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LA STORIA

Cuccioli maltrattati, cinese nei guai

15 maggio 2017, 07:00

Cuccioli maltrattati, cinese nei guai

Chiara Pozzati

Cucce col pavimento impastato di vomito, deiezioni, cocci di vetro e cicche di sigarette. Tre cuccioli pelle e ossa, di cui uno a stento si reggeva in piedi. Il pastore tedesco padre costretto alla catena per talmente tanto tempo da aver il collare incollato alla pelle. Ecco la scena a cui si è trovato davanti Gianni Chirico, 47 anni, volontario dell’Oipa e futura guardia ecozoofila.

L’orrore si è consumato in strada Mezzo Moletolo, all’interno della proprietà di un 42enne di origini cinesi. Una storia a lieto fine per la famiglia di Rex, allontanata a tempi di record dalla polizia municipale e accolta e curata dai veterinari del canile municipale Lilli e il Vagabondo.

Una storia che ha fatto emergere scenari inquietanti. Il 42enne orientale è stato denunciato per maltrattamenti e ha inanellato una serie di verbali per un conto totale di 584 euro. Ha violato quasi tutti gli articoli fondamentali del regolamento comunale sulla cura e il benessere degli animali.

Ma non è finita qua: gli uomini di via del Taglio proseguono nelle indagini. Secondo alcune indiscrezioni, il padrone-aguzzino sarebbe già finito nei guai per maltrattamenti di altri compagni a quattro zampe. Un curriculum inquietante il suo, scandito da altri sequestri di bestiole – tenuti in condizioni agghiaccianti – questa volta a Mirandola, dove abitava fino a qualche mese fa. Una vicenda che getta un fascio di luce cruda sul passato dell'uomo che viene passato sotto la lente dagli agenti.

«Vorrei ringraziare in primis una signora parmigiana che ci ha segnalato la situazione, senza di lei probabilmente questa famiglia a quattro zampe sarebbe morta».

Gianni, un amore sconfinato per gli animali, non ama i riflettori su di sé, anche se ha rischiato non poco quando si è presentato in strada Mezzo Moletolo, venerdì mattina, poco dopo le 9,30. «Questa signora si è rivolta a noi dell’Oipa preoccupata per lo stato di salute dei cani - chiosa ancora Chirico -. Ho colto subito la sua preoccupazione e mi sono precipitato a casa di quell’uomo, seguendo le indicazioni che mi erano state fornite».

Quando è arrivato ha fatto fatica a domare rabbia e sdegno: «I cuccioli all’interno di questo box sudicio, erano sfiancati, uno barcollava perfino. La madre correva attorno al recinto disperata, il padre scheletrico a quella catena maledetta. Ho provato a parlare con le buone al 42enne, ma ho visto spuntare dietro agli alberi altre persone cinesi. Ho temuto per la mia incolumità, lo ammetto, ma non mi sarei mai allontanato senza portare via quelle povere bestiole da lì».

Il proprietario degli animali prima ha finto di non parlare italiano, poi ha alzato la voce ringhiando al volontario: «Tu non puoi fare niente». Gianni non si è perso d’animo: «Ho capito subito che la situazione stava precipitando, così mi sono allontanato ma senza mai perdere di vista i cani, e ho chiamato la municipale».

Gli agenti sono piombati in via Mezzo Moletolo in pochi istanti. E’ occorsa tutta la loro pazienza e diplomazia non solo per portare via i cuccioli, ma anche per convincere il cinese a firmare i documenti di rinuncia delle bestiole. Grazie alla cooperativa Avalon, che gestisce il canile, i rex sono subito stati trasportati al Lilli e il Vagabondo. Qua le veterinarie si sono prese cura di loro: uno dei cuccioli ha rischiato seriamente di non farcela. «Gli animali risultano avere una grave debilitazione, ipotonia e debolezza muscolare - confermano dal comando di via del Taglio -. Inoltre è stata riscontrata un’eccessiva magrezza causata da scarsa e inadeguata alimentazione e una massiccia infestazione da zecche e parassiti, inoltre il cane maschio è risultato positivo al test filaria».

Oggi le bestiole stanno meglio e, quel che è fondamentale, sono già adottabili. Questo s’intende, quando avranno terminato le cure necessarie per riprendersi dall’incubo.

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