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Criminalità

San Leonardo, travolta da pusher in bici alla fermata del bus

09 maggio 2017, 07:00

San Leonardo, travolta da pusher in bici alla fermata del bus

Chiara Pozzati

«Ero intenta a fermare l'autobus che stava arrivando. Uno di quegli energumeni in bicicletta mi è passato alle spalle e mi ha buttato a terra come fossi un sacco della spazzatura. Ringrazio gli angeli della polizia che mi hanno aiutato a rialzarmi, ma ho ancora i brividi. Se avessi sbattuto la testa sul marciapiede a quest'ora non sarei qui a raccontare». Ha una voce cristallina Antonella, il nome è di fantasia («sa com'è, sono spacciatori e ho paura di ritorsioni»), 68 anni. L'ennesima parmigiana al centro di una brutta avventura in San Leonardo. A farla cadere sull'asfalto sono stati i due pusher «stanziali» all'angolo con via Prampolini. Che tuttavia non avevano droga addosso, anzi avevano anche i documenti in regola. Così, dopo l'identificazione dei vigili urbani, hanno ripreso la loro pedalata. Tutto è accaduto nel tardo pomeriggio di domenica. «Erano le 17,40. Stavo aspettando il bus per raggiungere l'Ospedale e trovare un'amica ricoverata – tira un sospiro amaro -. E' finita che sono andata in Pronto soccorso per me». Si guarda la mano livida e quel dito ricoperto da una profonda cicatrice che ancora le dà da fare. «Mi è andata super bene, davvero». Antonella apostrofa i due in sella alla bici «venditori di morte, ma gliel'ho detto sa. Perché lì per lì uno si è anche voltato». Secondo la ricostruzione della donna la coppia di «cavallini», cioè pusher in bicicletta, si sarebbe imbizzarrita alla vista dei lampeggianti della Volante che era in coda al mezzo pubblico. «Quei due poliziotti sono stati gentilissimi: li stavano inseguendo, ma quando ho urlato “aiuto” si sono fermati immediatamente – riprende la protagonista -. Mi hanno aiutato a rimettermi in piedi, ero sotto choc: tremavo e avevo il dito sanguinante. Non volevo disturbare l'ambulanza, ma l'hanno chiamata loro. Ed è stato meglio così: quando sono arrivata in Pronto soccorso, la mano era gonfia e il livido enorme. I medici mi hanno detto che si tratta di una gran contusione, ma per fortuna sono stata dimessa in serata. So che dopo sono arrivati i vigili urbani, ma per il resto non ricordo altro». Una questione però non la dimentica: «Ho voluto raccontare la mia storia non solo per ringraziare. Ma perché questi spacciatori sono davvero una piaga per chi vive in quartiere. Pericolosi di notte, ma anche di giorno». I due sono stati controllati dai vigili, dicevamo. Quello che ha urtato Antonella ha 20 anni, il compare ne ha 25. Entrambi nigeriani, hanno mostrato i documenti e addosso non custodivano droga, così hanno ripreso la loro strada.

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