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Finto carabiniere

Truffati altri due anziani

23 aprile 2017, 07:00

Truffati altri due anziani

Luca Pelagatti

Un cappello per essere verosimile e un tono cattivo di voce per cancellare ogni resistenza. Non è servito altro ad un truffatore, l'ennesimo, per derubare una coppia di anziani, ottantadue anni lui, settantanove la moglie, che si sono visti portar via davanti agli occhi cinquecento euro e i ricordi di una vita. E se quella delle truffe sembra una storia infinita e sempre uguale, stavolta qualcosa di nuovo c'è: ovvero la tecnica usata. Che fa ricorso persino a fantasiose banconote sporche di sangue.

Ad agire, intorno alle 15.30 di venerdì, una coppia di balordi arrivati a Baganzolino a bordo di un'auto grigia, forse una Volvo station wagon.

In quel momento i due anziani erano fuori dalla porta della loro abitazione e hanno guardato con curiosità uno dei due uomini che si è presentato a loro con tono sbrigativo. Come uno che ha una gran fretta.

«Sono un carabiniere, stiamo facendo un'indagine su un reato e stiamo cercando delle banconote sporche di sangue», ha esordito l'uomo che indossava un cappello con la scritta «carabinieri».

In questi casi, lo abbiamo scritto chissà quante volte, la potenziale vittima ha una sola cosa da fare per difendersi: non fidarsi, chiudersi in casa e chiedere aiuto alle vere forze dell'ordine.

Anche quei due anziani lo sapevano bene e per questo hanno giocato quella che, ai loro occhi, poteva essere la carta migliore. «Non la conosciamo, quindi prima di farla entrare vogliamo telefonare a nostro figlio», hanno ribattuto al finto militare che però ha rilanciato. Diventando pure minaccioso. «Non ho tempo da perdere, sono in servizio, cosa credete?», ha ringhiato. E non è servito altro. Per chi ha i capelli grigi il rispetto per chi rappresenta la legge è fondamentale. I balordi questo lo sanno; e se ne approfittano.

Così il finto militare è stato fatto accomodare e una volta insediato al tavolo della cucina ha ripreso a dare ordini. «Adesso dovete mostrarmi tutti i soldi che avete in casa; devo controllare che non siano quelli che stiamo cercando», ha insistito ottenendo di trovarsi in mano, senza fatica alcuna, cinquecento euro in banconote. Una rapida occhiata, una breve recita ad uso delle vittime e quindi la sentenza è arrivata: «Infatti, sono sporchi di sangue, sono i soldi che cerchiamo. Qui c'è qualcosa che non va».

Ora, l'unica cosa sbagliata in questa storia era proprio la presenza di quel delinquente nella casa dei due ingenui anziani. Ma ormai il suo tono burbero aveva vinto ogni possibile difesa delle vittime. E quindi il truffatore ha osato di più. «Questi soldi sono posti sotto sequestro perché devono essere analizzati - , ha spiegato mettendoli in una busta e poi infilandoli in tasca. - Ora dovete mostrarmi gli oggetti d'oro che avete in casa. Perché anche quelli potrebbero essere di provenienza sospetta. E devo controllarli».

Fa male persino doverlo raccontare: ma la donna, spaventata, non ho osato dire di no. E dopo essere andata in camera è ritornata con un paio di collanine e persino la fede in oro del marito. E così ha rimediato l'ennesima crudele beffa. «Infatti, come sospettavo. Anche questi oggetti devono essere sottoposti ad accertamenti. Per cui li porto con me in caserma. E anche voi dovete venire con me, per essere sentiti nei nostri uffici».

La preoccupazione della coppia, a quel punto, era diventata quasi panico. Ma, mentre si sono guardati intorno preparandosi per la prima volta in vita loro a finire in una caserma, il finto carabiniere ha allungato il passo. Come chi si prepari ad attendere all'esterno. Mentre invece, è ovvio, stava solo per svanire.

Quando i due anziani hanno guardato all'esterno il sedicente militare non c'era più. E neppure la macchina grigia. Solo a quel punto le vittime hanno iniziato a capire. Ma era davvero troppo tardi. La telefonata al 113 ha fatto arrivare a Baganzolino gli agenti delle volanti che hanno raccolto quelle poche note che sono state trasmesse alle pattuglie sul territorio. Ma la station wagon grigia sembrava sparita. Almeno per un po'. Dopo qualche ora infatti una seconda denuncia ha fatto scattare un nuovo allarme: un'altra truffa, ancora degli anziani beffati questa volta verso la Bassa reggiana. Ad agire ancora quello che diceva di essere un carabiniere. Purtroppo invece era un ladro.

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