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Il caso

Profugo molesta una donna: «cacciato» dalla comunità

04 maggio 2017, 07:03

Profugo molesta una donna: «cacciato» dalla comunità

Chiara Pozzati

E’ spuntato dal nulla. Ha iniziato a rivolgerle attenzioni pesanti, apprezzamenti volgari che hanno spinto la donna sulla trentina, a spasso col cane, a rifugiarsi a casa. Mentre lui l’avrebbe inseguita fin sotto il portone. Tutto è accaduto a Ugozzolo dove entrambi “abitano”.

Il presunto molestatore infatti è un richiedente asilo ospitato in una comunità d’accoglienza a poca distanza dal luogo dove si sarebbero consumate le molestie. La settimana scorsa, la protagonista di questa brutta avventura si è presentata in Questura per sporgere denuncia. A ruota, la Prefettura, che non ha per nulla sottovalutato il caso, ha spiccato un provvedimento di revoca dell’accoglienza. Di fatto il migrante è fuori non solo dalla comunità di Ugozzolo, ma anche dal circuito d’accoglienza che fa capo a Palazzo Rangoni. Una storia da maneggiare come il cristallo perché, va detto, siamo ancora in fase d’indagine.

Sarà compito dei poliziotti mettere a fuoco i contorni di questa vicenda, già rimbalzata alle orecchie della frazione. Di lui trapela poco o nulla: si tratta di un 26enne di origini ghanesi che sarebbe approdato a Ugozzolo un paio di mesi fa. Un richiedente asilo come molti, dirottato in quest’avamposto di speranza alle porte di Parma, che da tempo accoglie persone in difficoltà. Sulla vicenda la Prefettura non rilascia commenti ufficiali, se non la secca conferma del “ritiro” del provvedimento d’accoglienza. Una partita delicata che apre scenari inquietanti. Già, perché per paradosso – nonostante le indagini siano in corso – non è chiaro dove questo migrante sia andato. Non solo: se anche venisse accertata l’aggressione, fortunatamente solo verbale, il futuro del giovane sarebbe comunque vincolato dall’esito della richiesta d’asilo.

In altre parole non sarebbe possibile espellerlo di default, se non attraverso altri passaggi burocratici e dalle tempistiche indecifrabili. In più il 26enne non risulta latitante, ma ufficialmente non è dato sapere dove si trovi precisamente. Se abbia chiesto aiuto a connazionali, oppure se sia rivolto ad una delle altre associazioni che si occupano d’accoglienza. L’episodio affiora fra l’altro in un momento molto delicato sul fronte dell’accoglienza. Sono note infatti le proteste sempre più diffuse che arrivano da molti paesi del Parmense.

A questo si aggiungono i numeri dell’emergenza migranti – e non si tratta solo di statistiche, ma di vite – che coinvolgono anche la nostra città. E’ proprio dei giorni scorsi l’annuncio ufficiale del Comune che, proprio alla luce dei continui arrivi delle “carrette” del mare, ha concesso alla Prefettura l’utilizzo del dormitorio di strada del Cornocchio.

E’ stato proprio il Palazzo di piazza Garibaldi a snocciolare gli ultimi dati sugli arrivi. «L’emergenza derivante dallo sbarco di cittadini stranieri sulle coste italiane ha determinato - a partire dal mese di marzo 2014 - un consistente e costante afflusso di migranti anche sul territorio della provincia di Parma – e’ scritto nel documento diffuso dagli uffici municipali -. Alla data odierna, il nostro territorio ha accolto nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) convenzionati con la prefettura duemila profughi dei quali 1490 tuttora presenti».