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Denunciato

Falsi certificati per avere la patente

25 aprile 2017, 07:00

Falsi certificati per avere la patente

Luca Pelagatti

Stavolta i carabinieri erano quelli veri. E per gli altri, per i truffatori, per quelli che vanno in giro a beffare gli anziani, non c'è stato nulla da fare.

E' stata una riposta rapidissima e decisa quella dei militari di Parma che, dopo la truffa messa a segno l'altro giorno ai danni di una coppia di pensionati di Baganzolino, hanno, con i loro colleghi delle provincie vicine, arrestato una banda di tre uomini specializzati in razzie ai danni di anziani. Beffati con parecchia faccia tosta e una finta appartenenza all'Arma.

I tre, come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi erano riusciti a rubare oro e contanti ad una coppia di ottantenni avvicinati con una scusa stravagante: quella di una indagine su banconote sporche di sangue. Se la scusa poteva sembrare poco verosimile, il tono e l'atteggiamento dei balordi era invece decisamente studiato con cura. Tanto che le vittime non avevano saputo opporsi e si erano dovuti piegare agli ordini di quell'uomo dai modi bruschi e con un cappello con la scritta «carabinieri».

Questi dettagli erano stati riferiti alle forze dell'ordine dalle vittime e i militari si sono subito attivati: grazie all'indicazione dell'auto su cui si erano allontanati i finti carabinieri, una Volvo station wagon grigia, i militari di Parma hanno iniziato il loro meticoloso lavoro. Grazie alle telecamere piazzate a Sorbolo la macchina della banda è stata fotografata: ed è risultato che la targa era falsa in quanto appartenente ad una vettura, nel frattempo, rottamata.

A quel punto i dettagli c'erano quasi tutti: c'era un modello di vettura, una targa tarocca e una direzione, quella verso la Bassa reggiana. Si trattava solo di mettere insieme tutti i dettagli e fare scattare la trappola. Per questo i carabinieri di Parma hanno coinvolto i colleghi d'Oltrenza e di Modena e per tutti l'ordine è stato lo stesso: troviamo quella macchina e fermiamo i malviventi.

Non c'è voluto molto, per fortuna: la Volvo è stata avvistata a Pavullo, nel modenese, e uno dei tre è stato notato proprio mentre cercava di truffare un 73enne del posto.

I militari hanno quindi cercato di bloccarli ma i tre balordi si sono dati alla fuga a folle velocità. Sono stati anche approntati dei posti di blocco ma la Volvo è riuscita a forzarne uno prima di finire la sua corsa, rovinosamente, fuori strada in un fossato tra i rovi.

La corsa era finita: e per ora anche la carriera dei truffatori che sono arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e tentata truffa.

Sulla loro macchina è stato trovato di tutto: targhe contraffatte, falsi tesserini dell'Arma, strumenti da scasso, radio per intercettare le frequenze dei Cc veri, cappelli con la «fiamma» e passamontagna. Insomma, il kit del perfetto truffatore come, peraltro confermano, i curricula dei tre. Si tratta di tre italiani, tutti imparentati tra di loro - due sono anche fratelli - residenti in campi nomadi del Piemonte e con una lunga serie di precedenti alle spalle. Ora, i finti carabinieri, rispettivamente di 22, 37 e 60 anni sono in cella e i militari stanno risalendo a ritroso per capire dove e quando abbiano colpito.

Secondo quanto riferito dai carabinieri di Modena si ipotizza che nelle loro scorrerie lungo la via Emilia il terzetto abbia messo a segno anche un centinaio di colpi. Sempre usando la stessa tecnica: la vittima veniva avvicinata e, grazie ai cappelli dei carabinieri e finti tesserini, convinta a collaborare con quelli che si presentavano come marescialli impegnati in una indagine. Inutile aggiungere che ovviamente alla fine gli unici su cui indagare erano proprio questi tre.

In questo senso il capitano Giovanni Orlando della compagnia di Parma ha invitato chi possa essere stato truffato da queste persone a mettersi in contatto con gli uffici di via delle Fonderie per fornire ulteriori dettagli. I finti carabinieri sono finiti in cella. Adesso è importante che ci rimangano il più a lungo possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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