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Roncole Verdi

Il caso di don Gregorio fa discutere

28 maggio 2017, 07:02

Il caso di don Gregorio fa discutere

Non c’era soltanto un caldo quasi estivo, ieri pomeriggio, a pervadere l’atmosfera di Roncole Verdi. In piazza Guareschi, un gruppo di giovani era al lavoro per allestire tutto il necessario per la presentazione delle Olimpiadi Verdiane: a poche decine di metri di distanza, nella chiesa di San Michele Arcangelo, veniva celebrata la consueta messa prefestiva, come da calendario liturgico e parrocchiale. Un sabato all’apparenza normale, nella piccola chiesa della frazione bussetana, in una giornata che in realtà si è rivelata tutt’altro che normale.

Nella mattinata di ieri, don Gregorio Vitali ha infatti lasciato Roncole Verdi, appena due settimane dopo l’insediamento nella parrocchia di San Michele. Il sacerdote e collaboratore del parroco di Roncole Verdi se n’è andato, come hanno confermato gli stessi abitanti del paese: don Vitali era arrivato nella Bassa quindici giorni fa, da Treviglio, cittadina del Bergamasco. A pesare sul 75enne sacerdote, lo scandalo a luci rosse di cui don Vitali è rimasto vittima mentre ricopriva la carica di rettore del santuario della Bozzola di Garlasco, in provincia di Pavia: una brutta storia di ricatti e minacce di fare circolare video hard (che in realtà non si sono mai trovati) che ha portato all’arresto di due romeni. Nulla di penalmente rilevante in questa storia invece per il sacerdote che tuttavia ha dovuto affrontare, da parte lesa, un processo con molti aspetti imbarazzanti. E che ha svelato che in quel santuario mariano succedevano anche cose che sicuramente nulla hanno a che fare con la liturgia e le consuetudini canoniche.

Ma si tratta di fatti, accaduti altrove e oltre due anni fa su cui i fedeli delle Roncole non possono e non vogliono dire nulla. Anzi usando parole di approvazione per quanto fatto da don Gregorio in questo periodo.

«Mi è subito sembrato una persona brava, buona e simpatica», spiega Angela: «Ha mostrato grande disponibilità e volontà nell’effettuare alcune opere importanti per la parrocchia, come ristrutturare il parco antistante la chiesa».

Al bar Guareschi comunque questa vicenda provoca ovviamente un dibattito. E se qualcuno non se la sente di sollevare critiche al sacerdote, ci sono altri che sottolineano che certe circostanze sono sempre fonte di imbarazzo. E che forse «la scelta di farlo entrare in questa comunità come coadiutore del parroco può apparire come una scelta un po' azzardata».

Insomma, pure se nessuno se la sente di usare toni troppo duri si percepisce una perplessità. E forse proprio la decisione presa dal vescovo di Fidenza di invitare don Gregorio Vitali a rientrare nella sede della congregazione religiosa di cui fa parte è stata apprezzata. Evitando che potessero nascere pettegolezze e curiosità. D'altra parte già dopo le dimissioni del sacerdote dal ruolo di rettore del santuario mariano della Bozzola, il vescovo di Vigevano aveva consigliato un periodo di «silenzio e riflessione». Proprio per fare si che nessuno potesse speculare su una vicenda che certamente era stata assai dolorosa anche per il sacerdote che in ogni modo ha voluto evitare uno scandalo.

Ieri, quindi, la messa prefestiva è stata celebrata da don Alessandro Frati, vicario parrocchiale di Busseto: nessun cenno alla questione, da parte del giovane sacerdote, nella liturgia dell’Ascensione di Cristo. Al termine della celebrazione, diversi fedeli si sono fermati all’esterno della chiesa, discutendo sulla vicenda di don Gregorio con amarezza e smarrimento: i due sentimenti prevalenti, in una Roncole Verdi scossa da quanto accaduto all’ormai ex collaboratore parrocchiale. r.c.