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Calcio

E' l'ora del derby

07 maggio 2017, 07:03

E' l'ora del derby

Paolo Grossi

Un derby all'ultima giornata, sia pur in un torneo che prevede i play-off, è certamente un modo suggestivo per chiudere una cavalcata di 38 partite. La stagione sin qui ha regalato gioie e dolori al Parma, quasi solo dolori alla Reggiana. I granata sono quinti, e onestamente sulla carta non valevano più del quarto posto. Il Parma è secondo (ma la certezza arriverà solo oggi al 90') ma era stato costruito per arrivare primo. I suoi tifosi hanno mandato giù bocconi amari (dalle cinque sconfitte al Tardini al colpo di spugna sul progetto iniziale basato sulle bandiere storiche degli anni '90) ma anche momenti di intensa gioia. Primo fra tutti il derby vinto all'andata, poi l'incredibile serie positiva inanellata all'arrivo di D'Aversa (nove vittorie e due pareggi nelle prime undici gare), con momenti adrenalinici come il 3-2 sul Pordenone in pieno recupero o l'autorevole vittoria a Padova. Purtroppo però quella sera di un mesetto fa il Parma s'è spento. Nelle successive quattro gare, un solo punto e neanche un gol. Un black out tremendo, di difficile interpretazione, specie dall'esterno. Forse è venuta a mancare un po' di motivazione quando s'è capito che il Venezia era ormai imprendibile (nel girone A ad esempio in circostanze analoghe l'inseguimento della Cremonese all'Alessandria è stato coronato dal sorpasso). Forse la vicenda delle scommesse a Pozzuoli su Parma-Ancona ha lasciato scorie psicologiche dentro il gruppo. Forse c'è stato un generalizzato calo di condizione fisica. Forse, forse, forse. Restano i dubbi, ma ora servono le certezze che solo il campo può dare. Alessandria e Lecce, le due seconde negli altri gironi, nutrono le stesse velleità di promozione del Parma e, a differenza dei crociati, non sono matricole in questa categoria.

Oggi allora al Parma si chiede di dare una risposta alle attese dei tifosi. E non può prescindere dalla vittoria. Solite cortine fumogene attorno alla formazione, ma è presumibile che il tecnico voglia affidarsi al più consolidato 4-3-3 in cui il dubbio principale è quello tra Iacoponi e Di Cesare come centrale a fianco di Lucarelli. Se vince il primo, Mazzocchi fa il terzino destro, altrimenti lì ci gioca lo stesso Iacoponi. All'andata il Parma fu bravo ad attaccare con il 4-4-2 e difendere con il 3-5-2. C'era Benassi e Mazzocchi faceva l'esterno alto. Colucci però ci aveva «regalato» un tempo del fantasista Cesarini in panchina... Oggi sarà titolare e si muoverà alle spalle di Guidone. Menichini schiererà quattro terzini sulle fasce: Ghiringhelli e Contessa (insidiosi i suoi inserimenti) faranno infatti gli esterni alti. Insomma, le avversari del Parma hanno capito che conviene chiudersi ma in qualche modo, dopo 415' minuti di digiuno, oggi Calaiò e compagni dovranno segnare, e possibilmente vincere.

La Reggiana cerca il riscatto

Sale la febbre da derby e da Reggio Emilia, destinazione Tardini, domenica partiranno un po’ più di duemila persone. Venerdì sera, infatti, erano esattamente 1820 i tifosi che avevano acquistato il biglietto in prevendita, ai quali, sabato, se ne erano aggiunti circa 300. Ieri mattina, in via Agosti, una quindicina di ultrà delle Teste Quadre ha voluto incontrare l’allenatore e la squadra, che in quella sede sono stati invitati, in modo educato e composto, ad onorare la maglia granata e a fare tutto il possibile per vincere il derby col Parma: «Ci hanno chiesto di dare il massimo per questa maglia - ha spiegato il tecnico Leonardo Menichini – e noi ci siamo presi l’impegno. Sarà poi il campo a decretare il vincitore. L’importante è dare tutto per non avere rimpianti». «Dobbiamo dimenticare Forlì – ha spiegato nel primo pomeriggio di ieri il tecnico granata - Mi aspetto una reazione feroce e determinata. Dobbiamo onorare questa maglia e ogni giocatore deve sentire questa voglia di rivalsa rispetto al derby di andata. Io stesso metterò tutto il mio impegno perché ciò avvenga e i miei ragazzi dovranno fare altrettanto, al fine di dare soddisfazione ai nostri tifosi nei confronti dei quali abbiamo una forte responsabilità. Dopo la sconfitta di domenica ho parlato con la squadra e in settimana ho visto che i ragazzi si sono allenati con più determinazione e voglia di rivalsa. I play-off? Sono l’ultimo dei miei pensieri: ora c’è soltanto il Parma. Per quanto riguarda il modulo non vi anticipo nulla: in settimana, come sempre, abbiamo provato diverse soluzioni. Il Parma è una squadra profondamente cambiata: ha speso tantissimo, molto più di noi e ha ingaggiato 6-7 giocatori di B. E’ una squadra in crisi? Io non guardo in casa degli altri, io guardo gli organici: quello del Parma è stato costruito per vincere. Per stemperare gli animi mi era sembrata carina la proposta, già ritirata, di fare entrare i due capitani a maglie invertite, ma ho sentito le parole di Lucarelli… Lo avrà detto per accattivarsi i tifosi. Il presidente Gravina, però, credo sia intervenuto a riguardo. Le parole del forte difensore del Parma devono caricarci ulteriormente e portarci a disputare una grande gara».

Per quanto riguarda lo schieramento, l’allenatore granata in settimana ha provato vari moduli con vari interpreti, ma in particolar modo ha insistito sul 4-4-2. Con Perilli in porta, Spanò a sinistra e Panizzi a destra, con Rozzio e Sabotic al centro della difesa, quest’ultimo probabilmente preferito a Trevor Trevisan, anche se il ballottaggio resta probabilmente fino all’ultimo. Poi Gael Genevier, affiancato da Andrea Bovo al suo fianco. A destra, nel ruolo di tornante puro giocherà Luca Ghiringhelli, con Sergio Contessa a sinistra. In attacco il fantasista Alessandro Cesarini con Marco Guidone prima punta. Bocciati quindi Martì Riverola, almeno dall’inizio e Alessandro Sbaffo, che Parma e Reggiana si sono contesi l’estate scorsa. In panchina anche Ettore Marchi. Insomma, questa Reggiana con mille difficoltà e senza uno dei suoi uomini migliori, Max Carlini, fermato per squalifica, non vuole essere la vittima sacrificale dell’atteso derby del Tardini. Lorenzo Chierici

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