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Allarme

Un'altra truffa del gas, occhio ai falsi lettori di contatori

29 aprile 2017, 07:01

Un'altra truffa del gas, occhio ai falsi lettori di contatori

In questo periodo va così: nel variegato panorama delle truffe adesso il gas va forte. Con parecchie variazioni sul tema. Questa in particolare è una delle più pericolose, visto che per entrare in casa i farabutti di turno ricorrono alle due parole magiche che di solito fanno aprire la porta senza troppi patemi: «lettura contatore».

Giovedì nel primo pomeriggio una pensionata ottantenne che abita in piazzale Maestri ha fatto entrare un tizio che s'è finto proprio un addetto alla lettura dei contatori. «Aveva un tesserino», ha riferito poi l'anziana ai poliziotti delle Volanti arrivati quando ormai il truffatore era purtroppo già sparito chissà dove.

L'ottantenne gli aveva aperto la porta, fiduciosa, indicandogli l'angolo dove è posizionato il contatore. L'uomo a quel punto ha fatto finta di trascrivere diligentemente i numeri sul display e subito dopo ha cercato un sistema per perdere altro tempo nell'appartamento: si è attardato a dare un'occhiata alla stufa a gas della signora.

Tutto calcolato: mentre lui tirava lungo con le finte manovre in cucina, un complice si intrufolava dalla porta d'ingresso (probabilmente il finto tecnico si era premurato di lasciargliela aperta) e si fiondava in camera da letto, pronto a frugare tra i cassetti dove di solito si tengono gli oggetti di valore.

«Tutto a posto, signora. Arrivederci». Quando il sedicente ispettore del gas ha preso la porta, pareva davvero tutto a posto. E invece è bastato che l'anziana mettesse piede in camera per rendersi conto che avevano rovistato all'interno della stanza. Pare, comunque, senza portarsi via nulla: semplicemente perché non c'era più niente da rubare in quella casa. «Ho già subito un furto», ha raccontato la donna sconsolata ai poliziotti.

E intanto l'assedio quotidiano dei truffatori continua, nonostante gli altolà e i periodici consigli delle forze dell'ordine.

La truffa dei falsi addetti dell'azienda elettrica o del gas è un altro classico che periodicamente ritorna e in passato municipalizzate e aziende distributrici si sono preoccupate di dare le giuste «dritte» ai cittadini per tutelarli dai malintenzionati. I veri «verificatori» e «controllori» non fanno mai richieste di denaro. E poi indossano un abbigliamento riconoscibile, di solito un giubbotto di tipo catarifrangente con la scritta «lettura contatori» sulla schiena, a caratteri cubitali.

I consigli non bastano mai. Ma paura e diffidenza crescono. E magari un domani anche loro- gli onesti lavoratori - verranno lasciati fuori dalla porta. r.c.

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