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PARMA

Bocconi avvelenati: caccia ai killer dei cani

28 aprile 2017, 07:00

Bocconi avvelenati: caccia ai killer dei cani

Chiara Pozzati

Carne macinata intrisa di chiodi, vetri, topicida e chissà che altro. I cattivi di questa storia – presumibilmente più di uno – non hanno ancora un volto, un’età. Colpiscono e scappano in questa guerriglia vigliacca contro i compagni a quattro zampe.

«Ecco perché, vista l’inquietante escalation di episodi, abbiamo tentato di coglierli in flagrante». Così i volontari dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) di Parma sono scesi in campo nelle notti parmigiane. Al chiar di luna hanno ingaggiato una vera e propria caccia ai killer di bestiole. Una mobilitazione «tutta su base volontaria – precisa la delegata del sodalizio, Moira Anna Balbi –. Con la speranza di cogliere in flagrante i delinquenti, o riuscire almeno a individuare i bocconi disseminati qua e là».

Un rastrellamento in sordina, partito nei giorni scorsi. Prima le sentinelle notturne hanno passato al setaccio la zona di via Traversetolo, a ridosso del centro commerciale Eurosia. Poi si sono concentrate nel cuore della città, frugando nelle vicinanze delle aree cani tra la Cittadella e via Anna Frank. A gruppi si sono appostati nell’oscurità, col respiro sospeso nella speranza di cogliere movimenti strani. Tutto mentre altri si concentravano sulla “bonifica fai da te”. Armati di guanti hanno rivoltato come calzini ciuffi d’erba – soprattutto delle aree cani – e cespugli. Obiettivo: cercare di trovare i bocconcini letali che mietono sempre più vittime. Vere e proprie battute di caccia, con il sospetto che pesa come un macigno: «Siamo convinti che non si tratti di un “ammazza-cani” solitario, non possiamo escludere infatti che alle spalle di quest’impennata di episodi ci sia una rete – chiosa ancora la Balbi -. Questo anche alla luce degli sos che rimbalzano da un capo all’altro della città. Non dimentichiamo infatti che il cane a spasso col padrone non infastidisce solo qualche dirimpettaio, ma può far paura a chi si occupa di attività illecite. La bestiola, col suo fiuto e la sua curiosità, arriva ovunque». A volte anche dove non è gradito. Non solo, sempre secondo l’esperta, il modus operandi rivela un cambio di rotta radicale: «Una volta nelle nostre zone si trattava soprattutto dell’azione ingiustificata di anziani poco pazienti nei confronti dei vicini di casa. E che si accanivano sugli esemplari altrui principalmente per motivi legati al rumore. Usavano tecniche altrettanto odiose e micidiali, ma comunque diverse da quelle degli ultimi tempi. Mi riferisco alle spugne che venivano fatte friggere e disseminate come esche. Occorre precisare però che la pratica dell’inserimento di corpi esterni all’interno delle polpette è distante dal passato». I volontari di Oipa stanno indagando, analizzando, quasi sezionando ogni aspetto della questione. Intanto è stato convocato per la settimana prossima un tavolo operativo inter-istituzionale per la ricerca dei responsabili: «Siamo felici di quest’iniziativa, perché siamo convinti che siano necessarie azioni incisive che coinvolgano tutti gli enti e le associazioni animaliste».

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