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FIDENZA

Asp, raggiunto l'accordo con i sindacati

13 maggio 2017, 07:00

Asp, raggiunto l'accordo con i sindacati

«Asp oggi è un'azienda sana con i lavoratori al centro e i conti in ordine». Si respirava un clima di grande soddisfazione e di ritrovata armonia ieri pomeriggio alla conferenza stampa di presentazione dell'accordo sindacale per la produttività dei dipendenti di Asp, l'Azienda servizi alla persona.

Firmato non solo da Cgil e Cisl, ma anche dall'Usb, l'accordo stanzia 42 mila euro per l'anno 2015 e 60 mila euro per il 2016, per un totale complessivo di 650 euro in media a persona. «Con questo accordo si vanno a sanare disparità di trattamento economico tra dipendenti che svolgono la stessa funzione che risalgono addirittura al 2012» ha evidenziato il presidente del Cda di Asp Massimiliano Franzoni.

«Con questo accordo – hanno aggiunto Elisabetta Oppici e Angela Calò per la Cisl e Paolo D'Agostino e Vincenzo Vassetta per la Cgil – si apre finalmente anche in Asp una fase di dialogo che spazza via le scorribande sindacali e politiche degli anni precedenti, quando un clima avvelenato da un certo modo di fare sindacato e di fare politica rendeva impossibile il dialogo e la risoluzione dei problemi».

La conferenza stampa è stata anche l'occasione per il presidente Franzoni per «togliersi qualche sassolino dalla scarpa», dopo le polemiche degli anni scorsi.

«Su Asp è stato detto di tutto e di più – ha evidenziato -. Invece: nessuno è stato licenziato e, anzi, siamo passati 151 dipendenti a 177 e il bilancio chiude con un utile di 80 mila euro senza nessun artificio contabile. Infine, anche il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha confermato la piena legittimità del cda. Penso siano belle notizie che devono far piacere anche a chi in questi anni ha fatto di tutto per delegittimarci, con il risultato di far male all'azienda e a chi ci lavora».

Molto soddisfatto anche il sindaco di Fidenza Andrea Massari, presidente dell'assemblea dei soci di Asp: «Oggi si afferma il valore del dialogo e delle scelte collettive, a scanso delle frottole che sono state raccontate per tanto tempo. Si occupavano il Consiglio comunale e le colonne dei giornali assicurando che avremmo licenziato tutti, che avremmo svenduto ai privati. E, invece, oggi abbiamo un'azienda pubblica che è in utile e finalmente libera di affrontare senza tabù una fase 4.0, in cui sviluppare ulteriormente la sua collaborazione su settori chiave come l'infanzia».

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