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Intervista

Lo scomparso ritrovato: «Ero stanco e preoccupato»

01 maggio 2017, 07:00

Lo scomparso ritrovato: «Ero stanco e preoccupato»

ROCCABIANCA

Simona Valesi

Dopo più di 24 ore con il fiato sospeso la ricerca senza sosta di Giuseppe Ruggiero, cinquantenne autotrasportatore di Roccabianca originario di Cutro e scomparso da casa dalla mattina di venerdì, si è felicemente conclusa.

L'uomo è stato ritrovato nella notte di sabato nella sala d'attesa del Pronto soccorso dell'Ospedale di Parma in stato confusionale, dopo essere arrivato in città a piedi.

La moglie ne aveva denunciata la scomparsa la sera stessa di venerdì alle 18,30 e immediatamente si erano mobilitate tutte le forze dell'ordine riunite in una unità operativa d'emergenza coordinata dal maresciallo dei carabinieri di Roccabianca Maurizio Ampollini con i carabinieri di Fidenza al lavoro assieme alla polizia municipale di Roccabianca, i vigili del fuoco di Parma e in elicottero da Bologna, le unità cinofile con cani molecolari e i volontari della Protezione civile della provincia.

Dalla base operativa organizzata nell'area di servizio del distributore Ego a Diolo - dove Giuseppe era stato visto la mattina di venerdì alle ore 10,30 - sono partiti i controlli su tutto il territorio, che era stato battuto senza sosta ma dopo ore e ore di vani tentativi le ricerche non avevano dato alcun esito. Poi, finalmente, il lieto fine. «Non abbiamo parole per ringraziare tutte le forze dell'ordine che fin dal primo momento si sono impegnate al massimo per aiutarci – hanno dichiarato la moglie e i figli di Giuseppe Ruggiero – ci sentiamo profondamente grati verso tutti. Ma un ringraziamento particolare, e doveroso, vorremmo esprimerlo verso il maresciallo Ampollini, che ci è stato vicino sempre in questi giorni così difficili e ancora adesso ci sta fornendo tutto l'appoggio possibile. Ora che si è tutto risolto, quello che desideriamo è riprenderci al più presto da questa esperienza e andare avanti con tranquillità».

Giuseppe ora nella sua casa di Roccabianca è circondato dai suoi familiari finalmente felici che festeggiano il suo così tanto atteso ritorno con un pranzo domenicale tutti insieme. E' ancora scosso e stanco dopo i giorni passati a camminare senza una meta. «Mi è scattato qualcosa dentro, ero stanco, preso da tanti pensieri, preoccupato per il lavoro. Quando vedi tutto nero non capisci più cosa stai facendo. E io non reggevo più tutto questo peso. Allora così, senza pensarci, sono andato lontano a piedi per sfogarmi e restare da solo – spiega Giuseppe, che ora sta cercando poco alla volta di ritrovare la sua serenità - solamente dopo mi sono reso conto di quello che avevo fatto, di quanto tutti si sono preoccupati per me e ringrazio tutti di cuore per avermi aiutato. Al vedere il mio nome e la mia foto sulla “Gazzetta” sono stato male, ho capito che non avrei dovuto andarmene. Adesso penso solo a riposarmi e a stare con la mia famiglia, cercando di andare avanti un po' più sereno di prima».

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