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IL CASO

Ponte Verdi, i sindaci pronti alla disobbedienza civile

28 aprile 2017, 07:01

Ponte Verdi, i sindaci pronti alla disobbedienza civile

Paolo Panni

Nasce il «Comitato per il Ponte Verdi». Obiettivi la messa in sicurezza del viadotto e la sua sistemazione complessiva, garantendone però l'apertura a tutela delle attività economiche di Emilia e Lombardia e delle migliaia di lavoratori che ogni giorno lo percorrono.

L'iniziativa parte dai sindaci Andrea Censi di Polesine Zibello, Marco Antonioli di Roccabianca e Davide Persico di San Daniele Po che, con il supporto delle loro amministrazioni e della Provincia, la presenteranno domani mattina alle 9 nella sala «Pallavicino» di Zibello, alle 10.15 nella sala Biblioteca comunale di San Daniele Po e alle 11.30 a Roccabianca nella sala riunioni del centro civico «ex Macello».

«Il comitato – anticipano i tre sindaci – sarà aperto a tutti i cittadini. Auspichiamo quindi una larga adesione, non solo dai nostri comuni ma dall'intero territorio della Bassa Emiliana e Lombarda dal momento che il ponte rappresenta una infrastruttura determinante anche per gli altri centri di un'area ben più vasta».

Sarà possibile aderire subito al comitato, e poi nei municipi dei tre comuni.

Il primo obiettivo è scongiurare la prolungata chiusura totale per lavori che inizierà martedì prossimo.

I tre sindaci avevano già proposto una serie di soluzioni alternative, ma tutte sono state respinte. Per questo ora intendono rilanciare e, anche attraverso l'iniziativa del costituendo comitato, si dicono «pronti a tutto per evitare la chiusura del ponte. Se sarà necessario – fanno sapere – siamo pronti anche ad attuare tutte quelle iniziative che la legislazione ci consente, non da ultime forme di disobbedienza civile e pubbliche manifestazioni che ovviamente speriamo di evitare con gli strumenti, invece, della politica e del dialogo. Sia chiaro che non vogliamo fermare i lavori ma è fondamentale tutelare i nostri cittadini e tutti i lavoratori nel disagio, trovando soluzioni condivise».

«La nostra azione – hanno aggiunto – in queste settimane ha già prodotto l'apertura di un importante tavolo interregionale ed interprovinciale. In questo senso speriamo che si possa giungere anche ad una soluzione condivisa che garantisca, seppur con tutti i limiti del caso, l'apertura del viadotto anche durante i lavori».

Come giungere a questo? In loro sostegno si è pronunciato il consigliere delegato a infrastrutture e viabilità della Provincia di Parma, Giampaolo Serpagli evidenziando che «noi siamo al fianco delle Istituzioni e delle attività economiche, non solo quelle rivierasche, ma di tutta la provincia di Parma».

Sul «Verdi» gravitano infatti numerose e grandi aziende anche di larga parte del Parmense, si pensi ad esempio a quelle del non lontano Cepim. I numeri dicono che sul ponte transitano quotidianamente 5mila mezzi e, di questi, almeno 1200 sono camion.

Per questo Serpagli ha rimarcato il «grave danno economico che la chiusura del ponte comporterebbe a tutto il territorio» ed ha ricordato che la Provincia di Parma, fin da subito si è detta contraria alla chiusura avanzando diverse soluzioni alternative. Tra queste, quella di aprire il ponte a senso unico alternato, oppure in determinate fasce orarie e abbassando il limite di velocità, su tutto il tratto a 40 km/h, al fine quindi di garantire la sicurezza anche di coloro che si troveranno a lavorare sul viadotto.

“Questa – ha detto – è una battaglia di buon senso che si fa per evitare un danno economico che sarebbe pesantissimo per tutto il Parmense». A proposito dei lavori che la Provincia di Parma dovrà invece realizzare ha specificato che «non appena arriverà il famoso milione di euro già stanziato dalla Regione saremo pronti ad appaltare, anche subito, gli interventi. Preciso però – ha concluso – che il cambio dei giunti che si andrà a fare, nulla centra con l'ammaloramento delle travi».

Tra le soluzioni prospettate in questi giorni, dai sindaci e da Serpagli, infine, anche quella di posticipare i lavori al periodo luglio/agosto quando il traffico sul ponte è meno intenso.

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