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Lutto

«Camelot» se n'è andato a 59 anni

Giancarlo Ghiretti fu protagonista nel rugby e nel football

di Paolo Mulazzi -

26 maggio 2017, 08:00

«Camelot» se n'è andato a 59 anni

Due mondi sportivi uniti da una palla della stessa forma piangono Giancarlo Ghiretti. Camelot, come veniva chiamato per effetto della sua mole, aveva avuto problemi di salute negli ultimi due anni, problemi che negli ultimi mesi si sono acuiti e che lo hanno sopraffatto. Si è spento ieri prima dell’alba. Avrebbe compiuto 59 anni l’8 giugno. Lascia la moglie Carmen e due figli, Giulio e Marco, entrambi militanti nelle giovanili dell’Amatori Parma Rugby. Quell’Amatori che era un po’ il suo mondo: aveva indossato la maglia bluceleste da giocatore prima di passare all’altra disciplina ovale, il football americano, ha allenato le squadre Under 6 e Under 8 per due stagioni fino a un anno fa e lo si vedeva a Moletolo anche per accompagnare i figli giocatori. Era colui che si può definire “un gigante buono”: «Assolutamente – concorda lo storico presidente dell’Amatori, Andrea Bandini –. Di lui ho un bellissimo ricordo come persona, una famiglia meravigliosa. Mi dispiace tantissimo». Un allenatore, un educatore, che il suo direttore tecnico, un commosso Riaan Mey, ricorda così: «Era uno grande di fisico, ma era grande anche di cuore. Aveva tanta passione e la metteva al servizio dei più piccoli e della società. Aveva smesso l’anno scorso per via della malattia. E’ un momento molto triste per me». Maurizio De Luca è uno degli allenatori blucelesti che con Ghiretti ha condiviso qualche torneo e qualche trasferta: «Una persona fantastica. Specialmente in trasferta rallegrava tutto il gruppo. Dava sempre una mano, anche al di fuori della sua squadra. Era benvoluto da tutti. Poteva sembrare un po’ burbero, di primo acchito, ma era il suo modo di essere, di apparire. Credeva nei bambini e nella loro crescita. La sua mole avrebbe potuto incutere loro un po’ di timore, ma il fatto che fosse pelato e con quel pizzetto o con dei baffi un po’ particolari loro lo prendevano un po’ come un personaggio; e lo seguivano». Tutti lo chiamavano Camelot, tranne Vic Dasaro, coach statunitense dei Panthers con cui aveva iniziato nella metà degli anni ‘80, che lo definì: «Il Grande Puffo, perché gestiva la birreria dei Puffi in via Venezia» svela l’ex compagno di tante battaglie Norberto De Angelis che al defensive tackle Ghiretti dette i primi consigli al suo arrivo in squadra: «Era enorme ma piuttosto agile e veloce, è stato un caposaldo della linea difensiva per alcuni anni, poi, purtroppo, si ruppe tibia e perone in una partita e quell’episodio segnò un po’ la sua fine agonistica». De Angelis e Ghiretti erano molto legati, tanto che mercoledì notte, quando le condizioni dell’ex compagno si sono aggravate irrimediabilmente, la moglie di Ghiretti ha avvisato subito Norberto, accorso per poterlo salutare un’ultima volta, il quale ricorda, con le lacrime agli occhi, che: «Carlo con me è stato speciale: quando ebbi l’incidente ed ero ricoverato a Como veniva sempre a trovarmi». Il rosario verrà recitato questa sera alle 19.30 nella chiesa San Paolo in Via Grenoble, le esequie si terranno domani mattina alle 9 presso la stessa chiesa. Chi volesse rendere l’estremo saluto a “Camelot” lo può fare anche durante la giornata odierna alla Sala del Commiato in Viale della Villetta.