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Polemica

Legittima difesa «notturna»: troppi dubbi

05 maggio 2017, 07:00

Legittima difesa «notturna»: troppi dubbi

Laura Frugoni

Sì alla licenza di difendersi (e all'occorrenza sparare) in casa propria, ma solo dopo il tramonto.

La bagarre politica si è scatenata (com'era prevedibile), non appena è uscita dal cilindro parlamentare l'ultima novità sul sempre bollente tema della sicurezza. Breve riassunto di quel che è successo ieri a Montecitorio, dove sono state approvate alcune modifiche alla legge vigente che allargano i confini della legittima difesa. In sostanza verrà considerata «legittima una reazione a un'aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all'introduzione con violenza, minaccia o inganno». Resta ferma «la necessità che ci sia proporzione tra difesa e offesa». Escluderà poi la colpa una situazione «di grave turbamento psichico» causato dall'aggressore. Infine l'altra novità: l'assistenza legale a carico dello Stato, nel caso sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa.

Il provvedimento, che ha ricevuto l'ok della Camera con i voti di Pd e Alleanza Popolare e ora passerà al vaglio del Senato, ha provocato i coloriti show degli oppositori (hanno votato no Lega, Forza Italia, 5 Stelle, Fratelli d'Italia, Mdp), con uno scatenato Salvini che urlava «vergogna» dalle tribune della Camera.

«Mi sembra una legge fatta per i ladri e non per i cittadini - parte all'attacco il leghista di casa nostra Fabio Rainieri, in perfetto accordo con il lider maximo del Carroccio - nel momento in cui parto dal presupposto che posso difendermi solo di notte, quanto sono “indifeso” e mezzo rimbambito dal sonno, mi sembra che sia un modo di dire ai ladri: andate a fare furti e rapine di giorno. E' un po' come quando si cambia orario di lavoro».

Qualche arma in più, la dà o no al cittadino, questa legge? Il riconoscimento del turbamento psichico è un passo avanti? «E' una legge a metà - ribatte Rainieri - che dimostra come il Pd abbia voluto ancora una volta nascondere la testa sotto la sabbia e lasci nelle mani di altri la responsabilità di decidere. Per non dare ragione alla Lega finiscono per danneggiare tutti gli italiani. Riguardo al turbamento psichico, come si fa a riconoscerlo? C'è una scala? Se ti arriva uno sberlone sei assolto dal fatto di avere sparato oppure non basta, devi essere massacrato di botte? E poi non esiste che a deciderlo sia un giudice: una legge non dev'essere interpretativa, ma dare delle norme ben chiare».

Patrizia Maestri, deputato Pd, ieri non era in aula per problemi di salute, «ma conosco il testo che è stato approvato», premette subito e spiega: «Con questo provvedimento si è cercato un equilibrio per fornire da una parte tutela a chi si trova in situazioni di paura e pericolo e dall'altra si vuole evitare che il nostro Paese diventi il Far West dove ognuno può farsi giustizia da sé. Una deriva sbagliata, oltre che pericolosa».

Ha senso introdurre la legittima difesa notturna? «Sono mediazioni - riflette Maestri - e come tali possono creare un po' di sconcerto. Ma la sicurezza è una materia molto delicata, siamo sul filo di un equilibrio difficilissimo. Si cerca di tenere presente che il cittadino di notte è più spaventato... E comunque la proposta originaria era nata dalla Lega Nord: quello che chiedeva era impossibile da attuare. Non è giusto che in un Paese democratico ci si faccia giustizia da soli. Non possiamo consegnare alla gente la licenza di uccidere. Infine, mi pare giusto mettere l'accento sull'emendamento Verini: che venga riconosciuto dallo Stato il rimborso delle spese legali è un passo importante. Bisogna tenere presente che nel novanta per cento dei casi, chi compie questi gesti poi viene prosciolto» .

Qualche perplessità in più arriva dal senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari. Pur mettendo pure lui davanti lo spauracchio di un paese dalla rivoltella troppo facile, aggiunge che la norma «non sembra chiarissima nei presupposti. Distinguere tra legittima difesa di notte e legittima difesa di giorno è sicuramente discutibile. Anche se si può capire l'intento di chi ha creato la distinzione, penso che possa diventare complicato attuarla, non so se possa reggere il vaglio della Corte Costituzionale».

La sicurezza è un cavallo di battaglia ipersfruttato in politica. E se il leghista Rainieri dice chiaro che questa legge gli pare una mossa già in odore di campagna elettorale («da mettere insieme al decreto Minniti»), Pagliari in questa fase evita accuratamente il registro della polemica: «E' troppo facile strumentalizzare le paure della gente - osserva -. Le mie sono prime impressioni, per una valutazione di merito bisogna leggere attentamente la norma. Da una prima impressione, mi pare che sia troppo complicata e di difficile applicazione. E poi c'è questa distinzione della notte che mi lascia perplesso». Che succederà una volta che la legge passerà al vaglio del Senato? «Sicuramente si potrà approfondire la questione. Ed eventualmente migliorare».

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