Sei in Archivio bozze

Albareto

L'alpino «Livio» morto a 101 anni

26 aprile 2017, 07:00

L'alpino «Livio» morto a 101 anni

Giorgio Camisa

L'alpino Livio ha ammainato la bandiera, così commentavano ieri ad Albareto durante le celebrazioni del 25 aprile gli alpini della sezione della Valgotra. La scomparsa di Luigi «Livio» Dallaturca, a 101 anni, ha suscitato unanime cordoglio. «Livio» era un alpino autentico che aveva partecipato con impegno e costanza alle varie attività di questo corpo, amava e difendeva il bosco e la natura che lo circonda. Nato il 7 ottobre del 1915, a vent'anni fu chiamato al servizio di leva nel corpo degli alpini della divisione Julia, dopo pochi mesi partì per il fronte Greco-Albanese, cinque anni a combattere e poi il rientro. Nel 1941, ormai in congedo si arruolò nel corpo Forestale dello Stato, nella primavera del '44 si sposò con la borgotarese Ida Brugnoli e nello stesso anno fu promosso brigadiere e mandato a dirigere (dal 1945 al 1954 per nove anni) la stazione della Forestale di Bedonia. Altro trasferimento, questa volta a Tizzano dove rimase fino all'autunno del 1958 per poi stabilirsi definitivamente, fino alla pensione, presso il Comando Provinciale degli uomini del 1515 di La Spezia. Dal 1990 «Livio» aveva scelto di vivere nella sua casa ad Albareto, nella terra di origine accanto ai suoi amici. «Livio» aveva festeggiato i suoi cent'anni con una grande festa, in quell'occasione un piccolo esercito di penne nere dirette dal presidente della sezione di Parma Roberto Cacialli e da uno de suoi predecessori Maurizio Astorri, aveva festeggiato l'alpino Livio, insieme a loro la figlia Anna Maria, i tanti nipoti, il sindaco Davide Riccoboni, il capogruppo degli alpini di Albareto Ezio Schiavetta, i labari degli alpini di Borgotaro, Bedonia, una delegazione di La Spezia ed un'intera comunità che per un giorno aveva partecipato all'evento. In chiesa monsignor Renato Fugaccia gli aveva consegnato una pergamena arrivata dal Vaticano con la benedizione e gli auguri di papa Francesco. Dall'altare il presidente della sezione alpini di Parma Roberto Cacialli e il sindaco Riccoboni si erano congratulati con lui e il primo cittadino di Albareto, in segno di stima e riconoscenza, gli aveva consegnato le simboliche «Chiavi della Città», una delle onorificenze più importanti che un'amministrazione può consegnare ad un illustre cittadino. «Livio» visibilmente commosso aveva ringraziato tutti per avergli riservato una così bella festa e poi tutti invitati al vicino ristorante Berzolla. Tra uno stuzzichino e l'altro il festeggiato aveva ricevuto targhe e riconoscimenti dalle varie sezioni: quella provinciale, quella della Valgotra, di Borgotaro, di Bedonia e da altri. Infine la serata animata dallo spirito alpino, quella che «Livio» si aspettava: canti, musica delle fisarmoniche, racconti, brindisi fino a notte. Stamattina, partendo dalla cappella mortuaria dell'ospedale Santa Maria di Borgotaro alle 10,30, monsignor Renato Fugaccia presiederà nella chiesa parrocchiale di Albareto il rito funebre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal