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LA STORIA

Sposi e genitori lo stesso giorno

04 maggio 2017, 07:01

Sposi e genitori lo stesso giorno

Michele Deroma

E' difficile, per una coppia, trovare momenti emotivamente più intensi e speciali rispetto al matrimonio e alla nascita di un figlio. Ed è ancora più speciale vedere questi due momenti condensati in un vortice di emozioni racchiuse in pochissime ore.

Un'occasione più unica che rara, ma che la nostra città ha vissuto nei giorni scorsi: è la straordinaria vicenda di Carmelo e Ketty, lui 38enne operaio italo-canadese, lei 25enne attualmente disoccupata. I due si sono sposati pochi giorni fa, nel reparto di maternità dell'ospedale Maggiore di Parma, soltanto poche ore prima che la ragazza desse alla luce il figlio Daniel. Il matrimonio tra Carmelo e Ketty – incinta di otto mesi - era già stato fissato per il pomeriggio del 27 aprile, in Comune a Parma. Ma la sera prima delle nozze, quando tutto è già pronto per il fatidico sì, per i due arriva una clamorosa sorpresa.

«A Ketty si sono rotte le acque intorno alle 19.45», spiega Carmelo, «e siamo dovuti così correre in ospedale: lì i dottori ci hanno subito detto che Ketty non sarebbe potuta uscire prima della nascita del bambino, perché Daniel e la sua mamma avrebbero corso troppi rischi per la loro salute». Che fare? La mattina del 27 aprile, si tiene un delicato conciliabolo nella camera di Ketty, nel reparto di maternità del Maggiore: i medici negano a Carmelo e alla 25enne anche il permesso per uscire dall'ospedale una sola ora, in modo da adempiere al rito delle nozze. I due così chiedono un contatto con il municipio, per risolvere la situazione di emergenza: in un primo momento, i funzionari comunicano di non potersi recare al Maggiore per celebrare il matrimonio.

«Avevamo già il timore di non poterci più sposare», ammette Daniel. È un'ostetrica, pochi minuti dopo, a parlare direttamente ai funzionari in municipio e convincerli a salire tra i corridoi della maternità del Maggiore, per sposare Carmelo e Ketty.

«Sono serviti altri due testimoni oltre a quelli già previsti», spiega il 38enne: a portarli, l'amica Daniela, che durante la celebrazione del matrimonio consiglia ai funzionari di fare presto, perché Ketty è dilaniata dalle contrazioni, una ogni cinque minuti. Carmelo e Ketty dicono sì, tra l'emozione di tutto il reparto ospedaliero: «Le infermiere si fermavano vicino alla nostra camera, con la scusa di assistere mia moglie, ma in realtà non volevano perdersi l'evento», sorride Carmelo. Dopo il matrimonio, i due neosposi aspettano l'arrivo di Daniel: la donna rimane in sala parto undici ore e vive un lungo travaglio, terminato alle 22.52 del 29 aprile, quando il bimbo viene alla luce.

I suoi due chili e 340 grammi di peso costringono i medici a prolungare il ricovero in ospedale: «I valori sono stabilizzati e nella norma, così oggi probabilmente torneremo nella nostra casa di Parma». Carmelo, Ketty e Daniel potranno ora vivere la nuova vita in tre: «Ora cercheremo di dare il miglior futuro possibile a nostro figlio, che abbiamo cercato per tanto tempo. Se ci avessero detto che il nostro matrimonio sarebbe andato così, non ci avremmo mai creduto».

Invece la favola di Carmelo e Ketty, ora arricchita dall'arrivo di Daniel, è realtà.

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