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FIDENZA

La facciata del Duomo «liberata» dai ponteggi

11 maggio 2017, 07:00

La facciata del Duomo «liberata» dai ponteggi

Egidio Bandini

La parte inferiore dei ponteggi è ancora lì, ma la facciata della Cattedrale di Fidenza, con i suoi straordinari bassorilievi antelamici è tornata a farsi ammirare e così, già da qualche giorno, i fidentini e i visitatori della città e del Museo del Duomo possono, se non proprio “avvicinarsi alla bellezza”, come si poteva fare fino a un mese fa, salendo sui ponteggi, almeno gustarsela questa bellezza, spaziando con lo sguardo lungo le sculture antelamiche, che si snodano partendo dal primo, fondamentale messaggio evangelico: Cristo in trono al vertice del portale centrale con, alla sua destra i patriarchi e alla sua sinistra gli apostoli; gli uni per ricordare i comandamenti, i precetti della vita, gli altri per ricordare la misericordia e le beatitudini.

In questo racconto di pietra l'Antico Testamento che prefigura il Nuovo, con le stupende sculture di re David e del profeta Ezechiele, probabilmente opera dello stesso Benedetto Antelami e le immagini di Elia, Eliseo, Abramo, Giobbe, Daniele, poste simmetricamente nel rispetto di un rigoroso ordine, arrivando fino alla porta ovest e, sul lato, al corteo dei pellegrini in viaggio e a tutte le altre straordinarie pietre parlanti di quello che il professor Vito Ghizzoni chiamava il “litostroto” di Borgo.

Il tutto passando per la storia del martire Donnino, la visita del Magi e tutte le sltre straordinarie immagini che fanno della facciata del Duomo fidentino un unicum di rara bellezza. Guardando oggi alla facciata nel suo originario splendore, tornano alla mente le parole del vescovo Carlo Mazza, allorché ripresero le visite guidate sui ponteggi: «Il Duomo di Fidenza ha una grande facciata, ricca di storia, di arte, di fede: un atto d'amore della dotta committenza e del grande architetto e scultore Benedetto Antelami verso il popolo di Borgo, che può e deve esserne giustamente fiero ed orgoglioso».

Ora sono in corso i restauri dell'abside, giunti al secondo stralcio. Al termine la città riavrà, in tutta la sua suggestione, il monumento simbolo della devozione e della sacralità della Diocesi di San Donnino.

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