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FORNOVO

Marijuana, maxi-piantagione nella villa

12 maggio 2017, 07:00

Marijuana, maxi-piantagione nella villa

FORNOVO

All'apparenza una casa disabitata. Solo qualche visita di tanto in tanto da parte degli affittuari, cittadini cinesi, che da mesi avevano preso in locazione una bifamiliare a Neviano de Rossi. Dall'esterno la casa sembrava però abbandonata a se stessa. Finestre sempre chiuse, nessun' auto parcheggiata, nessun segno di «vita». Solo l'altro ieri, a seguito del blitz effettuato in mattinata da diverse pattuglie di carabinieri, con tre mezzi impegnati e polizia municipale, si è scoperto che dietro le finestre sbarrate e lo porte chiuse, qualcosa «cresceva». Anche al buio delle tapparelle abbassate.

Una piantagione di marijuana, per la precisione, riscaldata non dai raggi del sole ma da quelli più discreti di lampade elettriche. Un «effetto serra» fatto in casa, come le tagliatelle. Questo avrebbero trovato le forze dell'ordine, nell'abitazione di Neviano Rossi, frazione di Fornovo Taro: una coltivazione fatta e finita. Tutta l'operazione è coperta dalla massima riservatezza da parte di tutte le forze coinvolte: il lavoro si è prolungato per diverse ore. Pare infatti che l'operazione di Neviano Rossi non sia che un tassello di un mosaico malavitoso molto più esteso, che andrebbe oltre i confini regionali per trovare collegamenti tra diverse case-coltivazione o laboratori, sparsi dalla collina alla bassa, in mano a organizzazioni made in China: indagini che potrebbero essere in corso da tempo, e avrebbero preso il via da una procura lombarda. Quanto filtrato emerge soprattutto dai commenti di paese e dal consueto passaparola, in coda ad un episodio che ha suscitato l'allarme e la curiosità di tanti cittadini. Da ieri mattina la notizia si è infatti diffusa, sia a Fornovo che nella frazione protagonista, con pochi abitanti, tranquilla e forse proprio per questo scelta dai coltivatori clandestini, per non dare nell'occhio.

A condurre le indagini fino a Neviano, potrebbe aver contribuito un episodio accaduto più di una settimana fa. A seguito della sosta di dipendente dell'azienda elettrica davanti alla casa in oggetto con il mezzo della ditta, forse per la semplice lettura del contatore o forse per comprendere i motivi degli elevati consumi di corrente su quell'utenza, necessari per le lampade, uno dei cinesi «residenti» si è dato alla fuga, scappando lungo i campi circostanti. Un comportamento non proprio consueto che, una volta segnalato, potrebbe aver condotto fin lì le indagini delle forze dell'ordine. r.c.

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