Sei in Archivio bozze

Ragazzola

Ponte chiuso sul Po, i percorsi alternativi

06 maggio 2017, 07:00

Ponte chiuso sul Po, i percorsi alternativi

ROCCABIANCA

Paolo Panni

Primi giorni di chiusura del ponte sul Po «Giuseppe Verdi» e primi disagi per la viabilità sulle due sponde del Po. Come prevedibile il traffico si è intensificato sia a Casalmaggiore, sia sull'Asolana che sul ponte tra Cremona e Castelvetro. Tanti i pendolari che si sobbarcano scomode deviazioni, con perdite di tempo e aumenti di costi. Molti di loro stanno già presentando queste situazioni sia ai Comuni coinvolti che al «Comitato per il ponte Verdi».

Almeno sino alla fine di giugno la situazione sarà questa. Nel frattempo c'è chi continua a caldeggiare, tra le soluzioni alternative, la realizzazione di un provvisorio ponte di barche, come fu fatto qualche anno fa a Piacenza, per limitare i disagi degli automobilisti. Lo ha chiesto, più volte, Nicolas Brigati, coordinatore provinciale di Forza Italia giovani. Una soluzione sollecitata anche da Emanuele Bacchieri, candidato sindaco di Parma per Casapound. Finora l'ipotesi del ponte di barche non ha trovato alcuna risposta.

Una nuova proposta arriva dal gruppo «Amici del Grande fiume» che indica una soluzione «più semplice», quella di un traghetto che potrebbe quantomeno accompagnare i pendolari da una sponda all'altra del fiume sfruttando gli attracchi esistenti. Secondo gli «Amici del Grande fiume» questa ipotesi creerebbe «un piccolo indotto per coloro che si occupano di diporto sul Po e aiuterebbe chi tutti i giorni ha bisogno di spostarsi lungo le due sponde del fiume». C'è anche chi caldeggia l'«avveniristica» idea di una soluzione analoga alla celebre «Passerella galleggiante di Christo» che lo scorso anno ha portato sul lago d'Iseo milioni di persone, ma è chiaro che un fiume ha caratteristiche ben diverse da quelle di un lago.

Nel frattempo il caso del ponte martedì finirà sui banchi del consiglio regionale. Infatti sarà fornita la risposta all'interrogazione che il vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna Fabio Rainieri, della Lega Nord, ha depositato nei giorni scorsi. Rainieri chiede alla giunta regionale di insistere affinché sia adottata una soluzione alternativa alla chiusura completa del viadotto, ma questo ormai non può più essere evitato. «Sarebbe stato sicuramente più opportuno - sostiene - che tutti i lavori del primo stralcio suddivisi tra le due province si svolgessero in contemporanea scongiurando così la duplice ravvicinata situazione di disagio per gli utenti del ponte, che si verificherà per forza a causa del ritardo nell'erogazione del finanziamento della Regione Emilia Romagna alla Provincia di Parma».

Un'altra importante questione che è posta nell'interrogazione è quella della differenza di investimento per questo primo stralcio dei lavori di ristrutturazione tra le due Regioni interessate. La Lombardia, infatti ha messo a disposizione 1,8 milioni di euro per i lavori in carico alla Provincia di Cremona mentre l'Emilia-Romagna solo un milione per i lavori di competenza della Provincia di Parma nonostante «la convenzione stipulata nel 2015 prevedesse la cifra di 1.8 milioni di euro ciascuno». Rainieri ha chiesto alla giunta regionale il motivo di questa differenza di impegno, se l'inizio dei lavori in carico alla Provincia di Parma è realistico prospettarlo per l'autunno, che durata avranno e se intende garantire che non si ripeterà la chiusura totale del ponte con i conseguenti gravissimi disagi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal