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71 ANNI

Addio a Marco Bertinelli. «Inventò» i giochi in Cittadella

04 maggio 2017, 07:00

Addio a Marco Bertinelli. «Inventò» i giochi in Cittadella

Lorenzo Sartorio

Dell'Oltretorrente dov'era nato 71 anni fa , esattamente in strada D'Azeglio, aveva preso tutto: pamigianità, estro, spirito libertario, coraggio e quella giusta dose di sana follia che non guasta. Marco Bertinelli, è deceduto nei giorni scorsi dopo lunga malattia nonostante le premurose cure prestategli nel reparto di Lungodegenza Critica del nostro Ospedale. A 18 anni, dopo il percorso scolastico ed il collegio, Marco, capì che in quel momento Parma gli stava un po' stretta perciò decise di mettere il naso fuori porta. Molto fuori porta. Erano i magici anni Sessanta ed i giovani di allora, al contrario di quanto sta avvenendo adesso, potevano prendersi il lusso sognare cullati dai brani di Nico Fidenco i Beatles, Paul Anka, Francoise Hardy, Rita Pavone, Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Peppino Di Capri e tanti altri big della canzone. Preparò il sacco a pelo, uno zainetto con poche cose e si mise a fare l'autostop meta l'India dove vi soggiornò due mesi poiché attratto dalla cultura, dalla filosofia di vita e dalle antiche tradizioni esoteriche di quella lontana terra. Rientrato a Parma lavorò per una quindicina d'anni all' «Astrolabio» come barman, dopo di che impiantò una scuola di ballo a San Prospero. Ma quel figlio di «de dla da l'acqua» così estroso, un poco anarcoide e ribelle aveva la testa che ribolliva sempre di nuove idee, quindi decise di impiantare una struttura per giochi-bimbi in Cittadella : le famose reti, ancora in funzione, dove Marco fece saltare intere generazioni di parmigiani. Ormai per genitori e nonni era divenuto un appuntamento fisso, specie al sabato e alla domenica, accompagnare figli e nipoti nel parco farnesiano per farli divertire sulle reti rimbalzanti di Marco e sulla giostra di Dario Manni sempre sotto l'occhio vigile dello «sceriffo» della Cittadella Adriano Catelli che, giorno e notte, era sempre «sul pezzo». Bertinelli, oltre i giochi per bimbi, che dovette lasciare per motivi di salute cinque anni fa, creava artistici oggetti in vetro che poi vendeva nei vari mercatini che si svolgevano in città ed in provincia. Un'arte antica, quella della lavorazione del vetro, che aveva appreso da un amico di Murano. E poi il suo motone «Guzzi» con sidecar sul quale era disegnata un'invitta aquila, la passione per lo sci, le immersioni subacquee ed infine i voli con il deltaplano durante i quali provava quell'ebbrezza di libertà ed indipendenza che lo accompagnarono tutta le vita. I funerali si svolgeranno stamani alle 9.15 partendo dall'Ospedale Maggiore per il cimitero della Villetta.

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