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VERSO LA B

Rivera spinge la «sua» Alessandria

16 giugno 2017, 07:00

Rivera spinge la «sua» Alessandria

Vanni Buttasi

Pensi Alessandria e la tua mente corre subito a Gianni Rivera, 73 anni ben portati. Senza nulla togliere ad altri (Eco compreso), la personalità più famosa di questa città piemontese, dal glorioso passato calcistico e da un presente, giocato sempre più o meno nella terza serie (si parli di LegaPro o serie C, 1 o 2). E, proprio con la maglia grigia, il Gianni nazionale esordì il 2 giugno 1959, ancora 15enne, nella partita tra Alessandria e Inter, finita 1-1. Con la squadra della sua città disputò, in totale, 26 partite, tutte in serie A, realizzando sei reti. Poi, tutta la sua storia calcistica si lega al Milan, diventando la bandiera dei rossoneri. Tre scudetti, due Coppe dei Campioni, una Intercontinentale, due Coppe delle Coppe e quattro Coppe Italia, campione europeo con l'Italia nel 1968 e vice campione del mondo con gli azzurri nel 1970 in Messico. A lui è legato il gol del 4-3 sulla Germania Ovest, che è diventato il simbolo di un'epoca e non solo. Nella sua bacheca c'è anche un Pallone d'oro vinto nel 1969. Ma Rivera è anche il presente: ricordiamo che è il presidente del Settore tecnico della Figc. Un ruolo di prestigio ma anche operativo.

Così, alla vigilia di Parma-Alessandria, in programma domani a Firenze con in palio la promozione in serie B, abbiamo raggiunto telefonicamente il «Golden boy», proprio mentre era impegnato in una riunione. Gentile e cordiale, Rivera riserva poche battute alla partita che vale una stagione per entrambe le squadre: «L'Alessandria è già diversi anni che ci prova, spero che quest'anno sia quello giusto». Quasi un telegramma, però, decisamente di buon auspicio per i grigi piemontesi. Poi lo stesso Rivera, anche con un tono un po' distaccato, aggiunge: «Purtroppo i miei impegni non mi consentiranno di essere a Firenze per la partita». La telefonata, poi, si interrompe perché Rivera è chiamato a ritornare agli impegni professionali.

Tra i tifosi dell'Alessandria c'è il giornalista Fabio Caressa, uno dei condirettori di Sky Sport con delega al programma «Sky Football Club». Il suo sostegno ai grigi è legato alla moglie Benedetta Parodi, che è nata nella città piemontese. In un'intervista, qualche tempo fa, Caressa disse: «Se proprio devo fare il tifo per qualcuno, dico forza Alessandria». Ma, proprio ieri, contattato telefonicamente sull'argomento, ha preferito non commentare.

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