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PENSIONI

Ape social, al via le domande

29 aprile 2017, 07:00

Ape social, al via le domande

Vittorio Rotolo

Ape social, Quota 41 ed Usuranti: sono le tre misure previste per l'uscita anticipata dal mondo del lavoro. Il bacino di persone potenzialmente interessate (anche nel nostro territorio) è ampio, ma la presenza di regole ferree e «paletti», sotto forma di requisiti indispensabili per l'accesso a tali agevolazioni, riduce notevolmente gli spazi di manovra.

L'avvio delle pratiche necessarie per la presentazione delle domande dovrebbe scattare il 2 maggio, per concludersi il 30 giugno. Il condizionale è d'obbligo. «L'Inps afferma di essere pronta, ma ad oggi (ieri per chi legge, ndr) sulla Gazzetta Ufficiale non è ancora stato pubblicato il decreto attuativo che definisce categorie interessate e requisiti. Vedremo, da qui a martedì, cosa accadrà» spiega Nadia Ferrari, direttrice del patronato Inca Cgil di Parma, che ha fatto chiarezza sulle novità in ambito previdenziale contenute nella Legge di bilancio 2017.

L'Ape social consiste nella possibilità di ottenere, a partire dai 63 anni di età, un sussidio di accompagnamento alla pensione (non da restituire) per un importo massimo pari a 1.500 euro lordi al mese. A questo beneficio possono accedere i disoccupati che non percepiscono la relativa indennità da almeno tre mesi, gli invalidi civili (con riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%) ed i lavoratori che assistono un familiare disabile.

All'Ape social hanno diritto pure i lavoratori con mansioni gravose (platea che comprende, fra gli altri, operai edili, conduttori di gru, convogli ferroviari e mezzi pesanti, personale viaggiante, insegnanti nelle scuole dell'infanzia, addetti ai servizi di pulizia), ma solo nel caso in cui gli stessi abbiano già maturato 36 anni di contributi e svolgano tali mansioni da almeno 6 anni in via continuativa.

Quota 41 e mestieri usuranti Per quanto riguarda la Quota 41, che offre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica, la misura viene estesa anche ai mestieri usuranti (in gallerie e miniere, oppure chi è esposto ad alte temperature e amianto) ed ai lavoratori notturni, a patto che abbiano prestato la propria opera per almeno 12 mesi effettivi prima del compimento dei 19 anni. Per chi svolge lavori usuranti ed in orari notturni, c'è infine un'altra soluzione: andare in pensione con le vecchie «quote», a partire cioè dai 61 anni e 7 mesi di età e 36 anni di contributi.

«Siamo stati subissati dalle richieste di informazioni da parte dei cittadini» rimarca la Ferrari, accanto alla segretaria confederale organizzativa della Cgil Parma, Lisa Gattini. «Nei nostri uffici, sia in città che in provincia, procederemo così: in un primo momento verificheremo l'esistenza dei requisiti; poi, una volta ottenuto il via libera dall'Inps, inoltreremo la domanda».

Severo il giudizio del segretario generale, Massimo Bussandri: «Tali misure – nota – consentono ai lavoratori di andare in pensione ad un'età ragionevole, ma appaiono inadeguate rispetto alle reali necessità. Servono interventi strutturali».

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