Sei in Archivio bozze

VENDITA DELLE AZIONI

Fiere, più sviluppo grazie al privato

24 aprile 2017, 07:00

Fiere, più sviluppo grazie al privato

Francesco Bandini

Una maggiore presenza del privato nella compagine societaria delle Fiere di Parma, per aumentarne le potenzialità di sviluppo e rafforzarne il radicamento sul territorio. Il tutto senza però compromettere il controllo pubblico sull'ente. È il progetto che vede procedere insieme Comune e Provincia di Parma, concordi nell'intento di cedere una quota delle proprie rispettive azioni, a fronte di una manifestazione di interesse all'acquisto già arrivata in questo senso dall'Unione parmense degli industriali. Un'operazione che, oltre a perseguire la visione strategica di aprire il capitale a nuovi soci privati, punta anche – per quanto riguarda il Comune – a un altro obiettivo considerato altrettanto strategico per il territorio: intervenire a sostegno del rilancio dell'aeroporto «Giuseppe Verdi», ricapitalizzandolo proprio con una parte dei proventi della vendita delle quote delle Fiere.

Attualmente Comune di Parma e Provincia detengono ciascuna il 28% delle azioni delle Fiere. Gli altri soci pubblici in possesso di azioni sono la Camera di commercio con il 10% e la Regione Emilia Romagna con il 5%. In tutto, quindi, oggi il pubblico detiene il 71% del capitale. La delibera che mercoledì approderà all'esame del consiglio comunale di Parma prevede la cessione dell'8,5% delle quote in capo al Comune, che scenderebbero quindi dal 28 al 19,5%: se l'operazione andrà in porto, determinerà un introito per le casse comunali di circa 5 milioni 350mila euro. Analoga deliberà sarà votata venerdì anche dal consiglio provinciale, per la vendita di una quota identica di partecipazioni societarie, ovvero sempre l'8,5%. In questo modo, Comune e Provincia non avrebbero più la maggioranza assoluta, ma nel loro complesso i soci pubblici continuerebbero comunque a controllare più della metà delle Fiere: per la precisione, il 54%.

«Non è un'operazione per fare cassa – mette in chiaro il sindaco Federico Pizzarotti –, ma per dare la possibilità a nuovi soggetti privati di entrare nella compagine societaria delle Fiere, continuando a perseguire quel concetto di eccellenza nell'agroalimentare che è una delle ambizioni del nostro polo fieristico». Il primo cittadino ricorda che comunque «la maggioranza rimarrà pubblica» e che con l'ingresso di nuovi soci privati «ci sarà un'ulteriore possibilità di crescita, grazie a nuovi investitori e nuovi investimenti». E conferma che la strategia entro la quale è maturata questa scelta comprende anche l'aeroporto. «Questa operazione permetterà anche di avere risorse che intendiamo investire: la nostra scelta è quella di investirle nell'aeroporto, affinché abbia la possibilità di consolidarsi e di crescere, grazie al piano strategico che vede la collaborazione della Regione. In un contesto di trasporti strategici che negli anni scorsi ha già visto Parma perdere la stazione dell'alta velocità, non possiamo permetterci di perdere anche l'aeroporto».

La Provincia deciderà per la vendita di una parte delle proprie azioni nel consiglio in calendario per venerdì. Anche per l'istituzione di piazza della Pace, come spiega il presidente Filippo Fritelli, alla base della decisione c'è la convinzione che una più forte presenza del privato possa giovare all'ente fieristico. «Di fronte a una manifestazione di interesse – osserva –, da parte nostra c'è la volontà di favorire investimenti privati significativi tesi a valorizzare le Fiere, l'immagine del food a Parma e tutte le nostre specificità. Crediamo che in questo modo si possa apportare un importante beneficio al territorio». Fritelli spiega comunque che per la Provincia, che sta attraversando una fase di passaggio incerta dal punto di vista istituzionale e che vede un drastico calo dei trasferimenti dallo Stato, la scelta di vendere corrisponde anche alla concreta necessità di disporre di fondi per far fronte alle proprie spese. «È inutile nasconderselo: nell'attuale contesto legislativo, le Province sono spinte inevitabilmente a fare dismissioni di partecipazioni per reperire risorse da reinvestire sul territorio in strade, scuole e infrastrutture».

Artefice della delibera che permetterà la vendita delle azioni del Comune è l'assessore al Bilancio Marco Ferretti. Che precisa: «Non vendiamo le azioni per ripianare debiti, per fare asfaltature o potare piante – chiarisce –, ma perché riteniamo strategico che entrino nuovi capitali privati nelle Fiere, perché potrebbero essere quelli che daranno ulteriore sviluppo all'ente». E ricorda che l'operazione è fatta d'intesa con Provincia e Regione, istituzioni con le quali il Comune è legato in virtù di due distinti patti di sindacato: quello con la Provincia prevede che i due enti abbiano sempre la medesima quota di azioni e quindi impone che le vendite siano concordate; quello con la Regione stabilisce un diritto di veto di Bologna, che in questo caso non sarà esercitato. Sull'aeroporto, Ferretti spiega: «Per noi è strategico e il compito del Comune non è speculare su una società come le Fiere che va già bene, ma preservare un'infrastruttura come il “Verdi”, che è in difficoltà ma per la quale c'è un piano di sviluppo serio e 12 milioni in arrivo dalla Regione».

«Quando a suo tempo avevamo chiesto a Comune e Provincia di valutare se aprire a una maggiore partecipazione privata il capitale delle Fiere – spiega Alberto Figna, presidente dell'Unione parmense degli industriali –, lo abbiamo fatto nella convinzione che una maggiore presenza di soggetti privati possa rafforzare quell'efficienza e quella capacità organizzativa che in questi anni ha fatto delle Fiere di Parma un soggetto molto utile al sistema delle imprese non solo del nostro territorio, ma del nostro Paese, garantendo risultati corretti. In effetti, l'attività delle Fiere si sta sviluppando in modo importante anche sotto il profilo della costruzione delle condizioni per nuovi investimenti e di un ampliamento dell'offerta dell'infrastruttura fieristica rispetto alle esigenze delle aziende». E se da una parte è vero che «i soggetti pubblici finora si sono rapportati correttamente all'esigenza del sistema fieristico di diventare un veicolo di crescita e apertura internazionale del nostro sistema imprenditoriale», per Figna è vero anche che «oggi l'allargamento della presenza privata nelle Fiere può consolidarne i risultati già raggiunti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal