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Lutto

Addio a Ferrari, storico pasticciere

09 maggio 2017, 07:01

Per tanti anni ha addolcito la bocca a generazioni di parmigiani con quelle fragranti specialità di uscivano dai laboratori di rinomate pasticcerie cittadine.

Renzo Ferrari, maestro pasticcere, è deceduto improvvisamente nei giorni scorsi all'età di 80 anni. Nativo di San Pancrazio, figlio di operai, Renzo entrò giovanissimo nel mondo del lavoro come garzone di barbiere. Ma la sua strada non era quella. Era una strada molto più ... dolce e golosa.

Infatti Ferrari, giovane apprendista, fu assunto dalla pasticceria «Battistini», ed, in seguito, dalla pasticceria «Bizzi» di piazza Garibaldi, il tempio massimo delle paste parmigiane ed il salotto buono della parmigianità, aperta nel 1902 e che chiuse i battenti nel 1977.

Dopo la lunga parentesi da «Bizzi», Renzo, approdò nella pasticceria «San Biagio» di Giuseppe Mangia ed Ester Sicuri, dapprima nel negozio di borgo San Biagio e poi in quello di strada Garibaldi.

Persona affabile, discreta, riservata, di grande umanità e spiccata generosità, fu un vero e proprio maestro per tanti giovani pasticceri che lo ricordano ancora con affetto e riconoscenza. Mauro Zambelli, attuale titolare della pasticceria «San Biagio» che fu allievo di Renzo, lo ricorda come «una persona generosa, il vero pasticciere d'una volta che lavorava con passione e con quell'estro necessario ad appagare l'occhio ed il palato dei clienti». Anche Ester Sicuri ricorda il suo fedele collaboratore con affetto e gratitudine. « Era una persona davvero speciale - sottolinea Ester- un pasticcere di razza, competente nel suo lavoro,onesto e un gran gentiluomo. Per lui esistevano solo la famiglia ed il lavoro». Imbattibile nel creare zuppe inglesi con uno zabaione particolare che aveva imparato dall'arte pasticciera dei Bizzi, Renzo, una volta pensione, non dimenticò certo la sua arte pasticcera deliziando i familiari con quei dolci che lo accompagnarono tutta la vita.

Fino a pochi anni fa si dedicava alla caccia ed alla pesca, i suoi grandi hobby, come pure non rinunciava alla briscola presso il circolo «Rapid» al quale era iscritto dalla fondazione del sodalizio rossoblu.

Era legatissimo alla famiglia: alla moglie Rina, ai figli Roberto, Raffaele, Roberta ed ai nipoti Alessandro, Davide, Alice e Riccardo che stravedevano per quel nonno così speciale e così ... dolce. Lo.Sar.

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