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Ragazzola

Un comitato per «proteggere» il ponte sul Po

30 aprile 2017, 07:00

Un comitato per «proteggere» il ponte sul Po

Paolo Panni

Si è costituito ieri mattina il «Comitato per la salvaguardia del ponte Giuseppe Verdi», trovando da subito numerose adesioni su entrambe le sponde del fiume. Nato a pochissimi giorni dalla chiusura (a partire da martedì) del viadotto, è stato presentato nel corso di tre assemblee che si sono svolte nei tre Comuni coinvolti: Polesine Zibello, San Daniele Po e Roccabianca.

Voluto dall'azione dei sindaci dei tre centri, il comitato ha lo scopo di promuovere tutte quelle iniziative necessarie affinché gli enti preposti operino al più presto per la messa in sicurezza del ponte Verdi e per la sua sistemazione complessiva. In particolare si darà da fare per offrire un'informazione puntuale sulla situazione e affinché i lavori siano eseguiti con tempi e modi che salvaguardino l'interesse dei cittadini, delle aziende e delle attività produttive, limitando al massimo danni e disagi.

Se è tramontata invece l'idea, circolata venerdì, di un possibile ricorso al Tar per bloccare i lavori che partiranno il 2 maggio, è invece emersa, in modo forte, la possibilità di intentare azioni legali, da parte del comitato, nei confronti dell'ente appaltante (la Provincia di Cremona) per le modalità con cui sono stati gestiti questi interventi e affinché imprenditori e lavoratori vengano risarciti dei danni che patiranno (alcuni imprenditori stanno già avviando cause).

I tre sindaci, Andrea Censi di Polesine Zibello, Davide Marco Antonioli di Roccabianca e Davide Persico di San Daniele Po, hanno rimarcato come nessuno di loro sia contrario ai lavori - anzi: assolutamente necessari - ma potevano e potrebbero essere ancora svolti evitando la chiusura del viadotto, istituendo il senso unico alternato e abbassando il limite di velocità a 40 chilometri orari.

Su queste soluzioni alternative la Provincia di Cremona, che non ha partecipato con nessun suo rappresentante a nessuna delle tre riunioni, ha sempre risposto picche. Quindi, salvo clamorosi sviluppi, da martedì il ponte verrà chiuso per 60 giorni e il traffico deviato su strade alternative, su tutte (specie per i mezzi pesanti) il ponte di Casalmaggiore e quello autostradale. Si è anche parlato del tavolo tecnico/politico avviato tra Regioni, Provincie e Comuni al Pirellone nel corso del quale è emerso che dei 3 milioni e 600mila euro necessari per la messa in sicurezza del ponte, mancano 800mila euro che dovrebbe reperire la Regione Emilia Romagna.

Al riguardo la principale novità, nel corso dell'incontro di Polesine Zibello, è stata portata dal presidente della Provincia di Parma (ente che, va ricordato, in posizione nettamente contraria alla Provincia di Cremona) Filippo Fritelli: ha annunciato che con la prossima approvazione del bilancio e con il piano delle alienazioni, si farà in modo di reperire questi ultimi 800mila euro. Serviranno ovviamente alcuni mesi, ma ora che la situazione si è sbloccata, Fritelli ha invitato tutti «alla pazienza e alla calma, lavorando tutti insieme con una seria e coordinata programmazione su un tema che è grave. Noi – ha detto – le risorse le metteremo e ci attiveremo per fare un piano triennale concordando con le Regioni per giungere alla risoluzione globale del problema».

Parole di fronte alle quali i sindaci Persico e Antonioli non hanno nascosto un certo pessimismo, specie per i tempi lunghi che saranno necessari. Scartata, al momento, anche la richiesta dei tre sindaci di posticipare i lavori al periodo luglio-agosto quando il traffico sarà meno intenso. C'è anche stato chi, in particolare l'assessore Alberto Bini di Roccabianca, ha rimarcato come il problema sia di carattere nazionale, come testimoniato dai cinquemila passaggi di veicoli giornalieri. In questo senso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Luciano Pizzetti, che ha preso parte all'incontro di San Daniele Po, confermando come il Governo sia al corrente del problema legato alla sicurezza del ponte, ha parlato di «proposta ragionevole da parte dei sindaci» aggiungendo che «sarà necessario verificare se gli 800mila euro saranno disponibili da subito» e annunciando che «si verificherà la possibilità di reperire fondi a livello nazionale».

Agli incontri sono intervenuti, portando il sostegno dei loro Comuni, anche diversi sindaci del Cremonese, il sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza e il vicesindaco di Sissa Trecasali Mauro Foglia.

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