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CONCERTO

I parmigiani di Vasco

03 luglio 2017, 07:00

I parmigiani di Vasco

Damiano Ferretti

Una splendida giornata straviziata, stravissuta senza tregua, una splendida giornata sempre con il cuore in gola fino a sera, «vissuta dal tramonto fino ad una nuova alba…chiara». Adrenalina, brividi da cardiopalma, pelle d’oca ed una giostra di emozioni indescrivibili per le diverse migliaia di parmigiani che sabato erano assiepati nell’enorme polmone verde del Parco Ferrari a Modena per assistere dal vivo al concerto-evento dell’anno che garantisce definitivamente un posto nella storia mondiale del rock a Vasco Rossi, già solo per il record dei 220.000 biglietti venduti.

C’è chi è partito da Parma e provincia, in direzione Modena, in pullman, in auto, in treno ma c’è chi ha deciso, invece, di raggiungere il Modena Park in vespa. E’ il caso di Andrea Bordini, Carlotta Ricci, Filippo Bendini, Soledad Laurini, Simone e Matteo Ceresini, Susanna Pinardi e Giovanni Zoni Cavaliere. «Siamo partiti sabato pomeriggio da San Prospero in sella alle nostre vespe e siamo arrivati a Modena senza disagi - racconta Filippo Bendini -: abbiamo visto dal vivo quindici concerti e non potevamo certo perderci quello storico del quarantennale. Il palco, con il “Komandante” e la sua mitica band, era una perfetta “macchina” del rock, davvero impressionante, larghissimo e alto come un palazzo. Dopo questo concerto-kolossal, Vasco è sempre di più nei nostri cuori». Samantha Shakirovska, Miriana Ruccia, Veruska Fornesi, Valentina Milo e Francesco Fracchiolla sono partiti, invece, in auto da Collecchio e, durante il concerto, avevano gli occhi che brillavano per l’emozione, la consapevolezza di essere protagonisti di una giornata storica, quella che, sicuramente si potrà raccontare un domani ai propri nipoti. «Quando vai ad un concerto di Vasco, sai che non stai andando ad un semplice concerto, ma ad un vero e proprio evento. Le code interminabili ai cancelli, l’attesa sotto il sole cocente, la gente sdraiata a terra: per Vasco, vale tutto - assicurano all’unisono».

Ci sono poi un gruppo di parmigiani - iscritti al fan club ufficiale - che, oltre al concerto di sabato, hanno assistito anche al sound check di giovedì: «Per Vasco questo ed altro - esclama entusiasta il 42enne Gianmaria Zammarchi -: il gruppo abbracciava diverse generazioni di uomini e donne di San Secondo, Baganzola, Rivarolo e Monticelli. Seguiamo il “Kom” da sempre, perché Vasco è una fede, e questo concerto si è rivelato una autentica festa del rock che passerà alla storia». C’era anche un’altra comitiva di 54 parmigiani partita da Parma con il pullman organizzato dal circolo «Indomita» e dall’Avis Cortile San Martino: «Il clima era quello di una grande festa e gli organizzatori hanno lavorato benissimo - garantisce Massimo Popoli -: lo show è andato di gran lunga oltre la musica. Le canzone in acustico sono state davvero emozionanti. Amore puro. Emozione unica. Lui, del resto, è Vasco!».

Amici di concerto che si ritrovano puntuali ad ogni «chiamata alle armi» del «Kom» e in tanti si augurano con tutto il cuore che non sia per davvero l’ultima con l’auspicio di «Vivere una favola», ancora per l’ennesima volta. Per rivedere sul palco il «Leone» del Rock.

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