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SORAGNA

Culatello supremo, trionfa Riccardo Riccardi

07 maggio 2017, 07:00

Culatello supremo, trionfa Riccardo Riccardi

Michele Deroma

Ad affacciarsi dai finestroni della galleria storica della rocca Meli Lupi di Soragna, e vedere quella pioggia insistente, pareva quasi di essere in autunno.

«È il momento migliore per la stagionatura dei culatelli, data l'assenza degli insetti che possono inquinare l'animale»: parola di un intenditore come il principe Diofebo Meli Lupi, padrone di casa dell'annuale tenzone per la ricerca del culatello supremo. L'Eccellente Arcisodalizio del Gran Culatello si è riunito nella serata di ieri, per la trentaseiesima edizione dello storico evento: a vincere il premio è stato il milanese Riccardo Riccardi, succeduto nell'albo d'oro dell'evento al giovane Nicola Pezzani, che quest'anno si è dovuto «accontentare» di ricevere il riconoscimento per il Gran culatello, premio assegnato dai voti dei centodieci invitati all'evento.

«Il segreto del mio culatello? Il produttore, io ho avuto solamente il fiuto di scegliere quello giusto», ha ammesso con il sorriso Riccardi, per sei anni membro del cda di Banca Monte Parma e autore di diversi articoli pubblicati negli anni scorsi dalla Gazzetta. Soddisfatto anche Pezzani, ormai di casa alla tenzone del culatello supremo: «L'anno scorso ho portato un culatello apprezzato dalla confraternita, quest'anno mi ha votato la giuria popolare». Entrambi i culatelli vincitori dei riconoscimenti sono di quattro anni. L'edizione numero 36 della storica tenzone ha visto sfidarsi, come da regolamento, dieci culatelli, tutti prodotti nella Bassa parmense, delimitata geograficamente tra il torrente Ongina e il fiume Taro e a nord della via Emilia.

«È questa», ha sottolineato il principe Diofebo Meli Lupi, padrone di casa dell'evento da vent'anni esatti, «la zona migliore per la stagionatura del culatello». La giuria composta dai trenta confratelli ha quindi proceduto all'assaggio dei vari culatelli in gara, per nominarne il supremo, mentre gli altri centodieci invitati all'evento hanno eletto il Gran culatello della Bassa. Identiche le schede a disposizione della confraternita e degli altri invitati alla rassegna: i presenti in rocca sono stati chiamati ad esprimere il proprio giudizio sull'aspetto, la delicatezza, la fragranza e la persistenza di sapore al palato relativa a ciascuno dei dieci culatelli in gara. «Un compito arduo - , ha ammesso Diofebo Meli Lupi al termine del rituale dell'assaggio e della conseguente votazione, - data la grande qualità dei prodotti in gara». Nel corso della cerimonia sono inoltre stati nominati tre nuovi membri dell'Eccellente Arcisodalizio: hanno pronunciato la formula di giuramento, davanti allo stesso principe di casa Meli Lupi, Guido Mario Geremia, Giorgio Maria Calori ed Emanuele Covi. Corrado Buttarelli ha invece ricevuto il premio per il miglior norcino prodotto nella Bassa.

Ma esiste davvero questo culatello supremo? «Se lo trovassimo, sarebbe la fine della nostra ricerca e questo evento non si terrebbe più», sorride Diofebo Meli Lupi. Lunga vita allora a questa ricerca, che anche ieri sera ha saputo soddisfare tanti palati fini.

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