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SCANDALO

«Il rettore deve dimettersi»

13 maggio 2017, 07:01

«Il rettore deve dimettersi»

Sull'inchiesta «Pasimafi» e i suoi risvolti, sono giunti in redazioni diversi interventi, che condannando il sistema di corruzione diffuso emerso dalle indagini, chiedono al rettore Loris Borghi di rassegnare le dimissioni.

Udu (Unione degli Universitari Parma)

«La prima considerazione che ci viene da fare, oltre il merito giudiziario sul quale siamo sicuri che organi più competenti di noi faranno il loro lavoro, è di tipo etico e morale», scrive l'Unione degli Unversitari di Parma. «Come studenti ci sentiamo offesi e colpiti, riteniamo che sia inaccettabile che un professore dell'Università, che ha come ruolo quello di educare gli studenti ed insegnarli oltre che in ambito accademico anche dal punto di vista umano, si sia rivelato il “boss” di quella che possiamo definire una vera e propria cupola. Ancora più inaccettabili sono le speculazioni che si sono fatte sugli ignari pazienti a cui venivano sperimentati i medicinali senza il loro consenso, di fatto rischiando anche l'incolumità delle persone. Per quanto riguarda l'indagine a carico del Rettore chiediamo che ci sia un chiarimento della sua posizione in questa triste vicenda, una netta presa di posizione pubblica per affermare la sua eventuale estraneità ai fatti. In caso contrario, riteniamo che debba esserci da parte sua una presa d'atto dei fatti e debbano essere rassegnate le dimissioni».

«E' la seconda indagine per abuso d'ufficio che colpisce il nostro Rettore negli ultimi due anni, e questo silenzio assordante da parte della più alta carica dell'Università non è una cosa tollerabile, per rispetto nei confronti di tutta la comunità accademica (studenti, docenti, personale tecnico) che con questa faccenda nulla ha a che fare ma che subisce le malefatte di pochi, e dell'Università stessa. Confidiamo che questo scandalo possa concludersi nel migliore dei modi, fiduciosi che la magistratura faccia il suo corso e che chi è responsabile paghi, e che la nostra Università sappia prendere le dovute precauzioni affinché fatti simili non possano ripetersi in futuro».

Daniele Ghirarduzzi CANDIDATO SINDACO
DEL MOVIMENTO 5 STELLE

«Ci troviamo davanti non tanto ad un caso isolato, ma ad una falla di sistema. La nostra sanità pubblica, che nella nostra Regione tocca punte di eccellenza, viene da un lato periodicamente amputata e smantellata da scelte del Governo centrale di tagli del tutto ingiustificati, e dall'altro sconquassata da episodi di malasanità che si stanno allargando a macchia d'olio», è il commento del candidato sindaco del M5S Daniele Ghirarduzzi.

«È di tutta evidenza che, laddove si verificano episodi come questi - fatto salvo che in Italia vige la presunzione di innocenza fino a sentenza contraria - che vedono primari ospedalieri gestire presumibilmente un giro di malaffare imperniato su sperimentazioni umane illegali, sull'ammorbidimento dei risultati delle ricerche per compiacere le aziende farmaceutiche, oltre alle accuse ormai di routine, in questi casi, di abuso d'ufficio, concussione, e perfino di riciclaggio, saremmo davanti a tale sprezzo delle vite umane, a tale disumanità, per di più perpetrata sulle categorie più deboli, cioè persone a fine vita, che mi vergogno persino di essere italiano, e parmigiano, in questo momento».

«Pertanto, in attesa che la Magistratura chiarisca il quadro d'insieme, chiedo, in qualità di candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle di Parma, al Rettore della nostra Università di farsi da parte e rassegnare le proprie dimissioni, o quanto meno ad autosospendersi in attesa dell'esito delle inchieste in atto. Nel suo recente passato Lei è stato coinvolto in una questione controversa riguardante una sua ex allieva, di cui non conosco l'esito finale. Lei si difese dicendo che veniva attaccato perché aveva delle simpatie verso il MoVimento 5 Stelle. Ora le cronache parlano di un avviso di garanzia che le è stato notificato per una faccenda simile, ma questa volta in una cornice di un caso ben più grave. Pertanto, in considerazione anche, ma non solo, della sua professata vicinanza al principio di onestà del MoVimento 5 Stelle che, come sa, non consente di ricoprire ruoli istituzionali a chi è oggetto di vicende giudiziarie così gravi, le chiediamo di fare questo gesto di coraggio, che le consentirebbe peraltro di difendersi senza l'ombra di sospetti».

Luigi Alfieri CANDIDATO SINDACO
DI «ALFIERI PER PARMA»

«Il magnifico rettore dell'Università di Parma, Loris Borghi, si deve dimettere per il bene della città. Lo scandalo che sta travolgendo, ingiustamente, l'immagine della sanità locale, che non merita questa umiliazione, deve essere chiuso. Noi siamo sicuramente garantisti, la giustizia farà il suo corso, ma nel frattempo non si può continuare a permettere un così grande danno d'immagine» afferma il candidato sindaco Luigi Alfieri.

«Bisogna tutelare la stragrande maggioranza di chi lavora in ospedale con capacità, impegno e onestà. In capo a Borghi non c'è solo un avviso di garanzia, che in sé non implica nulla in quanto è un atto a tutela dell'indagato, ma una responsabilità che gli viene dal suo ruolo prestigioso, il quale comporta onori, ma anche gravi oneri.

L'Università di Parma è parte determinante nella vita del nosocomio cittadino e in questa vicenda ha svolto un ruolo negativo ben sottolineato dai titoli dei giornali: "l'ospedale aveva cercato di sospendere Fanelli ma l'Università si era opposta”. Se la sospensione fosse stata fatta per tempo, forse, la vicenda delle sperimentazioni di farmaci illegali avrebbe avuto un andamento mediatico ben diverso.

E, francamente, sono molto perplesso da quanto ho letto nel comunicato stampa dell'Università degli Studi e del rettore che, invece di dimettersi, fa sapere che non era stato l'ateneo a respingere la richiesta di sospensione di Fanelli da parte dell'Azienda Ospedaliera bensì il comitato dei garanti. Ma qualcuno si è chiesto da chi è composto questo comitato? È composto da tre membri: uno nominato dall'Università uno dall'Azienda Ospedaliera e un terzo nominato congiuntamente dai due enti.  Evidentemente a fronte di una richiesta di Massimo Fabi, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, assai trasparente nel suo comportamento, perfezionata attraverso una relazione della stessa Azienda, ha prevalso la posizione dall'Università, anch'essa completata attraverso una relazione. Questi due testi siano depositati agli atti e sarebbe interessante renderli pubblici. E non è la prima volta che Borghi finisce sotto la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine. Sottolineo poi che il sindaco Federico Pizzarotti è la massima autorità sanitaria cittadina, anche se non sembra particolarmente preoccupato di tutelare la salute dei suoi concittadini.

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