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AGRICOLTURA

La pioggia non mitiga la siccità

04 luglio 2017, 07:00

La pioggia non mitiga la siccità

Cristian Calestani

I temporali e le piogge degli ultimi giorni hanno portato qualche piccolo beneficio. Ma l'allarme per la crisi idrica in agricoltura resta, soprattutto se, come si prevede, nei prossimi giorni tornerà a fare piuttosto caldo. A fare il punto della situazione Meuccio Berselli, direttore del Consorzio di Bonifica Parmense. «La pioggia dei giorni scorsi – spiega – ha indubbiamente portato un po' di sollievo perché ha garantito un minimo di irrigazione naturale per i campi senza la necessità di continuare un massiccio prelievo dai pozzi e tramite i punti di derivazione. Tuttavia per i prossimi giorni si prevedono alta pressione, temperature elevate, scarsità di piogge ed una maggiore evaporazione per cui l'attenzione resta altissima. In gioco ci sono 60milioni di euro, il valore delle colture in campo nel Parmense, specie pomodoro, mais e erba medica: il danno sarebbe di quell'entità se non si riuscisse a portare a maturazione quanto seminato».

Il Consorzio – che conta sull'operato quotidiano di una quarantina di addetti - deriva acqua dall'Enza, a Guardasone, dal Taro, a Ramiola per la sinistra idraulica del Taro – mentre a destra idraulica è operativo il Consorzio privato degli utenti del Naviglio-Taro – e poi ancora dal Po, da foce Ongina, per circa 9mila ettari della Bassa Ovest oltre che da 9 pozzi che riforniscono d'acqua un'ampia area a Nord della via Emilia. La zona in cui si sono riscontrate maggiori difficoltà è stata quella a Sud della via Emilia. In particolare circa 3mila ettari serviti dal prelievo di Ramiola tra Fornovo, Medesano e Noceto e altri 4mila ettari serviti dal prelievo di Guardasone tra Traversetolo, Montechiarugolo e l'area agricola a Sud di Parma oltre a quella gestita dal Consorzio degli utenti del Naviglio-Taro nell'area di Collecchio.

«Ad oggi – spiega ancora Berselli – la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo ha permesso di derogare dai limiti del deflusso minimo vitale, quel valore di acqua nei fiumi che si deve rispettare in una situazione di normalità per preservare la biodiversità nei corsi d'acqua e che comporta il blocco di derivazione. Si sono così previsti degli interventi di mitigazione straordinaria, semplificando vuol dire tutelare i pesci laddove l'acqua è ancora presente. Le piogge degli ultimi giorni hanno portato un piccolo beneficio, ma non sufficiente per uscire dallo stato di crisi. È importante che piova specie in Appennino dove d'inverno non ci sono state nevicate e piogge consistenti. Serve molta attenzione – conclude Berselli – anche sul fronte del prelievo dalla falda più profonda per fini idropotabili. Un aspetto che rende ancor più significativa la necessità di creare invasi per trattenere l'acqua nei momenti in cui è presente, così come pensare ad interventi di ammodernamento delle reti di distribuzione, in molti casi ammalorate».

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