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Busseto

Il vescovo a don Gregorio: «Lasci Roncole»

27 maggio 2017, 07:01

Il vescovo a don Gregorio: «Lasci Roncole»

Il vescovo Mazza ha chiesto a don Gregorio di lasciare la parrocchia di Roncole Verdi. La conferma è arrivata ieri a tarda sera dopo che per tutto il giorno il telefono nella parrocchia di Roncole Verdi aveva suonato a vuoto. Fino all'altro ieri a rispondere era don Gregorio Vitali, collaboratore del parroco. Ma dopo che la notizia dell'ingombrante passato di don Vitali ha iniziato a circolare tra gli abitanti della frazione probabilmente si è preferito scegliere la via del basso profilo. Per evitare che, come aveva detto il vescovo di Vigevano invitando don Gregorio al silenzio, si «possa attirare una curiosità morbosa dei fedeli».

Un desiderio di riservatezza condiviso anche dalle autorità ecclesiastiche della nostra provincia: e proprio il vescovo di Fidenza, che parlando con la «Gazzetta» aveva spiegato che don Gregorio «non ha mai avuto incarichi ufficiali da parte della diocesi» ieri ha confermato di aver chiesto al sacerdote di lasciare Busseto e di tornare nella propria Diocesi preferendo non commentare la vicenda che riguarda il sacerdote che per 20 anni è stato rettore del santuario della Bozzola di Garlasco, in provincia di Pavia. Un luogo di culto mariano oggetto di grande devozione da parte della gente della zona e che don Gregorio ha dovuto lasciare un paio d'anni fa dopo che uno scandalo a luci rosse ha portato all'arresto di due ricattatori romeni. Una brutta storia di ricatti veri e video hard millantati per la quale in tribunale si trascinano udienze da due anni e nella quale don Vitali è solo una vittima, senza nessuna accusa o imputazione.

Il sacerdote, infatti, ha sempre detto di essere stato costretto a pagare - e parliamo di grosse cifre - per evitare uno scandalo; e su questo l'attività investigativa ha trovato conferme.

Ma un processo di questa natura non può non avere strascichi personali anche se non penali. Nel dibattimento don Gregorio ha dovuto ammettere «momenti di debolezza» che lo hanno portato ad «errori» e soprattutto sono state lette trascrizioni di telefonate dai contenuti espliciti. Forse troppo per chi gestisce un santuario.

Il sacerdote fu costretto allora a presentare le proprie dimissioni e mandato in un monastero della Toscana, tra le province di Pisa e di Siena. Quindi il ritorno a Treviglio, nel Bergamasco, da dove lo ha richiamato pochi giorni fa il parroco di Roncole che voleva avere un un aiuto nella attività pastorale nelle cinque parrocchie della zona. lu.pe.

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