare i conti con i vincoli del passato.

Un'altra accusa che le rivolgono è di avere concentrato inaugurazioni e presentazioni tutte nel periodo preelettorale.

Anche questa è un'accusa che respingo con forza. Il motivo è molto semplice: in pratica è soltanto da due anni che abbiamo potuto avviare una vera programmazione delle opere su cui puntare. E i tempi della macchina pubblica fra ideazione, progettazione e arrivo alla conclusione dell'iter di un intervento sono fra l'anno e l'anno e mezzo. Faccio però notare che più che altro stiamo avviando o presentando lavori, come quelli della Cittadella o di Piazza della Pace presentati oggi (ieri ndr) che vedranno la luce nel prossimo mandato. Se avessimo voluto davvero pensare in chiave elettorale, avremmo pensato a tempistiche diverse.

Veniamo al programma: quali sono le principali nuove opere su cui puntate per i prossimi 5 anni?

E' finito il tempo degli interventi faraonici. Noi puntiamo a interventi concreti e utili per la città. Nel programma ci sono due nuove scuole, due musei, quelli della gastronomia e dello sport, 3 nuovi parchi e 50 chilometri di piste ciclabili, mirate soprattutto a collegare la città con le frazioni. Oltre a questo, c'è il grande obiettivo di mettere tutte le nostre scuole in regola con l'antisismica e a basso consumo energetico. Abbiamo priorità chiare e soprattutto fattibili.

Avete idee sulle «incompiute» ereditate dal passato?

Sì, anche perché ora ci sono le possibilità di farlo. Le dico in anteprima che nell'area dell'ex mercato bestiame di Alfa che tornerà al Comune insedieremo tutti i magazzini comunali, mentre via Spezia sarà destinata a spazi per archivi e l'area di via Santa Margherita ai centri di produzione dei teatri stabili cittadini. Allo scalo merci insedieremo il comando della Polizia municipale, liberando l'attuale sede per l'ampliamento del centro delle emergenze. Per il Teatro dei dialetti c'è già uno stanziamento nel bilancio 2017 per il suo completamento e un progetto per la sua futura gestione. Quanto al ponte a Nord, vogliamo trovare un gestore in grado di organizzare al suo interno eventi temporanei per farlo vivere 12 mesi all'anno, sempre auspicando che dal Parlamento arrivi il «sì» all'emendamento che ne consentirebbe l'uso per insediamenti stabili. Contiamo poi di poter mettere in funzione anche la piscina e i campi vicini all'Efsa il prossimo anno.

Sicurezza: in molti la accusano di aver trascurato questo tema

Non è vero. Molte delle proposte che vengono fatte le stiamo già attuando e alcune sono irrealizzabili, come il ritorno dei vigili nei quartieri. Dico soltanto che il 76% degli agenti sono impegnati in servizi su strada. E per quanto riguarda gli affitti in nero stiamo effettuando controlli mirati incrociati. Quanto al futuro, noi non siamo come chi promette di far diventare Parma un'oasi felice, ma proponiamo misure concrete, come nuove telecamere e un nuovo sistema di illuminazione che sono anche già finanziate.

Altro tema caldo è quella dei rifiuti. Ci saranno cambiamenti?

Anche qui l'ideologia prevale spesso sulla realtà possibile. in arrivo ci sono le mini eco-station in centro, ma non è pensabile arrivare ai cassonetti intelligenti ovunque che costano molto, e quindi fanno aumentare la tassa e non risolvono il problema degli abbandoni. E' in corso poi una riorganizzazione degli orari di raccolta in centro che punta ad avere, soprattutto per i negozi, un massimo di mezz'ora di esposizione dei sacchetti.

Per le tariffe dei servizi e le tasse sono pensabili riduzioni?

Anche qui il confronto è fra la realtà e la demagogia. Chi parla di dimezzare le rette di nidi e materne non fa i conti con le entrate per la spesa corrente, che negli ultimi anni sono sempre in diminuzione. Faremo riduzioni mirate rispetto alle famiglie indigenti, ma di più non sarà possibile. La vera riduzione, di questi tempi, è il mantenimento dei servizi del welfare agli stessi livelli e noi abbiamo intenzione di fare questo. Il resto è soltanto propaganda politica

Ha qualche sogno non inserito nel programma?

Sono tanti, ma uno vorrei proprio realizzarlo: nella riqualificazione del Parco Ducale, che prevede il riuso delle aule universitarie e più accessi da una via Kennedy riqualificata, vorrei inserire il ritorno delle barchette nel laghetto. Sarebbe un segnale simbolico importante per un ritorno del Giardino nel cuore dei parmigiani e anche un segnale per il turismo.

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