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Raggiri

L'ombra della truffa dietro quei rilevatori di gas

28 aprile 2017, 07:03

L'ombra della truffa dietro quei rilevatori di gas

Laura Frugoni

Gli avvisi sono comparsi ieri all'ingresso di diversi palazzi di via Brigate Garibaldi (zona di via Pastrengo) e probabilmente non solo lì. «Nei prossimi giorni gli addetti della società tal dei tali, provvisti di tesserino di riconoscimento, passeranno per la spiegazione e la distribuzione del dispositivo...».

Una visita annunciata. Questo è quel che c'è scritto nel volantino, che ha fatto già alzare più di un sopracciglio: su uno degli avvisi qualcuno ha provveduto a scrivere a penna: «annullato». Un residente assetato di informazioni ha chiamato in Gazzetta: «Sapete se è una truffa? Nell'avviso che hanno affisso c'è un numero di telefono, ma risponde sempre una segreteria... Se fate un giro su Internet ci sono un sacco di articoli che parlano proprio della truffa del gas... le società cambiano nome nel tempo ma la tecnica rimane sempre quella».

E' proprio vero: basta un controllino in rete per collezionare racconti e testimonianze allarmanti un po' da tutta Italia. «Lo scorso novembre - scrive una signora di Rovereto - hanno venduto a mio padre, un uomo anziano, uno di questi rilevatori, che ha un valore commerciale di 30 euro al massimo, facendoselo pagare ben 250 euro. Avvalendoci del diritto di recesso, abbiamo rispedito al mittente l'apparecchio, ma finora non è arrivato alcun rimborso. Persino telefonando ai numeri dell'assistenza clienti non risponde nessuno».

Il punto cruciale è proprio questo. Sul volantino in questione si sono dimenticati di fornire l'informazione più importante: gli addetti in questione, in realtà, non vanno nelle case per distribuire ma per vendere. I rilevatori di gas che cercando di rifilare funzionano, ma è il prezzo che stona.

Dove sta l'ombra del raggiro? Intanto i venditori, che a quanto pare si soffermano più volentieri nelle abitazioni di persone anziane o sole in casa, giocano sull'equivoco: quando si presentano, non fanno capire con chiarezza di essere semplici dipendenti di una società che vende questi aggeggi. Niente a che vedere con gli ispettori del gas. Dopo un breve controllo dell'impianto, fanno leva su timori più che legittimi. Paventando la possibilità di fughe di gas e insistendo sulla necessità di adeguarsi a fantomatiche normative europee.

Per non lasciare nulla d'intentato, anche noi ieri abbiamo provato a chiamare il numero impresso sul volantino: dopo una serie di tentativi a vuoto, ha risposto una voce, accento non emiliano e tono rassicurante. «E' tutto regolare, i nostri addetti girano per le case illustrando il prodotto. E comunque c'è un diritto di recesso: ci sono 14 giorni di tempo per rescindere il contratto...».

Insomma, ce n'è abbastanza perché ognuno si faccia un'idea. E stia in campana.

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