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Trovato un cadavere in Po: si pensa che sia Bebe Brown, scomparsa a Pasqua a Boretto

La testimonianza: "Sua sorella l'aveva chiamata qui per darle un futuro migliore..."

25 aprile 2017, 07:00

Trovato un cadavere in Po: si pensa che sia Bebe Brown, scomparsa a Pasqua a Boretto

BORETTO

A Boretto era scomparsa nell’acqua del fiume il giorno di Pasqua. E a Boretto è ritornata ieri la salma di Agnes «Bebe» Tokunboh chiusa in un sacco a bordo di una barca dei Vigili del Fuoco di Viadana.

Manca la conferma ufficiale ma tutti gli elementi convergono sull’ipotesi che sia proprio lei. Lo spiega il comandante dei pompieri viadanesi dicendo che dopo aver notato la pelle scura e fatto comparazioni con la foto in possesso la fisionomia, anche se rovinata dalla voracità dei pesci, dovrebbe corrispondere a quella della parrucchiera che sino a poco tempo fa aveva vissuto a Parma lavorando in un negozio del centro commerciale Eurosia.

Sono stati avvertiti parenti e conoscenti e anche loro avrebbero confermato («Sì, è Bebe») davanti alla salma che adesso si trova alle camere mortuarie di Mantova. Gli esami autoptici si svolgeranno al «Carlo Poma», l'ospedale della città .

La segnalazione di un corpo adagiato su un lembo di sabbia dalle parti di Pomponesco era arrivata ieri verso le 13,30 da un pescatore di passaggio che ha avvertito le forze dell’ordine. I Carabinieri di Viadana assieme ai Vigili del fuoco sono arrivati sul posto per recuperare quel corpo. A causa di una serie di difficoltà incontrate sulla riva mantovana - Pomponesco dista una decina di chilometri da Boretto - si è preferito prendere la direzione della sponda opposta, quella di Boretto appunto, dove le operazioni si sono potute svolgere in maniera più efficace.

Agnes Tokunboh era di origini nigeriane e aveva fra l'altro la passione per il canto: si era esibita nei piano bar della zona col nome d’arte di Bebe Brown. Poco tempo fa aveva lasciato Parma per trasferirsi a Brescello dove un amico piastrellista l’aveva ospitata.

Per Pasqua la 34enne nigeriana si era recata sulla grande spiaggia di Boretto per godersi una giornata di relax al sole già caldo. A un certo punto aveva deciso di fare il bagno mentre un amico che era con lei si era appisolato. Alcuni bagnanti l’avevano vista poi sbracciarsi per chiedere aiuto, forse inghiottita da un pericoloso mulinello. L'allarme era stato lanciato subito, ma inutilmente. Dopo otto giorni di attesa, ieri il Po ha restituito il corpo di Bebe. Ros. Pis.

La testimonianza: "Sua sorella l'aveva chiamata qui per darle un futuro migliore..."

«Il mio nome no, voglio restare anonima, ma vorrei fornire un punto di vista più a fuoco su questa vicenda: è profondamente ingiusto che la sorella di Bebe sia stata dipinta in questi giorni come qualcosa che non è e non è mai stata e cioè una persona cattiva»: la signora telefona alla «Gazzetta» per «amore di verità». Conosce bene entrambe. Bebe, dunque, non era vittima di una sorella fredda, indifferente, a dir poco, secondo alcune testimonianze raccolte dopo la sua scomparsa? «Il contrario. La sorella di Bebe da decenni si spacca la schiena lavorando e lavorando per mandare più soldi che può in Nigeria, dove vivono ancora molti fratelli e molti parenti. Ne manda a tutti. Bebe era la più piccola e aveva voluto che venisse in Italia, a Parma, con lei, proprio per darle un futuro, una vita diversa. E invece...». E invece ieri, chiamata dai Carabinieri per identificare il cadavere ritrovato nel Po, era disperata: «Mi ha telefonato per avvisarmi del ritrovamento, piangeva a dirotto. Adesso si sente in colpa, era stata lei a insistere perché Bebe la raggiungesse qui quando aveva 12 anni». Ma il rapporto fra loro com'era? Difficile o no? «Mah, Bebe non era proprio facilissima da gestire, diciamo che è sempre stata un po' “allergica” all'autorità, alla scuola, alle suore. Ma sua sorella ha fatto tutto per lei».r.c.