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Via Volturno

Nuova spaccata in una panetteria

30 aprile 2017, 07:02

Nuova spaccata in una panetteria

Luca Pelagatti

Otto euro in monetine da uno, due e cinque centesimi. Più che un bottino pare un'elemosina.

Eppure è proprio per questo «tesoro» che qualche balordo l'altra notte ha spaccato la vetrina della panetteria Giacomazzi di via Volturno, all'incrocio con via Ravà. E quello che sconcerta è che non è neppure la prima volta.

«In effetti di furti ne abbiamo già subiti in passato. Per la precisione altri due nell'ultimo anno», racconta quasi incredula la commessa smistando micche e biscotti ai clienti della zona. Che forse non si sono neppure accorti di quello che è accaduto.

«Noi abbiamo scoperto il furto al mattino, al momento di aprire il negozio», prosegue la panettiera. - E i segni del passeggio dei ladri erano evidenti».

Forni aperti e frigo spalancati, mobiletti con le ante spalancate e un grande disordine. Oltre a quella vetrina, sul lato di via Volturno spaccata.

«Il vetro era rotto ed era stato creato un passaggio di dimensioni molto ridotte. E da quel foro che il ladro è passato». E visto lo spazio disponibile doveva essere di corporatura davvero minuta. Poi una volta all'interno il ladro ha iniziato a cercare, evidentemente, soldi contanti. Non ha toccato infatti null'altro, solo ha aperto e frugato dappertutto. Ed è facile immaginare la sua delusione.

«Ha guardato nei congelatori e nei frigoriferi, ha sbirciato nei forni, ha aperto gli scaffali: ma di soldi proprio non ne ha trovati.

«Cercava l'incasso o il fondo con gli spiccioli. Ma ha trovato solo quegli otto euro in monetine da un centesimo».

E di quelle si è dovuto accontentare. Poi se n'è andato così come era arrivato senza che nessuno dei vicini si accorgesse di nulla. «Anche nei precedenti casi è andata più o meno così. Ma resta un sospetto che ad agire possa essere stata la stessa persona. «L'ultima volta, alcuni mesi fa, avevano aperto un armadio sempre cercando qualcosa da rubare. Questa volta lo stesso armadio non è stato assolutamente toccato ma si sono concentrati su quello a fianco. Un caso? Forse. O forse sapevano che nel primo non avrebbero trovato nulla». Supposizioni, certo. Ad occuparsi delle indagini, che peraltro si preannunciano assai complesse sono ora gli uomini della polizia che però hanno davvero pochissimi indizi a disposizione. Intanto resta la esasperazione delle vittime che in tutta fretta hanno dovuto fare riparare la vetrina. E il prezzo di quel cristallo è di certo decine e decine di volte maggiore del bottino del ladro. «Da anni la saracinesca esterna non veniva abbassata. In fondo nessuno pensava che una panetteria potesse diventare il bersaglio dei ladri. Ma adesso, dopo questa ennesima brutta esperienza, dovremo tornare a chiudere tutto. Perchè per difendersi è evidente che non c'è altro mezzo».

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