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Scandalo

Altri 7 medici indagati

10 maggio 2017, 07:03

Altri 7 medici indagati

Georgia Azzali

Il vero «uomo del marketing» era lui, Guido Fanelli. C'era la coda davanti al suo studio per piazzare farmaci e dispositivi medici. Ma alcune società farmaceutiche avrebbero avvicinato anche altri medici del Maggiore. Nulla al confronto del giro d'affari del primario (sospeso) della 2a Anestesia, ai domiciliari con ben 25 capi d'imputazione sulle spalle, ma qualcuno avrebbe abboccato alle lusinghe di informatori scientifici e imprenditori scafati. E altri si sarebbero dati da fare per pilotare il concorso per l'assunzione in ospedale della moglie di Massimo Allegri, il braccio destro di Fanelli, finito anche lui agli arresti. Ci sono altri 7 medici dell'Azienda ospedaliera indagati nella maxi inchiesta «Pasimafi»: David Salvatore, primario della Nefrologia; Maurizio Marchesini, Cinzia Domante, Silvia Bettinelli, Elisabetta Troglio, Giada Maspero e Maria Barbagallo, tutti camici bianchi del reparto guidato da Fanelli. Corruzione, il reato di cui devono rispondere sia Salvatore che Marchesini, mentre a tutti gli altri è contestato l'abuso d'ufficio. Ma dalle carte dell'inchiesta spuntano altri due dipendenti del Maggiore, a partire da Ennio Amori, bioingegnere e referente per la vigilanza sui dispositivi medici dell'ospedale, indagato per abuso d'ufficio. Peculato, invece, l'accusa per Matteo Manici, infermiere della 2a Anestesia.

Nove persone, che vanno ad aggiungersi ai nomi, emersi ieri, di Fanelli, Allegri, del cardiologo Luigi Vignali (sotto inchiesta per corruzione), del chirurgo Pierfranco Salcuni e del rettore Loris Borghi, che comunque è anche medico di Medicina interna e Lungodegenza critica, tutti e due indagati per abuso d'ufficio per aver costruito su misura la procedura di trasferimento di Allegri come ricercatore dall'Università di Pavia all'Ateneo di Parma.

La moglie del delfino

I concorsi. Quei posti che in alcuni casi sarebbero stati destinati agli amici degli amici. Come nel caso della consorte di Allegri, Silvia Bettinelli. E' lei che nel settembre del 2015 sbaraglia la concorrenza degli altri candidati per entrare a far parte della 2 Anestesia. Peccato, però, che - secondo la procura - gli atti di gara sarebbero stati predisposti «in modo da individuare un profilo corrispondente alle sue caratteristiche». Il capo della commissione? Fanelli. Al suo fianco le colleghe Troglio, Maspero e Barbagallo. Ma a far pressioni sul primario sarebbero stati lo stesso Allegri e la moglie.

Medici e case farmaceutiche

Chi avrebbe spinto per sistemarsi. E chi avrebbe spinto per promuovere i dispositivi medici. E' l'accusa rivolta a Salvatore, numero uno della Nefrologia, indagato per corruzione. Secondo l'accusa, nel gennaio di due anni fa il primario avrebbe promosso i «Next Stage», apparecchiature di emodialisi della Spindial, la società farmaceutica di Lemignano, organizzando un incontro e mettendo a disposizione il suo reparto. In cambio, nulla di particolarmente prezioso: una cena. Non è stato certamente coperto d'oro, Salvatore. Ma, secondo gli inquirenti, anche questa vicenda rientra in quella fitta rete di relazioni che poi ha creato un vero e proprio «intreccio di illegalità». Come nel caso di Marchesini, l'anestesista del reparto di Fanelli accusato di corruzione. Nell'aprile del 2015 sarebbe stato pagato dalla società Mundipharma, con una somma imprecisata di denaro, per aver fatto da relatore scientifico durante il convegno parmigiano «Gp open road», dopo aver avuto contatti diretti con due dipendenti dell'azienda farmaceutica, violando così la normativa di settore.

Ma c'è anche chi avrebbe somministrato ai pazienti un prodotto frutto di una sperimentazione non autorizzata: è il caso dell'integratore alimentare Laluril Soft Gel della società Ibsa, utilizzato nella primavera del 2015 da Cinzia Domante, responsabile dell'Ambulatorio per la terapia del dolore pelvico cronico e ora finita sotto inchiesta per abuso d'ufficio.

Il controllore dov'è?

In ospedale, però, c'era chi avrebbe dovuto fare degli accertamenti. Era il compito di Amori, al quale, in particolare, viene contestato di non aver controllato l'introduzione nel reparto di Fanelli di alcuni filtri montati su apparecchiature per emotrasfusione prodotti dalle società Spindial/Alteco. Dispositivi che sarebbero stati utilizzati senza verifiche sull'efficacia e la sicurezza. Da qui, l'accusa per Amori di abuso d'ufficio, in concorso con Fanelli. Per il dirigente del Maggiore, inoltre, il pm Giuseppe Amara ha chiesto la sospensione dal servizio. Una decisione che il gip Maria Cristina Sarli prenderà nei prossimi giorni, subito dopo aver interrogato Amori.

L'infermiere che dice sì

Da una parte le mancate verifiche, secondo la procura. Dall'altra, chi eseguiva gli ordini, quando il capo si faceva sentire. Come Manici, l'infermiere, indagato per peculato, che nell'agosto 2015 avrebbe preparato un vero e proprio kit medico per Fanelli. Con tanto di farmaci e dispositivi dell'ospedale. Perché il primario voleva andare in barca tranquillo.

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