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Calcio

I numeri del derby

04 maggio 2017, 07:00

I numeri del derby

Paolo Borelli

Parma-Reggiana, un derby lungo quasi un secolo: da quel campo sassoso tra il torrente e la Cittadella, dove sorgeva la Piazza d’Armi, al Tardini dei trionfi europei, domenica prossima lo scontro di campanile per eccellenza si ripeterà fra le mura crociate per trentanovesima volta in campionato. Tante migliaia di spettatori hanno affollato nei decenni la prima tribuna in legno e poi quella liberty del “Polisportivo” e poi i più moderni spalti dell'''Ennio''? Tantissime, a partire dal 18 gennaio 1920, debutto di un cammino che vede i ducali vittoriosi per venti volte, a fronte di nove pareggi e ben nove sconfitte. Quel giorno il Parma si schierò con Pellacini, Giacosa, Rossini II, Bocconi, Ghini, Pasquali, Rebecchi, Lumetti, Aiolfi I, Calda, e Montanari, che sbaragliarono il campo vincendo per 3-0. La cronaca si limita ai marcatori: il centravanti Enzo Aiolfi al 10’ e 60’ e la mezzala Giovanni Lumetti al 75’. La vittoria di maggior prestigio dell’epoca fu il 2-0 del 25 ottobre 1925 quando le due compagini si fronteggiavano in 1^ Divisione (l’attuale Serie A), in un girone di ferro con Juventus, Milan, Genoa e la pluriscudettata Pro Vercelli. Sul settimanale “Il Piccolo si legge che, ricevuta palla dal tecnico-giocatore austriaco Achatzi, «al 38' Mattioli colpì in pieno la sfera che sibilò all’incrocio dei pali, rendendo inutile il disperato tentativo del portiere granata Gelati». Attaccante di razza era Giovanni Rasia Dal Polo, fresco ex, che al 34’ della ripresa “concretava, dopo una rapida azione personale, la netta vittoria». Pubblico in visibilio, così come lo fu per l’eclatante 5-1 del 5 marzo 1933. «Vittoria, che è tanto più bella e meritata - narrava la Gazzetta di Parma - in quanto ottenuta su un avversario forte e tradizionalmente combattivo». Si giocò su un campo «cesellato da larghe e profonde pozzanghere» che penalizzava l’agilità dei crociati. Ciò nonostante il Parma andò in rete al 24’ con Paini su imbeccata di Ponzi. Quest’ultimo fu autore del raddoppio al 3’ della ripresa. Poi si scatenò il 9 ducale “Pippo” Stocchi, che mise a segno una doppietta dal 69’ al 70’. Punto della bandiera granata con Violi su rigore e goleada finale col terzino Negroni. Dal 1948 al 1960 i gialloblù persero ben cinque derby interni consecutivi. Furono i gol di Moriggi e Panara a sancire il ritorno alla vittoria il 24 settembre 1961. Il 3-0 ad opera di Silvagna, Meregalli e Calzolari del 29 novembre 1964 servì a salvare l’onore, ma non l’A.S. Parma che in due anni precipitò dalla B alla D. Magra consolazione, nell’intervista rilasciata al cronista della Gazzetta, Nuccio Acquarone, l’affermazione dell’allenatore granata Dino Ballacci: «Il Parma visto oggi non merita assolutamente l’ultimo posto in classifica». I derby riprenderanno negli anni Settanta in C e in B. Memorabile, ma non per ragioni calcistiche, quello del 4 maggio 1986, perso per 2-1 dalla formazione guidata da Arrigo Sacchi. Le contestazioni all’arbitraggio sfociarono in una guerriglia urbana tra tifosi e forze dell’ordine. Fortunatamente il derby successivo, quello del campionato di Serie B 1989-90, fu una festa. Il 2-0 ad opera di Osio e Melli significò la Serie A. Una passione che continuò ad infiammare gli animi anche nel ‘93 quando ancora Sandro Melli con un poderoso affondo riuscì a battere l’ex Claudio Taffarel. L’anno successivo ancora una vittoria, un 2-1 con rete granata del portoghese Futre, pareggiata da Dino Baggio di testa e gol partita di Marco Branca su rigore al 78’. Ultimo atto, finora, il 21 settembre 1996. Partita vibrante col Parma di Ancelotti capace di imporsi per 3-2 dopo che la Reggiana aveva ribattuto colpo su colpo. All’autorete del grande ex Georges Grün, rispose Sabau; al gol di Chiesa, un poderoso colpo di testa del “cobra” Tovalieri. Solo un’azione da antologia del calcio, finalizzata da un ispirato Gianfranco Zola, metterà la parola fine ad un derby al quale un ragazzo di vent’anni, nella propria città, non ha ancora potuto assistere.

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