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La curiosità

Paracadutista a 96 anni grazie a un parmigiano

26 aprile 2017, 07:00

Paracadutista a 96 anni grazie a un parmigiano

Gabriele Grasselli

Giuseppe De Grada, cremonese, ha 96 anni: ieri si è lanciato con il paracadute all'aeroporto turistico di Migliaro, frazione della sua città. L'impresa di De Grada, reduce della battaglia di El Alamein, ha meritato l'attenzione dell'agenzia Ansa e quindi è rimbalzata in tutta Italia. «E' stata un'emozione fortissima - ha dichiarato subito dopo avere toccato terra -. Da tempo pensavo a questa occasione e ora è venuto il momento». Complimenti.

Ma per togliersi questa grande soddisfazione e stupire tutti il coraggioso vegliardo ha avuto bisogno di un aiuto imprescindibile: De Grada, cioè, non si è lanciato da solo ma in tandem, accompagnato, «agganciato» a un altro paracadutista. E l'angelo custode che ha permesso al 96enne di tornare a volare - prese il brevetto a 21 anni - è un parmigiano, Valerio Grassi. «Anche per me è stata una grande emozione. Prima di tutto perché partecipo sempre a quella che riesco a far provare: la mia è una passione forte e quando riesco a trasmetterla sono felice. Poi per noi un reduce di El Alamein è un simbolo importante», dice Grassi, 64 anni, paracadutista dal 1974 e dal 2005 istruttore a Cremona dopo esserlo stato a Parma.

Anche per lui, ieri, l'onore della ribalta. «Il signor De Grada è venuto da noi una settimana fa, ha esposto il suo desiderio, gli è piaciuto l'ambiente cordiale, informale, si è sentito tranquillo e così abbiamo concordato il lancio per questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr)».

Si è mai lanciato con una persona così anziana?

«No, ma è meno insolito di quanto si possa pensare. Ricordo per esempio due anni fa un reduce della X Mas che ne aveva 88. Un'altra bella tempra. Perché tecnicamente non c'è nulla di particolarmente difficile da affrontare e anche fisicamente non sono necessarie doti speciali. Noi effettuiamo lanci anche con persone disabili. Il problema è la testa, diciamo. Ci vuole la volontà, la voglia di sfidarsi. E il signor De Grada l'ha avuta. Uno spirito combattivo».

Cosa vi siete detti durante la discesa?

«Nei lanci in tandem ci si parla dopo l'apertura del paracadute. La nostra conversazione oggi si è limitata a questioni tecniche, “gira di qua, gira di là”, cose così...».

E una volta al suolo?

«Una gran festa, molto entusiasmo. Ad attenderlo c'era una bella combriccola, il figlio, i nipoti, i parenti, gli amici. Lui era contentissimo, bello sereno. E' stato un grande piacere anche per me, lo ripeto. E' importante comunicare passione, entusiasmo, emozione e lo è altrettanto sentirsi comunicare passione, entusiasmo, emozione. Poi per noi un reduce di El Alamein rappresenta un grande simbolo. E ne sono rimasti pochi».

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