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L'Intervista

Federico Buffa: «Così vi sorprenderò»

Il giornalista sabato al teatro Nuovo di Salso

03 maggio 2017, 07:00

Federico Buffa: «Così vi sorprenderò»

Vanni Buttasi

Sarà la moviola della vita a stabilire se «Il rigore non c'era». E quest'ultima frase è il titolo dello spettacolo teatrale con Federico Buffa, Marco Caronna, che cura anche la regia, Jvonne Giò e Alessandro Nidi, che andrà in scena sabato, alle 21, in prima nazionale al teatro Nuovo di Salsomaggiore. Un appuntamento assolutamente da non perdere per un lavoro teatrale che si annuncia di grande respiro artistico con uno storyteller, di riconosciuta fama, come Federico Buffa, reduce dal successo ottenuto con «Le Olimpiadi del '36».

E, proprio, con Buffa abbiamo parlato di questo lavoro. «Lo spettacolo - esordisce -, nato da un'idea di Marco Caronna, come sottolinea il titolo, è quell'evento che, magari, cambia la storia di una partita ma, nel contempo, potrebbe mutare radicalmente anche una vita». Una sorta di «Sliding door» che, in base alla scelta della persona, può radicalmente cambiare la sua stessa vita. «L'improvvisazione - continua Buffa - gioca un ruolo fondamentale ma corre sui binari di un canovaccio, consentendo a tutti i protagonisti di spaziare da un argomento all'altro».

Così, sul palco, lui farà vivere, o meglio rivivere, personaggi che si sono trovati ad un bivio, davanti ad una scelta, condannati a raccontare e raccontarsi. Certo il titolo richiama subito alla mente lo sport e in soccorso arrivano domande come se Muhammad Alì, nato Cassius Clay, da ragazzino non fosse andato in palestra a sfogare la sua rabbia o se il Grande Torino avesse viaggiato verso la Malpensa e non verso Superga come previsto dal piano iniziale, certamente sarebbe cambiare il corso della vita. Già, ma in questo caso entra in scena il destino: un destino che incide, in tutti i modi, nella vita.

In scena con Federico Buffa ci saranno Marco Caronna, nei panni di un attore, e Jvonne Giò, che interpreterà un angelo custode piuttosto disincantato: il racconto sarà sottolineato dalle composizioni di Alessandro Nidi. «La musica - puntualizza ancora il giornalista e, ora, anche apprezzato attore - gioca un ruolo fondamentale e Nidi è bravo ad accorpare, a sottolineare i momenti e soprattutto a stimolare chi è in scena con le note che, talvolta, valgono più delle parole».

«Il rigore che non c'era» è ambientato in un luogo non identificabile nel tempo e nello spazio: da una sorta di studio radiofonico si trasformerà in un ring, poi in un simbolico sud degli Stati Uniti e ancora in un campo da calcio, forse per riannodare il filo della memoria che lo lega decisamente al mondo dello sport. E, forse, perché il campo da calcio è anche la metafora della vita. Dove un rigore, concesso o negato, può cambiare la storia. Non solo nostra ma di tutti.

Due parole per definire lo spettacolo? «Distopico e sorprendente» suggerisce Buffa che poi aggiunge: «Di certo, questo lo posso anticipare, lo spettatore si emozionerà».

E, conoscendo la bravura di Federico Buffa ma anche degli altri protagonisti del lavoro teatrale, siamo sicuri che se «Il rigore non c'era», come suggerisce il titolo, sulla forza dello spettacolo non abbiamo dubbi perché «tutto può succedere», nel bene o nel male, da una scelta che figura nel destino di ognuno di noi.

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