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NEVIANO

Torna Paolo Garulli e sfida i matematici di tutto il mondo

22 maggio 2017, 07:00

Torna Paolo Garulli e sfida i matematici di tutto il mondo

Matteo Ferzini

E'con tutta probabilità il primo nevianese ad essere comparso per due volte sulla tv nazionale, come campione di scienza e di generosità: ma nella sua casa di Mediano, in Val d'Enza, Paolo Garulli non ha mai smesso di incatenare e risolvere formule algebriche, la sua vera passione da quarant'anni. Ed oggi lui, sicuramente uno dei più grandi appassionati di storia della matematica, afferma di avere scoperto le soluzioni a problemi davanti a cui i matematici si sono fermati per secoli. A rendere unica la storia di Paolo Garulli sono la sua grande passione per la storia della matematica, che nel 1990 gli permise di vincere 100 milioni di lire a “Lascia o raddoppia” condotto da Bruno Gambarotta, e la straordinaria generosità che ha dimostrato nel 2015, donando 20.000 euro ancora rimasti da quella vincita per aiutare Mayar, una bambina siriana bisognosa di un trapianto di fegato: una vicenda che lo ha portato di nuovo in Rai l'anno scorso, ospite di Giancarlo Magalli a “I fatti vostri”.

Oggi, Paolo Garulli afferma di essere riuscito a risolvere, un problema considerato impossibile per secoli di storia della matematica: la risoluzione algebrica delle equazioni di quinto grado. «Ho iniziato a fare ricerche sull'algebra il 5 novembre 1975 – racconta Garulli -: per 12 anni ho calcolato ininterrottamente per 12 o 13 ore al giorno, nel 1987 trovai la prima formula risolutiva di un'equazione di qualsiasi grado, nel 1992 la seconda».

«L'equazione di secondo grado è stata risolta dai babilonesi nel 2000 avanti Cristo – spiega Paolo Garulli passando in rapida rassegna la storia delle equazioni algebriche -; l'equazione di terzo grado fu risolta da Scipione del Ferro nel 1515; l'equazione di quarto grado fu risolta da Lodovico Ferrari nel 1545; Le equazioni di primo, secondo, terzo e quarto grado sono risolvibili algebricamente. Il tentativo di risolvere l'equazione di quinto grado algebricamente si rivelò infruttuoso: tra il 1799 e il 1813 Paolo Ruffini dimostrò in 512 pagine che l'equazione di quinto grado non è risolvibile algebricamente; 1827 Niels Henrik Abel dimostrò che un'equazione di grado superiore al quarto non è risolvibile algebricamente, ponendo fine ad una ricerca alla quale si erano dedicati matematici di tutta Europa per più di due secoli».

«Io – aggiunge Garulli - ho trovato la soluzione algebrica dell'equazione di quinto grado in 250 modi diversi, un numero che sono disposto a sottoporre all'esame di qualsiasi professore di matematica: queste soluzioni sono parte delle 409 formule di algebra classica elementare che ho scoperto, più 12 sulla teoria dei numeri».

«Non ho dimostrato che quanto affermano Ruffini e Abel è sbagliato, ho solo dimostrato che sono valide le affermazioni che dicono che le equazioni di grado superiore al quarto non sono risolvibili algebricamente e le mie che dimostrano il contrario. E' la prima volta che succede in matematica: due affermazioni opposte entrambe esatte. Alcune delle mie soluzioni risolvono qualsiasi equazione senza l'uso di radici, senza servirsi di incognite ausiliarie, senza risolventi, grazie a quattro idee rivoluzionarie, ma corrette». Idee rivoluzionarie, secondo Garulli, che è pronto a difendere e sottoporre all'attenzione del mondo accademico: una mente, la sua, che non si ferma nel calcolare e nel cercare risoluzioni da oltre quarant'anni.

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