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Musica

The Cage, concerto con sorpresa: le chiede la mano

01 maggio 2017, 07:00

The Cage, concerto con sorpresa: le chiede la mano

Michele Ceparano

Per i The Cage successo di pubblico, con proposta di matrimonio finale. Sabato sera la tribute band parmigiana dei Genesis, evoluzione dei Van Wagner, ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Parco. Quasi tre ore di concerto con alcuni fra i brani più conosciuti della mitica band inglese, principalmente del periodo di Steve Hackett. Davvero un bel concerto, luci comprese, con sorpresa finale. Dopo l'ultimo brano, infatti, il cantante del gruppo, il piacentino Marco Vincini, ha chiamato sul palco Silvia, la sua fidanzata, e le ha chiesto la mano. E lei ha detto sì tra gli applausi del pubblico. Il debutto della nuova formazione nella città che li ha fatti conoscere al grande pubblico - anche nelle esibizioni del 2015 e del 2016 avevano riempito il Teatro al Parco - non poteva davvero andare meglio. I The Cage (Emanuele Nanni alle tastiere, Salvatore Siracusa alla chitarra, Giovanni Invidia al basso, Claudio Miele alla batteria e Marco Vincini alla voce) hanno attaccato con «Squonk», brano storico usato dai Genesis per aprire i concerti. E' seguita poi «Dancing with the moonlit knight», una delle canzoni di maggior suggestione, quindi, «Dance on a Volcano», in cui c'è l'influenza dei romanzi di Carlos Castaneda. Con «The return of the giant Hogweed» i The Cage ripropongono la passione di Peter Gabriel e compagni per le storie fantascientifiche. «The fountain of Salmacis» è invece un racconto mitico. Vancini, un cantante con un timbro vocale molto «gabrieliano», e i The Cage si scatenano in «All in mouse's night», da «Wind&Wuthering». Viene poi il momento di «Firth of fifth», una canzone fatta apposta per esaltare allora le doti di Banks e adesso del tastierista Nanni. Azzeccatissimo anche l'intermezzo in cui sale sul palco Giulio Orsini dell'associazione Snupi (Sostegno Nuove Patologie Intestinali) che illustra le iniziative del sodalizio che ha organizzato l'evento assieme all'associazione culturale «The musical box», e presenta un ex paziente, Emir Zec, che, alla chitarra, delizia il pubblica con «Horizon», mitico assolo da Foxtrot proprio di Steve Hackett. Il concerto riprende e l'atmosfera si scalda sempre di più. E' il momento di «Watcher of the skies», che i Genesis scrissero a Napoli durante uno dei loro tanti tour italiani. Segue un trittico da «The lamb lies down on Broadway» - «Back in the Nyc», «Carpet crawlers» e «In the cage» (titolo che ha ispirato il nuovo nome del gruppo) -; quindi, la parte musicale di «The cinema show». Poi, «delirio» totale con «Apocalypse in 9/8» e «As sure as eggs is eggs». Inizia il gran finale e lo show nello show di Vincini, che sul palco - e anche tra il pubblico - non si risparmia assolutamente confermando, da emulo di Peter Gabriel, le sue grandi capacità sceniche. Si susseguono «The lamb lies down on Broadway», la closing section, con l'immancabile personaggio dell'Old Man, di «The musical box», «I know what I like» e, come da tradizione, il gruppo chiude con «The knife». Infine, tra gli applausi a scena aperta, la romantica dichiarazione di matrimonio. Un momento da «Time table».

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