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L'intervista

Fanelli: «A Venturi arrivo io». L'assessore: «Millanterie»

16 maggio 2017, 07:02

Fanelli: «A Venturi arrivo io». L'assessore: «Millanterie»

Monica Tiezzi

«Fanelli invitato a pranzo a casa mia? Ma quando mai... è una delle tante millanterie». Così l'assessore regionale alla salute Sergio Venturi, già direttore dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma dal 2002 al 2010, commenta una delle dichiarazioni dell'ex primario della Seconda anestesia e rianimazione - agli arresti domiciliari, assieme al «delfino» Massimo Allegri, e sospeso come Allegri per tre anni dall'ospedale Maggiore - contenute nelle intercettazioni dell'inchiesta Pasimafi.

Diversi sono infatti i passaggi nei quali Venturi viene tirato in ballo da Fanelli. Durante una conversazione del 2015 con Cristiano Ferrari di Theras Group, l'azienda di Salsomaggiore specializzata in dispositivi medici (i cui dirigenti non risultano indagati), l'assessore regionale viene descritto da Fanelli come il suo aggancio in Regione.

Fanelli si lamenta del cambio di dirigenti voluto da Venturi a Bologna, e di non avere più punti di riferimento fra i responsabili dell'assessorato, e spiega che lui è in grado di «arrivare» al capo: «Venerdì ero a pranzo a casa sua».

Fanelli prosegue dicendo di voler parlare con Venturi per «difendere il dolore in Emilia... con il rischio della deriva palliativa», ossia che la cura del dolore venga confinata nell'ambito delle pratiche del fine vita. E accenna, al proposito, al centro di Meldola, in provincia di Forlì-Cesena, «che è oncologico».

Venturi, cosa le chiese Fanelli durante quel pranzo?

Quel pranzo non c'è mai stato. Mai invitato Fanelli a casa mia. È una delle tante millanterie. È vero che ho avuto incontri istituzionali con Fanelli riguardo al centro di terapia antalgica di Meldola. Fanelli aveva scritto che era una buona cosa e si candidava ad avere un ruolo al suo interno, essendo il Maggiore centro hub sul dolore.

Quale era il suo rapporto con Fanelli? C'è chi in ospedale dice che lei l'ha difeso.

Io sono arrivato al Maggiore nel 2002, Fanelli era stato assunto da Gianni Giorgi, il precedente direttore generale. Non ho mai minimamente sospettato quello che sta emergendo dall'inchiesta Pasimafi.

Non le sono mai arrivate voci sui suoi comportamenti scorretti?

Voci, ma mai segnalazioni scritte sui fatti dell'inchiesta Pasimafi. Certo, il personaggio era spregiudicato, ho avuto anche diverbi con lui. Questa è una vicenda grave, che mette in difficoltà tutto un ospedale. Quando il ventilatore sparge guano, arrivano gli schizzi anche a chi non se lo merita. Come i medici del Maggiore, e sono la maggioranza, che quotidianamente lavorano con serietà, dedizione e competenza.

Perché Fanelli non è stato fermato un anno e mezzo fa, su proposta del direttore generale del Maggiore Massimo Fabi che lo voleva sospendere per sei mesi, quando l'ex primario è stato indagato dalla Guardia di Finanza di Seregno, in Brianza, per un'attività libero professionale, e relativa evasione fiscale, svolta in barba al contratto di esclusiva con l'ospedale di Parma?

Io condividevo con Fabi la proposta, anche se in quel caso non c'erano fatti penalmente così rilevanti: si parlava di partecipazione a convegni e di attività libero professionale non autorizzati dall'azienda. Ma il Comitato dei Garanti, che si pronuncia sui provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti dell'Università, come Fanelli, non dette l'ok.

Il Comitato esprime un parere obbligatorio, ma non vincolante. Lei, come assessore regionale, non poteva scavalcarlo?

In realtà no. Sarebbe stata una decisione inedita, che creava una grossa spaccatura all'interno dell'azienda. Anche per questo stiamo scrivendo una legge regionale anti-corruzione con norme che rendono più stringenti i controlli e più severe le decisioni. I medici ospedalieri possono prendere soldi per consulenze dalle aziende farmaceutiche legittimamente e in maniera trasparente, ma lo devono dichiarare all'azienda per cui lavorano. Se non lo fanno, è motivo di risoluzione del rapporto di lavoro. Lo stesso vale per i medici universitari, e la norma varrà di più del parere del Comitato dei garanti. Ne abbiamo parlato giovedì scorso nella riunione a Bologna con tutti i direttori generali. Nei prossimi giorni renderemo noti i dettagli.

La sospensione di Fanelli sia dall'incarico di direttore della Seconda anestesia, che da quello di direttore della scuola di anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell'Università, crea un grosso problema in un ospedale, il Maggiore, che ha un centro hub sul dolore, è trauma center ed ospita l'elisoccorso e la centrale operativa dell'area vasta Emilia ovest.

Sì, ma il direttore generale dell'ospedale di Parma ci sta già lavorando. I tempi stringono, perchè i corsi universitari partiranno a luglio. Nell'immediato penso si andrà verso la soluzione di arruolare per un anno un medico universitario da fuori, l'università di Modena o la Lombardia. È una pratica prevista dalle normative.

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