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Via Liani

«Troppi furti: chiudiamo»

16 maggio 2017, 07:01

«Troppi furti: chiudiamo»

Laura Frugoni

Via Liani? Una strada che pare dimenticata da tutti, tranne che dai ladri. E da quella strada con vista sul ponte De Gasperi, che corre parallela a via Langhirano, arriva l'«sos» Livio Scotti e di sua moglie. Da quarant'anni qui c'è la loro ditta, che si occupa di restauro e recupero di oggetti e materiali antichi: cancelli, piastrelle liberty, sculture, maioliche. Un'affascinante miniera a cielo aperto di oggetti ed elementi decorativi, in ferro battuto, marmo, cotto e pietra che Livio va a scovare un po' dovunque, in Italia e all'estero.

Ma questo posto è diventato una «miniera» anche per chi ormai ha preso l'abitudine di penetrare nella vasta area di notte e prendersi quel che si vuole, o quello che rimane «visto che ormai non teniamo più niente. Ci portiamo a casa anche computer e stampante».

In questo fine settimana c'è stato l'ultimo raid: il quarto da dicembre. Una media vertiginosa, insostenibile. «Stiamo pensando seriamente di chiudere. Prima i ladri venivano ogni quattro-cinque mesi. Ultimamente non ci si difende più. Vengono e si servono: una volta prendono l'attrezzatura dell'impresa, un'altra la batteria del muletto e anche la benzina, perfino la stufa a pellet che era pesantissima, e chissà come hanno fatto a trascinarla fuori. Altre volte prendono pezzi che poi si vanno a rivendere nei mercatini».

Raid «dolorosi» anche perché lasciano una lunga scia di danni: venerdì notte, per entrare a rovistare negli uffici, hanno divelto un paio di finestre, una delle quali era protetta da una cancellata pesantissima che in qualche modo sono riusciti a spostare (l'indomani Livio, nel tentativo di risistemarla, s'è ferito alla testa: «ho passato il sabato al pronto soccorso»). Non si fermano davanti a niente: una volta hanno perfino bucato il tetto.

C'è una cosa che proprio non va giù a Livio e a Gabriella. «Di notte qui c'è un buio pesto. Non hanno messo un lampione. E' una strada pubblica, completamente abbandonata: eppure siamo in città. E paghiamo le tasse come gli altri».

Scotti indica la centralina vicino all'ingresso della ditta. «Non ci vorrebbe molto a portare un po' di luce, è già tutto predisposto ma nessuno fa nulla. Abbiamo presentato una marea di esposti in Comune. La risposta? “Abbiamo preso nota. La vostra segnalazione è la numero....” Non vengono nemmeno a ritirare l'immondizia».

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